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Elettromagnete

Che cos'è un elettromagnete?

Vuoi sapere che cos'è un elettromagnete?

Vuoi sapere come è fatto un elettromagnete?

Se si continua con la lettura dell'articolo. In questa pagina del sito vedremo infatti che cos'è un elettromagnete, come è fatto e a cosa serve.

Un nucleo di ferro dolce, intorno al quale è disposta una bobina nella quale si possa far circolare corrente elettrica, costituisce un elettromagnete e viene usato, in forme svariate, per generare campi magnetici per le più diverse utilizzazioni:

  • sia in impianti di ricerca scientifica, come in taluni acceleratori di particelle;
  • sia in dispositivi tecnici diffusissimi, quali circuiti delle macchine elettriche e apparecchi di sollevamento o comunque di attrazione per parti mobili di materiale magnetico (relè, telecomandi, ecc.).

Tutti i materiali magnetici, posti all'interno di una bobina percorsa da corrente, conservano un certo grado di magnetizzazione, detto magnetismo residuo, quando la corrente viene interrotta o la bobina viene allontanata.

I materiali detti magneticamente "duri" hanno magnetismo residuo elevato e sono perciò adatti all'attuazione di magneti permanenti; invece per la costruzione di elettromagneti si adoperano materiali magneticamente "dolci", i quali hanno magnetismo residuo basso e perciò rimangono magnetizzati in pratica soltanto finché circola corrente nella bobina.

L'azione di un elettromagnete (come anche quella di un magnete permanente) è dovuta alla magnetizzazione per induzione dei materiali magnetici portati nelle sue vicinanze.

Naturalmente forze di questo genere esistono sempre in presenza di qualsiasi circuito percorso da corrente elettrica, ma il nome di elettromagnete è riservato, in senso tecnico, a quei dispositivi costruiti intenzionalmente per produrre tali forze.

Elettromagnete per la raccolta del ferro

Elettromagnete per la raccolta del ferro.

Tipi di elettromagneti

Gli elettromagneti si possono dividere in due grandi categorie:

1) magneti di trazione: sono destinati prevalentemente a esercitare una trazione a distanza, in modo da ridurre il traferro iniziale tra il nucleo dell'elettromagnete e i corpi attratti, e ne sono esempi i solenoidi, i nuclei dei relè, le frizioni e i freni elettromagnetici;

2) magneti di sollevamento o di tenuta: sono destinati prevalentemente a trattenere corpi inizialmente posti a contatto con il nucleo e ne sono esempi le piattaforme magnetiche e i magneti circolari di sollevamento.

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