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Metalli pesanti

Che cosa sono i metalli pesanti?

Con il termine di metalli pesanti vengono identificati tutti quei metalli aventi un peso atomico superiore a 20 uma.

Tale definizione di metallo pesante non è però universalmente accettata e pertanto sono state proposte definizioni alternative.

Una di queste definisce i metalli pesanti come quei metalli aventi una densità superiore a 5 g/cm3.

Appartengono alla categoria dei metalli pesanti i metalli di transizione come ad esempio il rame, il cromo e il piombo, il mercurio e il manganese.

Nelle definizioni citate in precedenza rientrano anche quegli elementi chimici come il selenio e l'arsenico che, pur non essendo metalli presentano proprietà fisiche e proprietà chimiche tipiche dei metalli intesi in senso stretto.

Inquinamento da metalli pesanti

Il dilavamento - da parte dell'acqua piovana - dei metalli pesanti immessi nell'ambiente attraverso gli scarichi industriali, civili e dei veicoli, determina l'inquinamento delle acque sotterranee e dell'atmosfera.

Gli effetti di tale inquinamento sono deleteri: è stato infatti dimostrato che i metalli pesanti sono altamente tossici (e talvolta addirittura cancerogeni) per l'uomo e per gli altri organismi viventi.

Anche l'effetto delle piogge acide sui metalli pesanti è estremamente pericoloso.

Le piogge acide solubilizzano infatti i metalli pesanti quali il mercurio, il manganese, il piombo, lo zinco e il cadmio, con gravi danni per l'ambiente e tutti gli esseri viventi.

Esempi di danni provocati da metalli pesanti

Nell'uomo il piombo provoca gravi danni ai reni, alterazione del sistema nervoso e danni al cervello.

Il mercurio determina danni al DNA, al cervello e al sistema nervoso mentre il nichel provoca difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica.

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