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IL RAME
CARATTERISTICHE GENERALI
In
natura il rame, può trovarsi allo stato elementare (rame nativo), ma
generalmente è presente sotto forma di composti corrispondenti ai suoi
stati di ossidazione +1 e +2. È un elemento relativamente abbondante:
costituisce lo 0,006% circa della crosta terrestre. E’ stato individuato
in natura allo stato puro (rame nativo) fin dai tempi più remoti; venne
impiegato in Mesopotamia nel IX millennio a.C. per fabbricare oggetti
sacri o decorativi. A partire dal V millennio è stato lavorato in
associazione con lo stagno per la produzione di bronzo, che per
moltissimo tempo mantenne un ruolo importante nella fabbricazione di
armi (cannoni) e di manufatti artistici. Il nome latino di cuprum (da
cui il simbolo Cu) deriva dal fatto che anticamente il rame veniva
estratto a Cipro.
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Rame nativo |
I
suoi minerali più importanti (nei quali il rame si trova spesso
accompagnato da altri elementi) sono: la calcopirite (CuFeS2),
la calcocite o calcosina (Cu2S), la bornite (Cu5FeS4∙Cu3FeS3),
la covellite (CuS), le piriti e galene cuprifere, la cuprite (Cu2O)
e i carbonati basici malachite e azzurrite.
Il
rame è un metallo rosso chiaro e lucente, molto duttile e malleabile,
con elevate conducibilità termica ed elettrica, (che è inferiore solo a
quella dell'argento). Forma facilmente leghe con molti altri metalli. A
temperatura ambiente non è particolarmente reattivo: all'aria secca si
ossida solo molto lentamente, non viene attaccato dall'acqua, dagli
acidi organici, dagli idrossidi alcalini e dagli acidi inorganici non
ossidanti (in assenza di ossigeno) quali gli acidi cloridrico, solforico
e fosforico diluiti. Nell'atmosfera umida il rame, anche a freddo, si
ricopre rapidamente di un sottile film di ossido rameoso, che si
trasforma poi lentamente in una patina verdastra di solfato basico di
rame e carbonato (talvolta anche cloruro) basico di rame che lo protegge
da un ulteriore attacco. Reagisce invece facilmente (anche a freddo) con
gli alogeni e con il solfuro di idrogeno, viene disciolto dagli acidi
ossidanti (acido nitrico, acido cromico ecc.), da quelli non ossidanti
se in presenza di acqua ossigenata, nonché dalle soluzioni acquose di
ammoniaca e sali di ammonio o cianuri alcalini.
A
temperature elevate si ossida velocemente all'aria, formando (a seconda
della temperatura) ossido sia rameoso sia rameico, reagisce facilmente
con lo zolfo e il selenio, e con molti ossidi acidi come per esempio il
diossido di zolfo. Non reagisce invece con il carbonio e con gli
idrocarburi, a eccezione dell'acetilene: con quest'ultimo infatti forma,
anche a freddo, acetiluri con caratteristiche esplosive.
COMPOSTI
Come
tutti gli elementi della serie di transizione, il rame forma composti
sia inorganici sia organici corrispondenti a diversi suoi stati di
ossidazione, in particolare 0, +1, +2, +3, +4, questi due ultimi per
altro poco stabili.
L'ossido rameoso, Cu2O
(monossido di dirame), che costituisce il minerale cuprite, è un solido
cristallino di colore dal giallo-rosso al bruno a seconda delle
dimensioni dei granuli, insolubile in acqua, solubile negli acidi con
formazione dei corrispondenti sali, e solubile nelle soluzioni di
ammoniaca (e dei cianuri alcalini) con formazione di ioni complessi. Può
essere ottenuto per riduzione a caldo con rame metallico (o altri
riducenti) di una soluzione di solfato rameico; per riscaldamento in
aria (a seconda della temperatura) può ossidarsi a ossido rameico o
dissociarsi a metallo e ossigeno. Ha avuto applicazioni come pigmento
per smalti e vernici e, essendo un semiconduttore e un fotoconduttore,
viene utlizzato in elettronica.
L'ossido rameico, CuO
(monossido di rame), può essere preparato per calcinazione del nitrato o
dell'idrossido rameico a circa 300°C; è una polvere nera, del tutto
insolubile in acqua ma solubile nelle soluzioni ammoniacali e di cianuri
alcalini, che ha applicazioni come pigmento nell'industria dei vetri e
degli smalti. Ad alta temperatura può essere facilmente ridotto a
metallo.
L'idrossido rameico, Cu(OH)2,
può essere ottenuto come precipitato azzurro aggiungendo idrossidi
alcalini a una soluzione di un sale rameico. Si discioglie in ammoniaca
acquosa con formazione di ioni complessi.
Il cloruro rameoso, CuCl (allo
stato gassoso la molecola è trimera, Cu3Cl3), può
essere preparato per riduzione con rame metallico di una soluzione
acquosa di cloruro rameico acida per acido cloridrico. È un solido
cristallino a struttura covalente, di colore bianco, insolubile in
acqua, solubile in acido cloridrico concentrato con formazione di ioni
complessi cloro-cuprato (I) e in ammoniaca con formazione di ioni
ammino-rame (I): queste soluzioni hanno la proprietà di assorbire a
freddo, con formazione di composti di addizione labili, diversi gas tra
i quali il monossido di carbonio e l'acetilene.
Lo ioduro rameoso, CuI, può
essere ottenuto per reazione tra soluzioni di solfato rameico e ioduro
potassico.
Il cloruro rameico, CuCl2, si forma (generalmente insieme
al cloruro rameoso) per reazione diretta tra gli elementi; può essere
anche preparato per dissoluzione in acido cloridrico dell'idrossido
rameico.
Il solfuro rameoso, Cu2S,
che costituisce il minerale calcosina, può essere preparato per reazione
diretta tra gli elementi, oppure per azione del solfuro di idrogeno
sulle soluzioni dei sali rameosi o sull'ossido rameoso.
Il solfuro rameico, CuS, che
costituisce il minerale covellite, può essere ottenuto come precipitato
nero per azione del solfuro di idrogeno sulle soluzioni acquose dei sali
rameici. Del tutto insolubile in acqua e negli acidi diluiti, si
discioglie invece facilmente nelle soluzioni dei cianuri alcalini.
L'acetato rameico monoidrato, Cu(CH3COO)2∙H2O,
può essere preparato per dissoluzione a caldo del rame in una soluzione
di acido acetico contenente acido nitrico come ossidante. Ha avuto un
tempo applicazioni in tintoria e in pittura con il nome di verderame.
Il solfato rameico CuSO4
è il composto più importante del rame. Il sale pentaidrato CuSO4∙5H2O
viene generalmente utilizzato per la preparazione di composti di rame,
in galvanostegia, in agricoltura (mescolato con idrossido di calcio a
costituire la cosiddetta poltiglia bordolese) come anticrittogamico, e
nella preparazione di pigmenti.
Carbonati. Sono noti molti
carbonati basici a struttura ben definita, tra i quali due presenti in
natura, la malachite, di formula CuCO3∙Cu(OH)2, di
colore verde smeraldo, e l'azzurrite, di formula 2CuCO3∙Cu(OH)2.
La malachite ha impieghi in gioielleria e l'azzurrite come pigmento
azzurro; entrambe si decompongono per riscaldamento formando ossidi di
rame.
Composti di coordinazione. In
tutti i suoi stati di ossidazione il rame ha notevole tendenza alla
formazione di complessi con numerosi leganti sia inorganici sia
organici, carichi o neutri.
Nello stato di ossidazione +1 il rame forma complessi, generalmente
incolori, corrispondenti a coordinazione 2, 3 e soprattutto 4: tra
questi ricordiamo gli anioni clorocuprati (I) [CuCl2]-,
[CuCl3]2- e [CuCl4]3- (che
si formano disciogliendo il cloruro rameoso in soluzioni contenenti ioni
cloruro), e i cationi ammino-rame (I) [Cu(NH3)2]+
e [Cu(NH3)4]+ (che si formano
disciogliendo i sali rameosi in soluzioni ammoniacali, in assenza di
aria).
Nello stato di ossidazione +2 si formano complessi (spesso intensamente
colorati) con numero di coordinazione soprattutto 4, ma anche 5 e 6. Per
esempio alcuni sali rameici si disciolgono in acqua formando lo ione
esaquorame (II) [Cu(H2O)6]2+, leggermente colorato
in azzurro; per trattamento con ammoniaca di queste soluzioni si formano
(a seconda delle concentrazioni) ioni del tipo [Cu(NH3)(H2O)5]2+
oppure [Cu(NH3)4(H2O)2]2+,
intensamente colorati in azzurro-blu.
Leghe di rame.
La suddivisione delle leghe di rame in famiglie è fatta di solito in
base alla composizione:
Ottoni. Rappresentano il
gruppo delle leghe di rame in cui lo zinco è il principale elemento di
alligazione; sono suddivisi in ottoni binari, ottoni al piombo e ottoni
speciali; dal punto di vista dei consumi e da quello delle
applicazioni sono la più importante famiglia di leghe.
Bronzi. Teoricamente i bronzi
dovrebbero essere leghe di rame con lo stagno quale principale elemento
alligante, però nella pratica odierna si sono identificati come bronzi
anche leghe di rame contenenti elementi diversi dallo stagno, purché non
si tratti di zinco (altrimenti sarebbero ottoni).
Alpacche. Denominate spesso in
altri modi (argentina, argentone, packfong, nickel silver), sono leghe
di rame (55-65% di Cu) contenenti 8-18% di nichel e 17-27% di zinco, con
limitati tenori di ferro e di piombo; per la loro composizione possono
essere definite ottoni ad alto tenore di nichel; Le alpacche sono
impiegate per oggetti artistici e ornamentali (il colore è simile
all'argento, con sfumatura di giallo), per strumenti scientifici e
musicali, per componenti di macchine fotografiche, per targhe; spesso
gli oggetti di alpacca, specie la posateria e il vasellame, vengono
sottoposti ad argentatura galvanica.
Leghe per impieghi specifici:
a) Costantana : sotto questo nome
è compreso un gruppo di leghe a base di rame-nichel, con tenori di Cu
varianti tra il 50 e il 65%, contenenti inoltre piccole quantità di
ferro, cobalto e manganese; la lega comunemente usata ha il 42-43% di Ni.
La costantana è facilmente laminabile e trafilabile, ha una buona
resistenza meccanica e alla corrosione,
b) Manganino: sono leghe a base di
rame-manganese (tra cui anche il Telcuman), contenenti generalmente
anche nichel, la cui composizione è 67-87% di Cu, 10-27% di Mn e 0-20%
di Ni.
c) Incramute: oltre al rame, ha il
39,7% di manganese e il 2,25% di alluminio; ha proprietà di smorzamento
paragonabili a quelle di molte materie plastiche e nettamente superiori
a quelle della ghisa grigia,
d) Mallory: nome commerciale di un
gruppo di leghe di rame contenenti manganese o alluminio oppure
entrambi; hanno elevate caratteristiche meccaniche e si possono ritenere
dei bronzi privi di stagno.
UTILIZZO
Data
la sua ottima conducibilità elettrica, il rame è largamente utilizzato
in elettrotecnica per fili e cavi di ogni tipo in alternatori, dinamo,
motori, trasformatori e altre apparecchiature. Data la sua elevata
conducibilità termica e resistenza alla corrosione, il rame (come tale o
in leghe soprattutto con zinco, nichel e stagno) è largamente utilizzato
in campo sia civile sia industriale per scambiatori di calore,
radiatori, collettori solari.
Oltre il
50% del rame prodotto viene assorbito nella fabbricazione di leghe.
Nella scala dei consumi mondiali di prodotti metallurgici il rame e le
sue leghe sono al terzo posto, dopo gli acciai e le leghe di alluminio.
I principali consumi delle leghe di rame si hanno nell'edilizia
(tubazioni, elementi architettonici), in conduttori elettrici e nelle
linee di trasporto dell'energia, nei macchinari e negli impianti
industriali, nei mezzi di trasporto e ancora in prodotti di consumo di
varia destinazione, inclusi quelli artistici
PRODUZIONE
La produzione del rame prevede varie
fasi di lavorazione e un notevole dispendio di energia che aumenta
continuamente perché sempre più poveri risultano i minerali
disponibili. I processi estrattivi variano secondo la natura del
minerale trattato e si possono ricondurre a tre tipi fondamentali:
a) i minerali contenenti rame nativo
vengono arricchiti, previa macinazione, mediante cernita meccanica e
successiva flottazione, fino a giungere a un tenore del 25-35% del
metallo. Il materiale viene poi riscaldato fino a fusione del metallo,
che si separa così dalla ganga;
b) i minerali solforati, arricchiti per
flottazione, vengono sottoposti ad arrostimento in presenza di silice e
carbone (con cui si elimina una parte dello zolfo come S02) e
successivamente a fusione; il ferro, in parte ossidato, si combina con
la silice formando una scoria che galleggia e si stratifica sopra la
cosiddetta "metallina", miscela di solfuri di ferro e rame. La metallina
viene rifusa e introdotta in convertitori tipo Bessemer, nei quali viene
insufflata aria fino alla quasi totale eliminazione dello zolfo: il
solfuro di ferro si trasforma in ossido che viene a sua volta
scorificato in forma di silicato; in questa operazione il solfuro di
rame viene trasformato in rame e in ossidi di rame (II) e di rame (III).
Questo miscuglio di rame e dei suoi ossidi viene infine sottoposto a
reazione di riduzione per trasformare gli ossidi di rame in rame
metallico. Il rame grezzo così ottenuto viene colato in lingottiere, le
scorie ferrose riciclate;
c) i minerali ossigenati possono essere
direttamente sottoposti a riduzione mediante carbone coke con
procedimenti analoghi a quelli usati per i minerali di ferro. In
particolare, se si tratta di minerali poveri (meno dell'1% di rame) si
ricorre alla lisciviazione con acido solforico diluito; gli ossidi
vengono trasformati in solfato di rame e dalla soluzione si ottiene il
metallo per via elettrolitica o per cementazione.
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Nuclide |
% *5 |
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62Cu |
69,1 |
| 65Cu |
30,9 |
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*1 Relativo all'ossido con
valenza maggiore |
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*2
Una eventuale ( ) indica che il valore riportato è quello
dell'isotopo a vita più lunga di un elemento radioattivo che
non ha isotopi stabili e la cui massa atomica non può essere
definita con precisione |
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*3 Alla t =
20 °C e P = 1 atmosfera |
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*4 per solidi e liquidi è
espressa in g/ml a 20°C. Per i gas in g/l a a 0°C e 1
atmosfera |
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*5 % = abbondanza in natura
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