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Agricoltura

Che cos'è l'agricoltura?

Con il termine agricoltura si intende l'esercizio dell'attività umana rivolta alla coltivazione del terreno e delle piante, alla conservazione dei prodotti e alla loro trasformazione entro l'azienda; in senso lato, essa comprende anche la selvicoltura.

L'agricoltura, attraverso la produzione vegetale, cerca di soddisfare tutte le esigenze dell'alimentazione umana e fornisce prodotti essenziali alla vita dell'uomo civile.

L'agricoltore deve anzitutto contribuire a formare il substrato sul quale coltivare le piante, trasformando il terreno naturale in terreno agrario; nelle prime fasi di sviluppo dell'agricoltura, questa trasformazione si esplicava attraverso un tempo molto lungo, che poteva svariati anni.

Con il progresso della civiltà e con l'impiego dei mezzi forniti dalla tecnica attraverso l'intervento di ingenti capitali, la formazione del terreno agrario avviene oggi in tempo molto più breve, ma occorrono sempre alcuni anni per l'attuazione di un'efficiente agricoltura. Non è sufficiente conquistare il terreno all'agricoltura: occorre anche saperlo conservare e migliorare continuamente, per evitare che perda, in tutto o in parte, i caratteri acquisiti.

Compito dell'agricoltura

Il compito fondamentale dell'agricoltura, nell'avviamento alla coltivazione, non è soltanto quello di inserire coltivazioni agrarie ove prima non esisteva alcuna produzione vegetale, ma consiste piuttosto nel sostituire una produzione agraria a una produzione naturale erbacea (pascolo) oppure legnosa (bosco), attraverso il dissodamento e il diboscamento. Queste operazioni, nei secoli e nei millenni, hanno caratterizzato l'avviamento delle varie popolazioni all'agricoltura e, date le svariate condizioni naturali degli ambienti nei quali si sono svolte o si svolgono, le difficoltà e i successi sono stati e sono molto differenti.

Coltivazione di insalata.

Nella normale attività dell'esercizio dell'agricoltura un compito di fondamentale importanza è quello di stabilire quali specie e varietà di piante agrarie sia opportuno coltivare, quale estensione si debba attribuire a esse e quali rapporti intercorrano tra le diverse coltivazioni per quanto riguarda le consociazioni e successioni colturali.

L'adozione di piante agrarie impone una serie di operazioni che fanno parte della tecnica colturale; tali operazioni, a prescindere dalla coltivazione del terreno, iniziano con la scelta delle colture e terminano con la raccolta e la conservazione dei prodotti.

Uno dei compiti più importanti della tecnica colturale è la difesa delle coltivazioni dalle piante infestanti e dai parassiti, senza la quale in un breve volgere di tempo, le piante più esigenti scomparirebbero dalle colture.

Agricoltura e sistema intensivo, attivo e intensivo

L'esercizio dell'agricoltura si svolge mediante il simultaneo concorso della terra, del lavoro e del capitale.

Quando predomina la terra si ha il sistema estensivo, quando prevale il lavoro quello attivo, quando predomina il capitale quello intensivo; vi è però una serie infinita di forme intermedie.

L'entità del concorso dei diversi fattori sta in rapporto alle condizioni ambientali di ordine fisico, economico e sociale. Il loro intervento è regolato dall'imprenditore attraverso l'esercizio dell'azienda agraria.

Le esigenze di un'agricoltura progredita richiedono nell'imprenditore una congrua preparazione tecnico-economica, atta ad armonizzare la produzione che tiene conto delle esigenze dell'azienda e dei coltivatori (produzione d'uso) con le necessità sempre crescenti del mercato (produzione di scambio), nel quadro del progresso sociale.

L'agricoltura sta alla base del progresso economico e sociale dei popoli e la sua evoluzione è in stretto rapporto col grado di civiltà dei paesi che la esercitano.

L'agricoltura nel mondo

Nei paesi meno progrediti l'agricoltura rappresenta, con altre attività ugualmente dirette alla produzione alimentare, la componente più ampia del reddito nazionale.

Nei paesi industrializzati, con Io sviluppo economico, altri settori hanno prevalso e la spesa per l'alimentazione è diminuita percentualmente: di conseguenza, nei paesi più progrediti l'agricoltura non rappresenta oggi più del 3% del reddito nazionale.

Nel contesto dello sviluppo economico generale, il progresso delle tecniche agricole ha fatto poi aumentare la produzione per unità di terreno coltivato e per unità di manodopera.

Ciò permette a una popolazione in fase di accrescimento di trarre il proprio cibo da un'area relativamente costante, mentre d'altra parte rende possibile una diminuzione della popolazione impegnata nelle attività agricole.

Come risultato di questo progresso tecnico e malgrado il basso numero di lavoratori della terra, i livelli del consumo alimentare nei paesi ad alto reddito sono in genere nettamente al di sopra del fabbisogno alimentare minimo, mentre in molti paesi a basso reddito i livelli medi di consumo alimentare corrispondono appena al fabbisogno minimo e molti settori della popolazione hanno diete inadeguate.

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