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Pleistocene

Che cos'è il pleistocene?

Nella scala dei tempi geologici, il pleistocene è il primo periodo dell'era quaternaria, compreso tra 2,58 milioni di anni fa e 11.700 anni fa; tale epoca, che segue al Pliocene e precede l'Olocene, fu definita da C. Lyell nel 1839 sulla base della fauna fossile e in modo particolare dei Molluschi.

Le glaciazioni pleistoceniche

Durante il Pleistocene vaste regioni della Terra furono coperte da ghiacciai i quali, al tempo della loro massima espansione, si estendevano su più di un quarto delle terre emerse. Le cause dell'espansione glaciale non sono completamente chiare; si tratta probabilmente di una diminuzione della temperatura media annua, o estiva, causata da fenomeni astronomici.

Sul versante settentrionale delle Alpi sono riconoscibili quattro periodi di espansione massima (glaciazioni) separati da intervalli di tempo in cui un clima analogo a quello attuale, o un po' più caldo, determinò una accentuata regressione glaciale e cospicui mutamenti nella flora e nella fauna (interglaciazioni o interglaciali).

Alle medie e basse latitudini non raggiunte dalle espansioni glaciali le fluttuazioni climatiche diedero luogo a dei periodi pluviali caratterizzati dalla formazione di vasti specchi lacustri.

Le glaciazioni pleistoceniche provocarono oscillazioni del livello medio del mare, estese a tutto il globo. Le grandi masse glaciali, formate a spese delle acque evaporate dagli oceani, produssero sensibili abbassamenti del livello medio del mare valutabili anche in un centinaio di metri. Durante i periodi interglaciali il livello dei mari aumenta di nuovo, in seguito alla fusione dei ghiacci.

Fenomeni vulcanici nel Pleistocene

Durante il Pleistocene ebbero luogo manifestazioni eruttive in molte regioni.

Flora e fauna nel Pleistocene

La flora di tutto il Pleistocene fu sostanzialmente affine a quella attuale. È interessante però osservare le oscillazioni delle aree di diffusione di specie stenoterme (ovvero di quelle specie che non sopportano brusche variazioni di temperatura), in conseguenza delle variazioni climatiche.

Così durante i periodi glaciali specie "fredde" attualmente limitate alla zona subartica o alle Alpi si estesero all'Europa meridionale. Inversamente durante i periodi interglaciali parecchie specie subtropicali si diffusero nell'Europa settentrionale.

La fauna pleistocenica è anch'essa sostanzialmente identica a quella attuale, tranne per alcune forme oggi estinte come ad esempio il Mammut (Elephas primigenius) della Siberia, ecc.

Durante i periodi interglaciali gran parte dell'Europa, anche nelle regioni più settentrionali, era popolata da una fauna di tipo tropicale, comprendente elefanti (Elephas antiquus), rinoceronti e ippopotami.

Resti di elefante del Pleistocene

Resti di elefante del Pleistocene ritrovati a Roma.

Nei periodi glaciali si diffusero invece forme adattate al clima freddo, tra le quali il mammut, ricoperto da un folto vello, e la renna.

testa di un lupo gigante del Pleistocene

La testa di un lupo gigante del Pleistocene ritrovata in Siberia.

L'uomo comparve agli inizi del Quaternario: lo studio dell'evoluzione degli Ominidi e la datazione dei reperti fossili umani si accompagnano allo studio particolare delle industrie e dei manufatti dei primi uomini che vengono ritrovati frequentemente nelle caverne e in alluvioni, sotto forma di utensili di pietra, di osso e, assai più tardi, metallici.

Il Pleistocene in Italia

Al piede meridionale delle Alpi il Pleistocene è rappresentato soprattutto da estesi depositi glaciali, talora disposti a semicerchio a formare grandiosi anfiteatri morenici (Ivrea, Rivoli, Adda, lago di Garda, ecc.).

Si ritiene inoltre che l'azione dell'insieme dei processi fisici di erosione da parte dei ghiacciai sulle rocce a contatto con essi abbia generato nel Pleistocene le grandi conche lacustri prealpine (laghi di Garda, d'Iseo, di Como, Maggiore, ecc.) il cui fondo è generalmente situato a quote inferiori al livello del mare.

La Pianura Padana, che aveva cominciato a emergere dal mare alla fine del Pliocene, fu ricoperta durante il Pleistocene e nel successivo Olocene da una potente coltre di alluvioni ciottolose, delle quali fanno parte i depositi lombardi noti con il nome di ceppo.

Alcuni depositi di argille lacustri, riferibili a periodi interglaciali, hanno dato resti fossili animali e vegetali.

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