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PROPRIETA' GENERALI

Nome Zolfo
Simbolo S
Numero atomico 16
Periodo 3
Gruppo VI
Comportamento dell'ossido *1 Acido

PROPRIETA' ATOMICHE

Massa atomica (uma) *2 32,07
Elettronegatività  (Pauling) 2,5
Configurazione elettronica (Ne) 3s2 3p4
Numeri di ossidazione -2 +4 +6
Energia di 1a  ionizzazione (eV) 10,36
Raggio atomico (Å) 1,27

PROPRIETA' FISICHE

Stato di aggregazione *3 Solido
Temperatura di fusione (°C ) 113
Temperatura di ebollizione (°C ) 445
Densità  *4 2,07
Struttura cristallina Trigonale

ISOTOPI

Nuclide % *5
32S 95,02
33S 0,75
34S 4,21
36S 0,02
 
 *1  Relativo all'ossido con valenza maggiore

 *2   Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere definita con precisione

 *3  Alla t = 20 °C e P = 1 atmosfera

 *4  per solidi e liquidi è espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1 atmosfera

 *5  % = abbondanza in natura

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CARATTERISTICHE GENERALI

 

Essendo un elemento che si trovano in natura allo stato libero, fu conosciuto e impiegato fin dalle epoche più antiche (ma  solo nel 1777 Lavoisier confermò scientificamente che si trattava di un elemento chimico), e viene citato nella storia biblica della genesi. Il suo termine deriva quasi certamente dall'arabo sufra, che vuol dire giallo.  E' largamente diffuso in natura sia allo stato naturale che combinato nei composti ed è costituito da molecole (S8), formate da otto atomi di zolfo disposti su due piani diversi a formare un anello. Nella crosta terrestre, oltre che allo stato nativo, lo zolfo si rinviene più spesso combinato sotto forma di solfati, come il gesso, l'anidrite e la barite (BaSO4), e sotto forma di solfuro di metalli pesanti, come la pirite, la blenda e la calcopirite. Nei carboni fossili lo zolfo è generalmente presente sotto forma di solfuri metallici che contengono una percentuale di zolfo che si aggira in media sull'1-1,5%. Nei petroli grezzi si ritrovano discrete quantità di zolfo sotto forma di elemento libero discioltovi o  in composti organici.

 

Lo Zolfo è un solido tenero e fragile, di colore giallo trasparente, insolubile in acqua, che esiste in numerose forme allotropiche (amorfe e cristalline); è un elemento poco reattivo a freddo, ma è in grado di combinarsi a temperatura elevata con la maggior parte degli elementi non-metallici (tranne azoto e gas nobili) ma anche con la maggior parte degli elementi metallici (tranne oro, platino e iridio), con  idrossidi alcalini e con un grande numero di composti organici.

 

Barite

 

COMPOSTI

 

Tra i suoi composti ricordiamo il cloruro di tionile, SOCl2, che ha largo impiego come agente clorurante nelle sintesi organiche.

I composti zolfo-idrogeno prendono il nome di solfani e il più semplice tra questi è il monosolfano, indicato comunemente come solfuro di idrogeno o acido solfidrico (H2S) che ha il tipico odore di uova marce.

Sono stati descritti circa una decina di diversi ossidi di zolfo, alcuni però del tutto instabili e altri non ben caratterizzati; molto importanti sono il diossido e il triossido. Il diossido, SO2 (detto anche anidride solforosa), corrisponde allo stato di ossidazione +4 e il triossido, SO3 (detto anche anidride solforica) corrisponde allo stato di ossidazione +6.

Per idratazione di questi si ottengono i rispettivi acidi: l'acido solforoso  (H2SO3) e l'acido solforico (H2SO4).

Aggiungendo SO3 a HF (entrambi anidri) si ottiene, per sostituzione di un gruppo OH dell'acido solforico con un atomo di fluoro, l'acido fluorosolforico HFSO3, tra i più forti acidi conosciuti.

 

UTILIZZO

 

Lo zolfo elementare è utilizzato nella preparazione della pasta di legno per la carta, in agricoltura come anticrittogamico, nella preparazione degli esplosivi, fuochi artificiali e fiammiferi, nell'industria della gomma come componente di sistemi di vulcanizzazione, nella preparazione di acido solforico, solfuro di carbonio e moltissimi altri suoi composti.

 

PRODUZIONE

 

Può essere estratto direttamente dai giacimenti dell'elemento grezzo oppure ricavato da minerali solforati e anche dai gas solforati naturali o provenienti dalla lavorazione del petrolio. Può anche essere ottenuto come sottoprodotto dalla desolforazione di petrolio e carbone.

 

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