|
Nuclide |
% *5 |
|
32S |
95,02 |
| 33S |
0,75 |
| 34S |
4,21 |
| 36S |
0,02 |
|
|
|
*1 Relativo all'ossido
con
valenza maggiore |
|
*2 Una
eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
|
*3 Alla t
= 20 °C e P = 1 atmosfera |
|
*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
|
*5 % = abbondanza in natura
|
|
←
Nella tabella di sinistra clicca sui termini in viola a te sconosciuti per
comprenderne il significato
←
Clicca sulle immagini per ingrandirle
CARATTERISTICHE GENERALI
Essendo un elemento
che si trovano in natura allo stato libero, fu conosciuto e impiegato
fin dalle epoche più antiche (ma solo nel 1777 Lavoisier confermò
scientificamente che si trattava di un elemento chimico), e viene
citato nella storia biblica della genesi. Il suo termine deriva quasi
certamente dall'arabo sufra, che vuol dire giallo.
E' largamente diffuso in natura sia allo stato naturale che combinato
nei composti
ed è costituito da molecole (S8), formate da otto atomi di
zolfo disposti su due piani diversi a formare un anello.
Nella crosta terrestre, oltre che allo stato nativo, lo zolfo si
rinviene più spesso combinato sotto forma di solfati, come il gesso,
l'anidrite e la barite (BaSO4), e sotto forma di
solfuro di metalli pesanti, come la pirite, la blenda e la calcopirite.
Nei carboni fossili lo zolfo è generalmente presente sotto forma di
solfuri metallici che contengono una percentuale di zolfo che si aggira
in media sull'1-1,5%. Nei petroli grezzi si ritrovano discrete quantità
di zolfo sotto forma di elemento libero discioltovi o in composti
organici.
Lo Zolfo è
un solido tenero e fragile, di colore giallo trasparente, insolubile in
acqua, che esiste in numerose forme allotropiche (amorfe e cristalline);
è un
elemento poco reattivo a freddo, ma è in grado di combinarsi a
temperatura elevata con la maggior parte degli elementi non-metallici
(tranne azoto e gas nobili) ma anche con la maggior parte degli elementi
metallici (tranne oro, platino e iridio), con idrossidi alcalini e
con un grande numero di composti organici.
 |
|
Barite |
COMPOSTI
Tra i suoi
composti ricordiamo il cloruro di
tionile, SOCl2, che ha largo impiego come agente clorurante
nelle sintesi organiche.
I composti
zolfo-idrogeno prendono il nome di solfani e il più semplice tra questi
è il monosolfano, indicato comunemente come solfuro di idrogeno o acido
solfidrico (H2S) che ha il tipico odore di uova marce.
Sono stati
descritti circa una decina di diversi ossidi di zolfo, alcuni però del
tutto instabili e altri non ben caratterizzati; molto importanti sono il
diossido e il triossido. Il diossido, SO2 (detto anche
anidride solforosa), corrisponde allo stato di
ossidazione +4 e il
triossido, SO3 (detto anche anidride
solforica) corrisponde allo stato di ossidazione +6.
Per
idratazione di questi si ottengono i rispettivi acidi: l'acido solforoso
(H2SO3) e l'acido solforico (H2SO4).
Aggiungendo
SO3 a HF (entrambi anidri) si ottiene, per sostituzione di un
gruppo
OH
dell'acido solforico con un atomo di fluoro, l'acido fluorosolforico
HFSO3, tra i più forti acidi conosciuti.
UTILIZZO
Lo zolfo
elementare è utilizzato nella preparazione della pasta di legno per la
carta, in agricoltura come anticrittogamico, nella preparazione degli
esplosivi, fuochi artificiali e fiammiferi, nell'industria della gomma
come componente di sistemi di vulcanizzazione, nella preparazione di
acido solforico, solfuro di carbonio e moltissimi altri suoi composti.
PRODUZIONE
Può
essere estratto direttamente dai giacimenti dell'elemento grezzo oppure
ricavato da minerali solforati e anche dai gas solforati naturali o
provenienti dalla lavorazione del petrolio. Può anche essere ottenuto
come sottoprodotto dalla desolforazione di petrolio e carbone.
|