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Ominidi

Chi sono gli Ominidi?

Quando parliamo di Ominidi ci riferiamo ad una Famiglia zoologica (Hominidae) afferente all'Ordine dei Primati formata dalla specie umana - sia attuale che estinta - e dalle grandi scimmie. Oltre all'uomo quindi, Ominidi sono anche le scimmie antropomorfe Gorilla gorilla e Pan; quest'ultimo con due specie Pan troglodytes (lo Scimpanzè) e Pan panicus (il Bonobo).

Gli Ominidi fanno parte della superfamiglia Hominoidea e si inseriscono nella Tribù degli Ominini differenziandosi da un'altra Tribù della stessa famiglia; la Tribù dei Pongidi (l'Orango Asiatico) (Fig. 1).

Sistematica della famiglia Hominoidea

(Fig. 1) Sistematica della famiglia Hominoidea. Come possiamo notare, essa si ramifica in due famiglie gli Ominidi e gli Ilobati (Gibboni). Della famiglia Hominidi distinguiamo le due Tribù Ominini (Uomo, Scimpanzè e Gorilla) e Pongidi (l'Orango).

Durante l'epoca del Miocene, gli Ominidi si distaccarono dai Cercopitechi per divergenze evolutive (Fig. 2). I Cercopitechi (fam. Cercopithecoidea) infatti, rappresentano le scimmie del Vecchio Mondo che si caratterizzavano per la presenza della coda.

Cercopiteco Barbuto

(Fig. 2) Esemplare di Cercopiteco Barbuto. Si tratta di una piccola scimmia che differentemente dalle grandi antropomorfe, possiede la coda.

Studi di Sistematica

In passato, nella famiglia dei Pongidi assieme all'Orango erano compresi Scimpanzé e Gorilla.  Gli Ominidi erano quindi l'uomo, quello che conosciamo oggi ed i suoi antenati fossili ove la testimonianza dell'acquisizione dell'andatura bipede indicava gli inizi della linea evolutiva umana.

Negli anni '60, gli studi moderni di genetica sono rilevati molto utili ai fini della Sistematica. Le ricerche hanno evidenziato che Scimpanzé e Gorilla possiedono molte affinità genetiche con l'uomo. Perciò, queste due specie entrarono a far parte della famiglia Hominidae distanziandosi dall'Orango del quale conservavano unicamente l'adattamento all'ambiente della foresta.

In modo particolare, il 97% delle sequenze nucleotidiche del DNA dello Scimpanzé sono uguali a quelle dell'uomo (Fig. 3) e pertanto si pensa che la divergenza evolutiva tra le specie sia avvenuta in un tempo relativamente recente (7 - 5 milioni di anni fa).

Nonostante questa enorme affinità con la specie Pan troglodytes, alcune regioni cromosomiche del DNA dell'uomo sono simili a quelle del Gorilla e non a quelle dello Scimpanzé ma a parità di similitudini del genoma è stato ipotizzato che il Gorilla si sia separato prima degli altri nella linea evolutiva.

Sequenziamento del DNA di Uomo e Scimpanzé

(Fig. 3) Sequenziamento del DNA di Uomo e Scimpanzé. Confrontando i risultati, i cromosomi dello scimpanzé risultano essere quasi identici a quelli dell'uomo. Noi abbiamo 23 coppie di cromosomi in ogni cellula, mentre gli scimpanzé ne possiedono 24.

Le Scimmie Antropomorfe

Lo Scimpanzé ed il Gorilla possiedono strutture anatomiche simili a quelle dell'uomo ma i tempi di sviluppo delle strutture sono inferiori così che possano rispondere sin dalla nascita agli stimoli dell'habitat forestale in cui vivono queste specie.

Vi sono quindi delle specializzazioni anatomiche delle scimmie antropomorfe che riguardano la vita arboricola, la locomozione, la dieta ed i comportamenti. Le caratteristiche delle scimmie antropomorfe sono :

  • Arti toracici più lunghi di quelli pelvici
  • Non vi è arco plantare nel piede ed il calcagno è ridotto
  • La colonna vertebrale non presenta curve fisiologiche per stazione in quadrupedia (sulle nocche delle dita)
  • Il bacino ha ali ileali strette e alte
  • Notevole sviluppo della faccia (splancnocranio) con mascella pronunciata con molari e premolari grandi e canini sviluppati soprattutto nel maschio.

Queste appena descritte rappresentano le caratteristiche a livello anatomico mentre quelle sociali sono :

  • Hanno una sviluppata mimica facciale
  • Utilizzano il grooming (toeletta) per rafforzare i legami e le posizioni gerarchiche
  • Vivono dai 40 ai 50 anni
  • Le cure parentali terminano a 8/10 anni
  • Non possono comunicare con la parola o comunque con l'ausilio di suoni definiti perché il loro organo della fonazione non è ben sviluppato e mancano i centri nervosi per attivarlo

L'Uomo

Con la divergenza evolutiva dalle scimmie antropomorfe, l'uomo ha sviluppato caratteristiche anatomiche specializzate per mettere in atto la locomozione bipede e  lo stazionamento in posizione eretta, e per cambiare dieta che da arboricola diventa  onnivora.

Ecco le caratteristiche anatomiche sviluppate dalla specie umana:

  • Arti pelvici più lunghi di quelli toracici
  • Nel piede, il pollice non è opponibile, è presente arco plantare e calcagno ben sviluppato
  • La colonna vertebrale sviluppa curve fisiologiche dovute alla posizione eretta
  •  Il bacino è basso e largo con le ali espanse lateralmente
  • Il neurocranio è più sviluppato dello splancnocranio. Esso presenta infatti una articolata rete interneuronale
  • Con la dieta onnivora, i denti diventano più piccoli e non vi sono differenze di genere nella dentatura. Lo smalto dei denti è più spesso di quello delle antropomorfe

L'uomo comunica attraverso l'uso della parola proprio perché nel cervello vi sono aree specializzate tra cui appunto quella del linguaggio. L'età media di vita va dai 70 agli 80 anni e le cure parentali si protraggono fino alla età giovanile.

Le figure seguenti (Fig. 5) e (Fig. 6) ci mostrano le differenze tra uomo e scimmie antropomorfe.

Differenze del cranio, della gabbia toracica, della colonna vertebrale tra uomo e scimmie antropomorfe

(Fig. 5) 1 . Differenze del cranio; 2. Differenze della gabbia toracica; 3. Differenze della colonna vertebrale.

Differenze di cranio e cervello tra uomo e scimmia antropomorfa

(Fig. 6) Differenze di cranio e cervello tra uomo e scimmia antropomorfa. Il cervello umano è più sviluppato di quello delle scimmie antropomorfe anche a livello di superficie che occupa all'interno del cranio stesso.

L'evoluzione della specie umana

Gli stadi di sviluppo della specie umana vengono definiti nel loro insieme con il nome di Ominazione. In modo particolare, il processo di evoluzione dell'uomo si è attuato durante due periodi;  il Miocene ed il Plio - Pleistocene.

Nel Miocene, circa 23 milioni di anni fa , il primo Ominide che presentava per lo più  caratteri simili allo Scimpanzé, fu denominato Proconsul africanus.
È proprio da qui che si indica l'inizio della evoluzione della famiglia degli Ominidi.

Nel Miocene superiore e medio si identificarono altri generi riconducibili agli antenati di Gorilla e Scimpanzé quali Driopithecus , Graecopithecus e Samburupithecus. In Africa, al termine del Miocene, le foreste si erano ridotte a causa del periodo climatico rigido. Questo aveva portato alla formazione della Rift Valley che separò regioni occidentali di foreste equatoriali da regioni orientali di deserti.  Il cambiamento climatico costrinse le specie di Ominidi a sopravvivere cambiando le abitudini nella ricerca del cibo, sperimentando per la prima volta il bipedismo; prima nelle foreste e in seguito nelle savane orientali.

Nel Plio - Pleistocene, 4 - 5 milioni di anni fa,  riconosciamo :

1. L'Australopiteco o scimmia australe africana -  Il  reperto più completo e conosciuto di Australopiteco è lo scheletro della femmina Lucy. Le specie di Australopiteco si possono dividere in due grandi gruppi; meridionale (A. africanus) e orientale (A. anamensis, A. afarensis e A. ghari) . Nell'Australopiteco la locomozione è bipede ma il cranio è ancora simile a quello di una scimmia antropomorfa. Questo genere venne battezzato come "scimmia assassina" ma con lo studio dei reperti fossili, si è compreso che si trattava di una innocua preda.

2. Il Parantropo - Inizialmente le specie del Parantrophus furono inglobate nel genere Australopiteco perché si trattava di Ominidi molto simili ma con muscoli e strutture craniali e masticatorie molto più robuste per potersi adattare ad una alimentazione ricca di fibre.

3. Il Keniantropo - L'unica specie ritrovata con cranio deformato post - mortem è Kenianthropus platyops.

Estintesi queste linee genealogiche, le strutture anatomiche continuarono a perfezionarsi; la postura divenne completamente eretta, lo splancnocranio si ridusse per l'aumento di dimensioni del neurocranio, l'apparato masticatorio divenne meno pronunciato con denti più contenuti, l'aumento della statura.
Tutti questi cambiamenti sono attribuibili al genere Homo, oggi costituito da un unica specie Homo sapiens. (Fig. 7)

Evoluzione dell'uomo

(Fig. 7) Evoluzione dell'uomo dall'Australopiteco all'Homo Sapiens.

Riassumendo

  •  Gli Ominidi sono una Famiglia zoologica (Hominidae) afferente all'Ordine dei Primati formata dalla specie umana - sia attuale che estinta - e dalle grandi scimmie.
  • Gli Ominidi fanno parte della superfamiglia Hominoidea e si inseriscono nella Tribù degli Ominini differenziandosi da un'altra Tribù della stessa famiglia; la Tribù dei Pongidi (l'Orango Asiatico)
  • In passato, nella famiglia dei Pongidi assieme all'Orango erano compresi Scimpanzé e Gorilla.  Gli Ominidi erano quindi l'uomo, quello che conosciamo oggi ed i suoi antenati fossili
  • Negli anni '60, gli studi moderni di genetica sono rilevati molto utili ai fini della Sistematica. Le ricerche hanno evidenziato che Scimpanzé e Gorilla possiedono molte affinità genetiche con l'uomo
  • Lo Scimpanzé ed il Gorilla possiedono strutture anatomiche simili a quelle dell'uomo.  Vi sono pero' delle specializzazioni anatomiche delle scimmie antropomorfe che riguardano la vita arboricola, la locomozione, la dieta ed i comportamenti
  • Con la divergenza evolutiva dalle scimmie antropomorfe, l'uomo ha sviluppato caratteristiche anatomiche specializzate per mettere in atto la locomozione bipede e  lo stazionamento in posizione eretta, e per cambiare dieta che da arboricola diventa  onnivora
  • Gli stadi di sviluppo della specie umana vengono definiti nel loro insieme con il nome di Ominazione
  • Nel Miocene, circa 23 milioni di anni fa , il primo Ominide che presentava per lo più  caratteri simili allo Scimpanzé, fu denominato Proconsul africanus. Il cambiamento climatico costrinse le specie di Ominidi a sopravvivere cambiando le abitudini nella ricerca del cibo, sperimentando per la prima volta il bipedismo; prima nelle foreste e in seguito nelle savane orientali.
  • Nel Plio - Pleistocene, 4 - 5 milioni di anni fa,  riconosciamo : L'Australopiteco, il Parantropo e il Keniantropo
  • Estintesi queste linee genealogiche, le strutture anatomiche continuarono a perfezionarsi; la postura divenne completamente eretta, lo splancnocranio si ridusse per l'aumento di dimensioni del neurocranio, l'apparato masticatorio divenne meno pronunciato con denti più contenuti, l'aumento della statura.
  • Tutti questi cambiamenti sono attribuibili al genere Homo, oggi costituito da un unica specie Homo sapiens.

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