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Sepali

Che cosa sono i sepali?

In botanica, il termine “sepali” indica quegli elementi di derivazione fogliare che formano il calice del fiore.

A seconda del grado di evoluzione della pianta e di caratteristiche proprie, come ad esempio la strategia riproduttiva, i sepali possono assumere conformazione e morfologia differente.

Organizzazione generale del fiore

Nelle piante che producono fiori, quest’ultimo ne rappresenta l’apparato riproduttore, organizzato in organi disposti in maniera coerente nell’architettura del fiore stesso. Gli elementi strutturali della pianta che si dipartono dallo stelo emergendo nello stesso punto ed espandendosi nello stesso piano sono detti verticilli.

Osservando un diagramma floreale, ossia una sezione trasversale del fiore, è possibile riconoscere le varie strutture che lo compongono: il verticillo più esterno è detto calice; procedendo verso l’interno si incontra la corolla.

Il calice è formato dai sepali, mentre la corolla è formata dai petali. Corolla e calice formano, insieme, il perianzio, che ha la funzione di proteggere le componenti del fiore che hanno un ruolo attivo nella riproduzione, ossia stami e ovario, che si trovano internamente ad esse. In alcuni casi corolla e calice non sono distinguibili, producendo un verticillo unico che si compone di elementi detti tepali.

Struttura del verticillo

Figura 1: I sepali sono l'unità morfologica del verticillo più esterno del fiore.

Struttura e caratteristiche dei sepali

I sepali sono strutture che derivano da foglie modificate e specializzate. Sebbene anche i petali condividano questa natura ontogenetica, rispetto a questi ultimi i sepali hanno conservato evidenti somiglianze con le foglie da cui derivano; in genere, infatti, essi appaiono verdi, di consistenza simile alle foglie, ed hanno conservato la propria capacità di effettuare la fotosintesi. Sono spesso visibili, inoltre, le caratteristiche nervature che sono tipiche degli elementi fogliari.

Forme dei sepali e tipologie di calice

In base alle differenti caratteristiche dei sepali è possibile identificare distinti morfotipi di calice.

E’ possibile definire una prima classificazione tra calici i cui sepali sono del tutto separati gli uni dagli altri e calici in cui i sepali sono fusi insieme, del tutto o solo alla base. Il primo tipo di calice è definito dialisepalo, ed è considerato una forma più primitiva.

I fiori i cui calici sono gamosepali, ossia recanti sepali uniti insieme, sono invece considerati più evoluti, in quanto caratterizzati da strutture in grado di proteggere meglio gli organi riproduttivi della pianta. Alla stessa stregua dei sepali, anche i petali possono presentarsi fusi insieme o divisi, caratterizzando le corolle gamopetale o dialipetale.

Differenza tra calice gamosepalo e dialisepalo

Figura 2: differenza tra calice gamosepalo e dialisepalo.

I calici gamosepali possono presentarsi in una ampia varietà di forme: quando i sepali vanno a formare una struttura che ricorda una campana, il calice è detto di tipo campanulato; nella forma labiata, si presenta distinto in due parti separate; quando il calice ha un aspetto rigonfio, è definito vescicoloso; quando il rigonfiamento è solo al centro, si definisce urceolato;  nella forma cilindrica il suo aspetto è, chiaramente, quello di un cilindro o tubo che avvolge la corolla; il calice galeato presenta, infine, petali a forma di elmo. Altre possibili forme sono quelle dei calici clavati o cupoliformi.

Calici gamosepali

Figura 3: esempi di morfotipi di calice.

In alcuni casi i sepali sono conniventi, ossia si presentano separati alla base ma poi si uniscono in corrispondenza egli apici; questa tipologia di sepali è tipica di fiori che non presentano la corolla. In alcuni casi i sepali possono presentare una struttura molto particolare, essendosi modificati in una sorta di peli o lunghe setole, recanti membrane o altre tipologie di formazione, che hanno acquisito in taluni fiori la capacità di partecipare alla dispersione dei semi attraverso il vento. Un calice modificato in questo modo è definito pappo, tipico ad esempio dei conosciutissimi soffioni.

Il pappo è una struttura diffusa soprattutto nella famiglia botanica delle Asteracee e può essere,in questo gruppo di piante, omomorfico o eteromorfico a seconda della similitudine o differenza dei vari elementi che lo compongono. I sepali che compongono il pappo delle Asteracee possono essere formati da peli semplici o presentare numerose ramificazioni, sottili e molto piccole, che conferiscono a queste strutture l’ aspetto e la denominazione di peli piumosi.

Normalmente i sepali cadono dopo la fecondazione del fiore. Calici con questa caratteristica sono detti caduchi. Alcune tipologie di piante, però, mostrano un comportamento differente e posseggono calici che permangono dopo la formazione del frutto, detti persistenti, che talvolta possono addirittura contribuire modificandosi in modo da produrre uno strato esterno al frutto stesso con funzione protettiva: in questo caso il calice prende il nome di calice accrescente.

Casi estremi di permanenza o rapida scomparsa del calice si ritrovano nei fiori con calice effimero, dove la sua scomparsa avviene molto presto, prima ancora che la corolla si schiuda, e nei fiori con calice marcescente, in cui i sepali rimangono inseriti nello stelo anche dopo che il fiore stesso sia sfiorito.

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