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Solfito di sodio

Proprietà e caratteristiche del solfito di sodio

Il solfito di sodio è il sale sodico dell'acido solforoso. Ha formula chimica Na2SO3.

Può esistere nella forma anidra e nella forma eptaidrata.

Il solfito anidro cristallizza in prismi esagonali.

Il solfito eptaidrato, Na2S03·7H2O cristallizza monoclino, in cristalli incolori efflorescenti, instabili all'aria dalla quale vengono ossidati a solfato sodico.

Al di sotto della temperatura di 35,5°C è stabile la forma eptaidrata, mentre al disopra di questa temperatura è stabile la forma anidra.

Il solfito anidro può essere riscaldato all'aria fino a 100°C senza decomporsi; a temperatura più elevata, sotto pressione, si decompone in solfato di sodio e solfuro di sodio:

4 Na2SO3 → 3 Na2SO4 + Na2S

Le soluzioni di solfito di sodio reagiscono debolmente alcaline al tornasole in quanto danno reazione di idrolisi basica.

Reagendo con acidi anche deboli il solfito di sodio libera anidride solforosa secondo la seguente reazione:

Na2SO3 + 2 H+ → 2 Na+ + H2O + SO2

Preparazione del solfito di sodio

La preparazione industriale del solfito di sodio viene fatta per trattamento di una soluzione satura di carbonato sodico con una corrente di biossido di zolfo fino a saturazione completa; si ottiene l'idrogenosolfito:

Na2CO3 + 2 SO2 + H2O → 2 NaHSO3 + CO2

Se poi si aggiunge una soluzione contenente una quantità di carbonato sodico uguale a quella usata in precedenza, si ha un nuovo sviluppo di biossido di carbonio e si forma il sale neutro:

2 NaHSO3 + Na2CO3 → 2 Na2SO3 + CO2 + H2O

La soluzione ottenuta si lascia cristallizzare.

In laboratorio è possibile preparare il solfito di sodio facendo reagire una soluzione di idrossido di sodio con anidride solforosa:

2 NaOH + SO2 → Na2SO3 + H2O

Applicazioni del solfito di sodio

Il solfito di sodio viene usato in fotografia per evitare l'ossidazione dell'idrochinone.

Poichè il solfito sodico è facilmente ossidabile, viene usato come riducente blando.

È usato inoltre per sbiancare la lana e la seta e per allontanare tracce di cloro (anticloro) nella sbianca dei tessili e della carta; è pure usato come mezzo conservativo per cibi in scatola e per evitare l'ossidazione dei sughi zuccherini durante l'evaporazione (ma questi usi sono però proibiti in molti Stati), come disossidante per le caldaie ad acqua onde evitare corrosione ed incrostazione.

Trova pure impiego nell'industria degli esplosivi, in medicina (colluttore, disinfestante, antisettico) e per la preparazione di molti composti organici.

La determinazione quantitativa del solfito viene effettuata per via iodometrica.

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