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Taxa

In biologia che cosa soni i taxa?

I taxa (al singolare taxon), in biologia, sono definibili come le unità tassonomica fondamentali. Lo studio organico del mondo vivente richiede che ogni organismo sia inquadrato in sistema gerarchico di classificazione, introdotto per primo dal naturalista svedese Charles Linneus.

In tale sistema, in uso ancora oggi sebbene ampliato e migliorato, ogni organismo viene inserito in categorie che identificano tutti i membri che condividono con questo determinati aspetti morfologici, fisiologici o molecolari.

Le categorie di classificazione sono a loro volta incastrate in un sistema di gerarchie per cui il taxon di rango inferiore rappresenta una suddivisione degli organismi appartenenti al taxon superiore fino a raggiungere due estremi della gerarchia, il Regno e la Specie (o talvolta Sottospecie).

Essendo frutto di un processo di classificazione che si fonda su presupposti determinati dalla mente umana, è facile comprendere come l’attribuzione di un organismo ad un determinato taxon e la posizione del taxon nella scala gerarchica della vita sia qualcosa di tutt’altro che immutabile, ma rappresenta piuttosto un argomento fluido e oggetto di dibattito scientifico

Tassonomia

Figura 1: l'organizzazione della vita secondo criteri tassonomici.

L’organizzazione gerarchica della vita

Le principali categorie tassonomiche in cui gli organismi vengono inclusi nella classificazione scientifica della vita sono 7: Regno, Phylum, Classe, Famiglia, Ordine Genere e Specie; nel regno vegetale il Phylum è spesso sostituito con la Divisione, ma si tratta solo di una differenza lessicale.

Ogni organismo è sempre incluso in ciascuna di queste categorie, per cui ogni specie è inclusa in un genere, ogni genere in una famiglia e così via fino al Regno.

In molti casi, tra i membri di un taxon è possibile individuare delle leggere differenze, che consentono l’ulteriore suddivisione di questi in gruppi più piccoli senza però giustificare la loro separazione nella categoria tassonomica principale di rango successivo; altre volte, la presenza di determinate similitudini tra i membri di due taxa dello stesso rango porta gli scienziati a raggrupparli in un ulteriore taxon intermedio.

I taxa generati da questi raggruppamenti, basati su similitudini o differenze ritenute marginali, rappresentano dei taxa intermedi tra quelli principali elencati sopra, e assumono il prefisso sotto- o super- unito al nome del taxon da cui sono stati originati. Pertanto, quella dei Pinnipedi è una Superfamiglia che include le famiglie dei Phocidi, degli Otaridi e degli Odobenidi, mentre Protobranchia e Heterodonta sono due delle sottoclassi in cui è possibile suddividere la classe dei Bivalvi (Phylum Mollusca).

Differenza tra taxa e categorie tassonomiche

In questa descrizione del sistema di classificazione dei viventi i taxa potrebbero essere confusi con le categorie tassonomiche a cui sono ascritti. Vale pertanto la pena soffermarsi a distinguere questi due concetti che, seppur affini, non si sovrappongono del tutto.

Il taxon è in effetti il raggruppamento reale, il nome proprio che viene attribuito ad un gruppo di organismi ritenuti facenti parte della medesima categoria. Negli esempi descritti sopra, i taxa sono rappresentati dai gruppi Pinnipedi, Phocidi, Otaridi, Odobenidi, Protobranchia e Heterodonta.

Le categorie tassonomiche invece sono i livelli in cui i ricercatori decidono di inserire i taxa: rimanendo nell’esempio precedente, Classe, Sottoclasse, Famiglia e Superfamiglia sono le categorie tassonomiche a cui i vari taxa appartengono.

Se per ogni taxon deve sempre essere individuata l’appartenenza ad una delle sette categorie tassonomiche principali descritte nel precedente paragrafo, le categorie di rilevanza minore o intermedie possono essere definite oppure no, per cui alcune famiglie saranno divise in sottofamiglie ed altre no, alcuni ordini saranno raggruppati in superordini ed altri no e così via.

La categoria tassonomica più particolareggiata esistente è la sottospecie. Ulteriori suddivisioni, come ad esempio la descrizione di “tipi”,”varietà”,”cultivar” o “razze” non sono considerate come taxa e pertanto non hanno alcun valore tassonomico.

Classificazione moderna taxa

Figura 2: Classificazione moderna, in chiave cladistica: ogni taxa corrisponde ad un ramo dell'albero filogenetico e occupa una specifica categoria tassonomica.

Fluidità del sistema tassonomico

Poiché i taxa sono frutto dell’esigenza di classificazione propria dei costrutti mentali in cui l’uomo deve inserire la propria conoscenza, essi non sono una realtà immutabile e trascendente ma sono costantemente rimaneggiati e rivisti.

La ragione delle revisioni di questo sistema e delle categorie che lo compongono deriva, da un lato, dalle scoperte scientifiche in continua evoluzione, che portano evidenze sulle quali i precedenti postulati su cui si è costruita la classificazione di un gruppo vacillano o vengono ridefiniti, dall’altro lato dall’approccio metodologico e filosofico alla base del sistema di classificazione.

Ne deriva pertanto, che alcuni autori riconoscano solo taxa monofiletici (o “naturali”) i cui membri discendano tutti da un antenato comune prossimo, altri sistemi, fondandosi su presupposti differenti, accettino anche taxa polifiletici (o “artificiali”).

Ad ogni modo, la tendenza moderna è quella di far coincidere la tassonomia e la sistematica con la cladistica, escludendo pertanto i taxa artificiali dal sistema di classificazione.

Nomenclatura dei taxa

Per agevolare soprattutto i ricercatori meno esperti di determinati gruppi che si trovino a maneggiare dati o a identificare organismi da dover inserire nel sistema di classificazione riconosciuto dalla comunità scientifica, il nome di molti taxa riflette la categoria tassonomica d’appartenenza.

Ciò è tanto più vero nel sistema di classificazione botanico e micologico, dove specifici suffissi indicano l’appartenenza del taxon in maniera quasi indissolubile fino alle categorie più raffinate: -phyta e -mycota identificano il nome delle Divisioni rispettivamente per le piante ed i funghi; -phytina e -mycotina identificano allo stesso modo l’eventuale Subphylum.

Le classi, nel regno vegetale, sono identificate con i suffissi -opsida e -phyceae, mentre nei fughi il suffisso è -mycetes. I suffissi di tutte le categorie tassonomiche sono riportati nella tabella qui di sotto, dove si può notare come nel regno animale una corrispondenza tra i suffissi e le categorie tassonomiche sia evidente solo a partire dal livello di superfamiglia.

Corrispondenza tra suffissi dei taxa e categorie tassonomiche

Figura 3: corrispondenza tra suffissi dei taxa e categorie tassonomiche.

Tassonomista, lo specialista dei taxa

La specializzazione professionale del biologo o del naturalista che si occupa di tassonomia, ossia dello studio dei taxa, è quella del tassonomo o, detto all’anglosassone, tassonomista. Questo specialista spesso si concentra su uno specifico taxa, anche se non mancano tassonomi per così dire “generalisti”.

Il ruolo del tassonomista può sembrare di poco conto e relegato solo ai polverosi ambienti della ricerca. In realtà, sebbene in ambito di ricerca scientifica il suo contributo sia spesso indispensabile, quella dello specialista in grado di maneggiare correttamente le chiavi dicotomiche e destreggiarsi tra famiglie generi, specie e sottospecie è una figura fondamentale anche per le applicazioni in ambito produttivo.

Nei processi di valutazione dello stato ambientale legati ai protocolli di monitoraggio ambientale, ad esempio, la corretta identificazione degli organismi presenti nei campioni consente di definire l’entità dei disturbi e le migliori strategie di mitigazione da adottare.

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