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L'ANTIMONIO
CARATTERISTICHE GENERALI
L'antimonio è
un elemento poco abbondante in natura (circa 1 ppm nella crosta
terrestre), ma distribuito selettivamente in depositi a concentrazioni
relativamente elevate. I minerali più importanti sono il solfuro Sb2S3
(antimonite o stibnite), gli ossidi Sb2O4 (cervantite)
e Sb4O6 (valentinite e senarmontite), oltre
all'antimonio nativo.
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Antimonio
nativo |
Già
conosciuto nel mondo antico (in Egitto veniva usato tra il 2500 e il
2200 a.C. per ricoprire con un sottile strato lavorazioni di rame,
mentre oggetti di solo antimonio risalenti al primo millennio sono stati
ritrovati in Mesopotamia) l'antimonio fu oggetto di numerosi esperimenti
da parte degli alchimisti e conobbe vastissima diffusione con Paracelso
e la scuola iatrochimica che ne fecero un rimedio di uso universale
efficace contro tutte le malattie.
Nella sua
forma stabile a temperatura ambiente, l'antimonio grigio o metallico,
romboedrico, ha l'aspetto di un metallo bianco argenteo, fragile. Il suo
carattere di semimetallo (data la sua posizione nel sistema periodico) è
denunciato dai valori piuttosto bassi della conducibilità elettrica e
termica.L'antimonio esiste in un'altra forma allotropica, l'antimonio
giallo a molecola Sb4, stabile solo al di sotto dei -80°C
circa, che a temperatura ambiente si trasforma rapidamente nella forma
metallica. Il cosiddetto antimonio nero, amorfo, che si trasforma nella
forma stabile in modo quasi esplosivo per percussione, non è tuttora
classificato con sicurezza come una forma allotropica dell'antimonio.
L'antimonio
metallico è abbastanza stabile all'aria (anche umida), ma brucia in essa
a temperature elevate formando il triossido; è attaccato facilmente a
freddo da energici ossidanti come fluoro, cloro, bromo e acido nitrico e
dagli idrossidi alcalini, ma non lo è (almeno a freddo) dagli acidi non
ossidanti. A temperature elevate reagisce con l'acqua, lo zolfo, il
fosforo, l'arsenico e con molti metalli; la miscela di antimonio in
polvere e nitrati o clorati alcalini esplode per riscaldamento. Come
tale e in tutti i suoi composti, l'antimonio è notevolmente tossico per
l'uomo e gli animali.
Nocivi sono
i vapori di antimonio, sia inalati sia a contatto con la pelle e
specialmente con le mucose.
COMPOSTI
Esistono tre
ossidi: Sb4O6, Sb4O10 e Sb2O4.
L'Sb4O6,
corrispondente allo stato di ossidazione +3, ha comportamento anfotero:
infatti si discioglie negli acidi forti formando sali di antimonio (III)
(ioni Sb3+, stabili per effetto dell'idrolisi solo in
ambiente fortemente acido) e di antimonile [ioni SbO+ o Sb(OH)2+],
mentre disciogliendosi nelle basi forti dà luogo a sali di
tetraidrossoantimoniato (III) (o antimoniti) contenenti ioni Sb(OH)4-.
Il
tetrossido di antimonio Sb2O4, viene
considerato un ossido misto, cioè un antimoniato (v) di antimonio (III).
L'ossido
di antimonio Sb2O5 o Sb4O10
è un ossidante, solubile nelle basi forti con le quali forma sali di
esaidrossoantimoniato (V) contenenti ioni Sb(OH)6-.
Il
triidruro di antimonio o stibina SbH3 è un gas volatile, molto
velenoso, che può esplodere per riscaldamento. L'SbH3 è
estremamente instabile e tende alla decomposizione negli elementi.
Sono noti
trialogenuri e pentalogenuri di antimonio, tra cui i più importanti sono
i cloruri.
Il
tricloruro SbCl3, si idrolizza in acqua, dando l'ossicloruro
o cloruro di antimonile (I) SbOCl:
SbCl3
+ H2O → SbOCl + 2HC1
In eccesso di
acido cloridrico può dare gli ioni complessi SbCl4-
e SbCl52-.
Il
pentacloruro SbCl5, è usato come energico agente
clorurante.
L'antimonio
può combinarsi facilmente con elementi più elettropositivi appartenenti
al III gruppo dando composti binari 1 : 1 chiamati antimoniuri: i più
noti e meglio caratterizzati sono gli antimoniuri dì alluminio, gallio e
indio. L'antimoniuro di indio Sbln, ottenibile molto puro per
fusione diretta degli elementi seguita da una ulteriore purificazione
per fusione a zone, è un semiconduttore avente particolari proprietà e
come tale utilizzato in elettronica.
UTILIZZO
L'antimonio
viene utilizzato soprattutto in leghe con diversi metalli, poiché ne
migliora la durezza e altre proprietà: in lega con il piombo (3-5% di
antimonio) è impiegato negli elettrodi delle batterie per auto; le leghe
antifrizione usate per i cuscinetti sono leghe stagno-antimonio o
piombo-antimonio; l'antimonio ha inoltre avuto, e ha tuttora, notevole
impiego in campo bellico nelle granate, in inneschi per munizioni e
proiettili traccianti.
PRODUZIONE
L'antimonio viene generalmente ottenuto per riscaldamento
dell'antimonite impura a circa 600°C in recipienti col fondo forato:
l'Sb2S3 fonde e si raccoglie dal di sotto
(cosiddetta liquazione). Il trisolfuro arricchito viene poi ridotto
in crogiuolo con ferro metallico:
Sb2S3
+ 3Fe → 3FeS + 2Sb
Se il
processo è condotto in due stadi successivi si può ottenere antimonio a
una purezza del 99,6% circa.
In un altro
processo (a partire sia da solfuri che da ossidi) il minerale viene
arrostito con aria; l'ossido Sb4O6 volatilizza e
può essere successivamente condensato, mentre le impurezze arseniose
(più volatili) vengono facilmente allontanate. L'ossido di antimonio
viene quindi ridotto in altoforno con carbone.
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