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PIOMBO
CARATTERISTICHE GENERALI
Il piombo è stato uno dei primi elementi
metallici noti, probabilmente già dal 5000 a.C. agli egizi, quindi ai
fenici e ai cinesi intorno al 2000 a.C., e infine ai romani, i quali lo
impiegavano su larga scala per condutture d'acqua. Dagli alchimisti fu
associato al pianeta Saturno: da qui il nome “saturnismo” per indicare
le intossicazioni croniche da piombo. In natura, dove si trova
prevalentemente in composti corrispondenti al suo stato di ossidazione
+2, è un elemento relativamente poco abbondante (0,0015% circa della
crosta terrestre). Se ne conoscono moltissimi minerali, ma i più
importanti sono il solfuro (galena, PbS) e i suoi prodotti di
alterazione quali il carbonato (cerussite, PbCO3) e il solfato (anglesite,
PbSO4).
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Galena |
Cerrusite |
Il piombo è un metallo bianco-azzurro,
lucente in superficie (se questa è appena formata), a bassa durezza e
basso punto di fusione, molto duttile e malleabile. E' un cattivo
conduttore del calore e dell'elettricità; possiede elevata densità e
alto potere assorbente delle radiazioni. A temperatura ambiente allo
stato compatto si ossida all'aria (anche umida) solo superficialmente
(assumendo così il caratteristico colore grigio opaco), mentre è
piroforico se è in forma finemente suddivisa. Allo stato fuso (a
temperatura superiore a circa 400 °C) reagisce invece facilmente con
l'ossigeno dell'aria formando il monossido PbO, e il tetraossido o minio
Pb3O4. Gli acidi non ossidanti (compreso l'acido
fluoridrico) e le soluzioni alcaline diluite attaccano solo molto
lentamente il piombo a freddo, in seguito a passivazione superficiale
dovuta alla formazione di sali insolubili. Il piombo si discioglie
invece facilmente a freddo in acidi nitrico diluito e, in presenza di
aria, negli acidi organici (acidi acetico, tartarico, citrico).
All'ebollizione viene attaccato sia dagli acidi cloridrico e solforico
sia dalle soluzioni di idrossidi alcalini. Si combina direttamente a
temperature elevate con zolfo, selenio e tellurio, mentre con gli
alogeni reagisce tanto più facilmente quanto più alte sono la
temperatura e l'elettronegatività dell'alogeno.
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Piombo
nativo |
isotopo
pimbo-207 |
Il piombo e i suoi composti sono molto
tossici per l'uomo e gli animali in quanto danno luogo a fenomeni di
accumulo nell'organismo: particolarmente pericolosi sono, per
ingestione, i composti solubili in acqua (per esempio l'acetato), e per
inalazione quelli volatili, come i composti metallorganici impiegati
come antidetonanti nelle benzine (piombo tetrametile, tetraetile ecc.) e
le polveri. Le norme attuali tendono a fissare limiti molto bassi per le
concentrazioni massime di piombo ammesse nell'aria degli ambienti di
lavoro di industrie che producono o utilizzano questo metallo o
nell'aria inquinata dal traffico automobilistico.
COMPOSTI
Il monossido di piombo (PbO) o
litargirio, era considerato un tempo prodotto di scarto
nell'estrazione dell'argento dalle galene argentifere. Lo si ottiene per
riscaldamento prolungato del piombo a 550°C in microcristalli
tetragonali di colore rosso-arancione; una modificazione rombica, di
colore giallo, densità 8 g/cm3, nota con il nome di “massicci”, si
ottiene riscaldando moderatamente carbonato, nitrato oppure idrossido di
piombo. Entrambe le forme trovano impiego nella preparazione di piastre
per accumulatori, nell'industria della ceramica e in quelle del vetro e
della gomma.
L'ossido salino (PbO2∙2PbO)
costituisce il pigmento noto come “minio”.
Il biossido di piombo (IV) (PbO2),
detto ossido “pulce” per il colore bruno rossiccio caratteristico della
polvere, si prepara trattando il minio con acido nitrico diluito oppure
per azione di cloruro di calce sulla soluzione di un sale di piombo. Ha
deboli proprietà acide ed è un forte ossidante. Viene usato in chimica
organica, in pirotecnica, nella fabbricazione dei fiammiferi, nella
preparazione di elettrodi.
Fra i sali di maggior interesse
pratico si ricordano: gli arseniati, acido, basico e neutro, usati
(specialmente il primo) come insetticidi in agricoltura fin dagli inizi
del secolo scorso; un carbonato basico noto con il nome di bianco di
piombo (“biacca”), pigmento bianco di buon potere ricoprente, un tempo
molto usato; il cromato o giallo cromo, pigmento per vernici e
ossidante; l’azoturo, esplosivo innescante molto attivo; il fosfato,
additivo stabilizzante per materie plastiche, così come vari altri
derivati (stabilizzanti al piombo); l'acetato basico, la cui soluzione,
nota come "acqua vegeto-minerale", costituì un popolare rimedio come
risolvente e antidolorifico per contusioni, distorsioni ecc. È noto
anche il tetracetato di piombo Pb(CH3COO)4
(acetato piombico), ottenibile, insieme con il diacetato, per azione
dell'acido acetico sul minio: è un composto abbastanza stabile in
assenza di acqua e viene utilizzato in chimica organica come ossidante
selettivo.
Numerosi i complessi che il piombo
forma con leganti sia inorganici sia organici. Nello stato +2 in
particolare si possono formare complessi (con leganti anionici o con
specie neutre) generalmente a numero di coordinazione 3, piramidali,
come per esempio gli anioni triidrossopiombato (II) [Pb(OH3)]-
e tricloropiombato (II) [PbCl3]-. Meno frequentemente si
hanno complessi a numero di coordinazione 4, come l'anione
tetracloropiombato (II) [PbCl4]2. Nello stato +4
il piombo forma invece complessi a numero di coordinazione 6, ottaedrici
come per esempio l’anione esaidrossopiombato (IV) [Pb(OH)6]2-
ed esacloropiombato (IV) [PbCl6]2- .
Fra i composti organometallici del
piombo hanno particolare interesse applicativo i piombo-alchili (piombo
tetrametile e piombo tetraetile), nei quali all'atomo di piombo centrale
sono legati quattro residui alchilici. Il piombo tetraetile (PTE o TEL),
(C2H5)4Pb, è solubile in etanolo e
insolubile in acqua, ed è volatile in corrente di vapore. È
particolarmente tossico. L'importanza industriale dei piombo-alchili
risiede principalmente nel loro uso come antidetonanti nelle benzine,
per aumentarne il numero di ottano. Essi infatti hanno la proprietà di
decomporsi rapidamente, con un meccanismo di reazione a catena, a
temperature superiori ai 200°C; si ha la formazione di radicali liberi
che possono bloccare o ritardare la crescita di determinate catene
radicaliche oppure, in altri casi, anche promuoverle. Essi trovano
impiego anche come catalizzatori di polimerizzazione nell'industria
delle materie plastiche.
LEGHE DI PIOMBO
Il piombo presenta ottima resistenza alla
corrosione, alto peso specifico, duttilità, comportamento
autolubrificante, ma modestissima resistenza meccanica e bassa durezza.
Gli elementi leganti utilizzati per la preparazione delle leghe hanno la
funzione di ridurre i difetti del metallo senza intaccarne i pregi. I
più comuni sono antimonio, stagno e calcio, che migliorano la resistenza
meccanica e la durezza, mentre arsenico (migliora la resistenza alla
flessione e allo scorrimento viscoso) e rame (aumenta la resistenza alla
corrosione) sono usati in piccole quantità. Il principale uso delle
leghe di piombo è nell'ambito delle batterie, che rappresentano circa un
terzo del consumo mondiale del metallo (leghe contenenti dal 2 all'8% di
antimonio e piccole quantità di arsenico). Le leghe di piombo con
piccole quantità di stagno (0,7-1,3%) e di calcio (0,04-0,09%) sono
impiegate nelle batterie cosiddette “senza manutenzione”: lo stagno
riduce l'ebollizione dell'elettrolita e quindi il consumo di acqua
durante la carica.
UTILIZZO
I campi di impiego del metallo sono
numerosi. L'utilizzo principale si ha nella costruzione di accumulatori
elettrici, dove si usano negli elettrodi e nelle griglie sia piombo
metallico sia ossidi di piombo. Altri usi importanti si hanno
nell'industria chimica, in edilizia, nell'industria elettrica, nella
fabbricazione di schermi protettivi dalle radiazioni (in particolare
neutroni, elettroni, raggi X e γ) e dai rumori, e infine nella
produzione di munizioni. È un componente di molte leghe a basso punto di
fusione, impiegate in circuiti elettrici, in sistemi di allarme
antincendio e per saldature a bassa temperatura, nonché di leghe
antifrizione. Minori quantità di piombo vengono utilizzate negli acciai
per migliorarne la lavorabilità. Una parte notevole della produzione di
piombo è assorbita dalla preparazione di composti sia inorganici
(ossidi, carbonati, cromati, impiegati nell'industria dei vetri e in
quella delle vernici), sia soprattutto organici, quali stabilizzanti per
resine viniliche e insetticidi, additivi antidetonanti per le benzine.
Tra questi, il piombo tetraetile Pb(C2H5)4,
uno dei principali responsabili dell'inquinamento atmosferico prima
dell'introduzione delle benzine senza piombo.
PRODUZIONE
Il processo più usato per estrarre il
piombo dal suo principale minerale, il solfuro o galena, prevede tre
stadi. Si inizia con un arrostimento (desolforazione) del minerale
in aria per ottenere l'ossido, che viene seguito da una fusione
(riduzione) in presenza di carbone per ottenere il piombo grezzo, e
infine da una raffinazione del metallo fino a un titolo pari a circa
il 99,99%. Il minerale viene dapprima trattato in forni a suola
rotante o a griglia rotante continua (arrostimento). Il prodotto che
si ottiene viene lavorato con coke e fondenti (ossido di ferro e
calcio) e sottoposto a riduzione in forni colanti. In questi
l'ossido di piombo viene ridotto a piombo, il silicato di piombo
viene trasformato in ossido dai fondenti e quindi ridotto a piombo,
mentre il solfato di piombo viene ridotto a solfuro che reagisce con
il ferro (proveniente da una parziale riduzione dell'ossido di ferro
del fondente) per dare piombo e solfuro di ferro. Per la
raffinazione del piombo ottenuto nei forni si usano i processi
metallurgici, qualora il contenuto di bismuto nel prodotto ottenuto
sia basso, oppure i processi elettrolitici. In entrambi i casi si
separa dapprima il rame per liquefazione e schiumatura, portando il
piombo non raffinato a una temperatura leggermente superiore a
quella di fusione e asportando il rame residuo.
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Nuclide |
% *5 |
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204Pb |
1,40 |
| 206Pb |
25,2 |
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207Pb |
21,7 |
| 208Pb |
51,7 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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