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Cormo

Che cosa è il cormo?

Il cormo è una struttura caratteristica delle piante superiori, dotate di tessuti vascolari, le quali sono storicamente raggruppate sotto il nome di cormofite, distinguendole quindi dalle tallofite, nonostante tutt’oggi questi raggruppamenti non hanno validità di taxa.

Composizione del cormo

Il cormo si compone di:

  • radice
  • cuale
  • foglia

Questa struttura si ritrova nelle Pteridofite e nelle Spermatofite; è detta cormoide una pianta che presenta una struttura analoga a quelle delle cormofite (pare suddivisa in tre parti), ma non vi è corrispondenza morfologico-funzionale con le loro strutture superiori.

Le briofite (muschi) sono piante relegate ad ambienti umidi e non presentano una struttura a cormo, ma a tallo: sono dotate di strutture più semplici, e se l’assorbimento viene ascritto principalmente ai rizoidi, il trasporto di acqua e soluti avviene grazie a capillarità grazie a componenti semplici come leptoidi ed idroidi; fenomeno quindi reso possibile proprio grazie alle dimensioni estremamente contenute di queste strutture.

Si suppone che un passo evolutivo chiave nella storia delle piante e dell’emersione dagli ambienti acquatici, sia stata la comparsa della lignina all’inizio del Paleozoico.

Questa macromolecola è un polimero di fenilpropano ed è coinvolta nel processo di lignificazione delle membrane secondarie, le quali possono raggiungere spessori considerevoli.

Si crea in questo modo una struttura solida, impermeabile e resistente alla compressione.

Polimero di lignina

Polimero di lignina.

Con la comparsa della lignina si sono potuti evolvere tessuti di sostegno e tessuti vascolari specializzati nel trasporto di liquidi (floema e xilema).

La crescita in altezza e la comparsa di tessuti di trasporto hanno permesso la graduale colonizzazione delle terre emerse.

Contemporaneamente, l’aumento dimensionale del fusto ha reso inadeguato l’apporto di fotosintati da parte del clorenchima esterno, e si è assistito ad una progressiva evoluzione di una nuova struttura, adatta (grazie ad un elevato rapporto superficie/volume) al rifornimento energetico dell’organismo: la foglia.

Anche a livello del sottosuolo, la lignina ha permesso un irrobustimento dell’apparato radicale, che quindi si è specializzato nell’assorbimento di acqua e sali minerali.

È interessante notare come, a differenza dell’estrema variabilità morfologica delle strutture aeree, le radici presentano una minore diversificazione, principalmente attribuibile al sottosuolo come ambiente più omogeneo rispetto a quello aereo.

Oltre alla lignina, almeno altri due composti hanno contribuito significativamente per l’evoluzione delle piante: la cutina e la suberina.

La suberina è un poliestere di acidi organici legati a composti aromatici; a seconda quindi della composizione e dalla specie che la produce, la suberina presenta un alto grado di differenziazione.

È un composto idrofobico e svolge un ruolo chiave nella crescita secondaria con la formazione di sughero, nonché forma la banda del Caspary nelle cellule dell’endoderma della radice (banda ininterrotta di materiale idrofobico/ceroso isolante, che incanala le sostanze verso membrane selettivamente permeabili, permettendo quindi una filtrazione prima di entrare all’interno del cilindro centrale).

periderma

Periderma, il sughero è indicato dalla freccia gialla.

Anche la cutina è una poliestere di acidi grassi una sostanza idrofobica, cerosa, che va ad impermeabilizzare tutte le strutture tegumentarie delle piante formando la cuticola, rallentando così la disidratazione.

Epidermide colorata selettivamente per la cutina

Epidermide colorata selettivamente per la cutina, in rosso.

Proprio per l’effetto impermeabilizzante con la cutina si assiste alla comparsa di piccole aperture nell’epidermide che permettono lo scambio di gas e vapor d’acqua al fine di rendere possibile il processo fotosintetico: gli stomi.

Queste strutture sono finemente regolate in base alle necessità energetiche ed idriche della pianta, in modo tale da generare sostanze nutritive con il minimo dispendio idrico. 

I tessuti delle cormofite

Le cormofite presentano tessuti suddivisibili in due gruppi: tessuti meristematici e tessuti definitivi.

I tessuti meristematici presentano cellule staminali capaci di differenziarsi per tutto il ciclo vitale della pianta.

Possono essere primari (come i meristemi apicali) o secondari, ovvero derivanti da cellule differenziate che riacquisiscono caratteristiche meristematiche.

I meristemi secondari sono anche chiamati cambi, tessuti che avvolgono fusto e radice a mo’ di cilindro e permettono la crescita in spessore.

Nelle piante sono presenti due tipi di cambi:

  • Subero-fellodermico: forma felloderma e sughero;
  • Cribro-legnoso: forma nuovi tessuti di conduzione.

I tessuti definitivi si distinguono in:

  • tessuti tegumentali (come epidermide e sughero), con funzione protettiva;
  • tessuti conduttori, che permettono il traporto di liquidi;
  • tessuti meccanici (sclerenchima e collenchima) con funzione di sostegno;
  • parenchima, con funzione varie.

I tessuti vascolari sono:

  • Legno o xilema: ha funzione di sostegno, ma soprattutto di trasporto di acqua e sali minerali
  • Libro o floema: ha funzione di trasporto di sostanze nutritive.

sezione di un fusto

Sezione di fusto che mostra i vari tessuti che lo compongono.

La combinazione dei vari tessuti genera le strutture, già citate, caratteristiche delle piante superiori: foglie, fusto e radici; le quali formano un organismo perfettamente funzionale ed integrato all’ambiente emerso.

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