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Ossa della gamba

Quali sono le ossa della gamma?

Le ossa della gamba sono in tutto 29, divise nelle tre regioni in cui è possibile suddividere l'arto inferiore: coscia, gamba propriamente detta e piede.

L'anatomia della gamba descrive alcune delle ossa e tendini più grandi e forti del corpo umano e ricorda, per molti versi, la distribuzione delle ossa dell'arto superiore.

Dal punto di vista anatomico l'arto inferiore inizia in corrispondenza dell'articolazione del bacino e termina con le ultime falangi del piede. Nel mezzo vi sono due articolazioni di estrema importanza per l'architettura del corpo umano: il ginocchio e la caviglia.

Ossa della gamba: la coscia

La coscia è la porzione superiore dell'arto o inferiore, compresa tra il bacino e il ginocchio. La porzione scheletrica che compone questo tratto della gamba è formata da un unico osso, il femore, che rappresenta nell'uomo l'osso più lungo dell'organismo e corrisponde all'omero del braccio.

La diafisi (corpo) del femore ha una forma allungata e le epifisi (porzioni terminali) presentano caratteristiche che rispondono alle rispettive funzioni.

La diafisi prossimale, in connessione con l'articolazione del bacino, è formata da una testa di forma semisferica connessa alla diafisi mediante un collo svasato, alla cui base si estendono due protuberanze, dette trocanteri. I due trocanteri sono definiti superiore e inferiore, con il primo nettamente più grande del secondo. In corrispondenza della base del collo si rileva un avvallamento nell'osso che ospita l'attacco per i potenti muscoli del femore.

La diafisi distale, in connessione con la parte inferiore dell'arto mediante il ginocchio, è formata da tre elementi distinti: una zona di forma cilindrica, che è quella che si connette alla tibia, e due condili sferici posti posteriormente, che non partecipano all'articolazione. Tra i condili si insinua una fessura, detta fessura intercondiloidea.

Femore

Femore, osso della coscia.

Le ossa della gamba propriamente detta

Al di sotto del femore, connesso ad esso mediante l'articolazione del ginocchio, si sviluppa la parte inferiore dell'arto che prende il nome di gamba propriamente detta; questo elemento anatomico è costituito da due ossa lunghe che corrono parallele ma dalle dimensioni molto diverse, dette Tibia e Perone (o Fibula).

La Tibia è più spessa e resistente, il Perone è invece più sottile e delicato. Tra di essi si inserisce una membrana di connessione, che rappresenta un elemento analogo a quella che unisce radio e ulna, le due ossa corrispondenti nel braccio.

Nella porzione distale le teste di Tibia e Perone si presentano slargate e formano una cavità (detta mortaio) che ospita l'alloggiamento delle ossa tarsali.

Lateralmente le teste distali di Tibia e Perone sporgono evidentemente dal profilo della gamba formando il malleolo.

Tra malleolo e piede si confeziona l'articolazione della caviglia, che consente al piede i movimenti di dorsiflessione (il piede si solleva come per camminare sui talloni), plantaflessione (il piede si abbassa come a volersi alzare sulle punte), eversione (il margine esterno del piede si solleva) ed inversione (il margine interno del piede si solleva).

Tibia e perone

Tibia e perone.

Ossa del piede

Le ossa del piede compongono l'ultimo elemento dell'arto inferiore e sono un complesso di piccole ossa di varia forma. Si dividono in tre regioni: Tarso, Metatarso e Falangi.

Ossa del piede

Ossa del piede.

Tarso

Il Tarso è la porzione prossimale del piede e corrisponde al carpo della mano. È costituito da due elementi ossei posteriori molto importanti, l'Astragalo ed il Calcagno, e 5 elementi anteriori: Navicolare, Cuboide e tre ossa Cuneiformi.

L'Astragalo è l'osso che alloggia nel mortaio, il Calcagno ospita i legamenti tibio-calcaneale e calcano-fibulare. Insieme, quindi, prendono parte alla articolazione della caviglia.

L'osso Navicolare è posto in mezzo al tarso, avvolto da Astragalo,Cuboide e ossa Cuneiformi. Sull'osso Navicolare attacca il tendine tibiale posteriore.

L'osso Cuboide è l'elemento osseo del Tarso posto in posizione distale esterna. È connesso a Calcagno, Astragalo, Navicolare, Cuneiforme ed ai Metatarsi.

Distalmente al Navicolare si posizionano le ossa cuneiformi, il cui nome prende origine dalla specifica forma a cuneo, che sono 3 e sono connesse a tre rispettive ossa metatarsali.

Metatarso

Il Metatarso (corrispondente del Metacarpo nella mano) è composto da 5 ossa di forma allungata che connettono  il Tarso alle Falangi.

Queste ossa non possiedono un nome specifico, ma vengono indicate con numeri progressivi partendo da quello posizionato più internamente (1° Metatarso) e a seguire fino all'elemento più esterno (5° Metatarso).

La base di queste ossa ha forma quadrangolare, è rivestita da cartilagine e rappresenta il punto di inserzione sulle articolazioni del Tarso.

Il corpo (diafisi) dei Metatarsi ha forma sottile ed allungata, è convesso sia dorsalmente che ventralmente e termina nella parte distale con una testa di forma tondeggiante.

Falangi

Le falangi sono le ossa lunghe che costituiscono lo scheletro delle dita. Nel piede dell'uomo le falangi sono articolate in modo meno mobile rispetto alle mani, dove pure sono presenti e organizzate in modo analogo.

Nell'alluce (l'unico dito del piede che possiede un nome proprio) sono due, mentre nelle altre dita sono tre. La forma delle falangi è allungata, il corpo si presenta appiattito in senso dorsoventrale e mostra due facce, una plantare e una dorsale.

Curiosità sull'Astragalo

L'Astragalo, una delle ossa più rappresentative della porzione Tarsale, ha rappresentato la chiave di volta nella definizione del percorso evolutivo dei cetacei.

La derivazione filogenetica di questi animali a partire da antenati terrestri è stata sempre evidenziata, ma per lungo tempo mancavano elementi per comprendere da quale gruppo di animali discendessero.

I cetacei moderni hanno perduto, nel corso dell'evoluzione, le ossa e la muscolatura degli arti inferiori, così un confronto tra queste e quelle degli altri gruppi di mammiferi non è direttamente possibile.

La scoperta di fossili di balene ancestrali, che ancora possedevano le vestigia degli arti inferiori evidenti, ha permesso di investigarne la struttura e proprio la conformazione dell'astragalo ha permesso di inserire questi animali all'interno del clade "artiodattili", insieme a ippopotami e altri erbivori, che ora formano il clade ribattezzato "Cetartiodattili".

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