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Sindrome di Klinefelter

Che cos'è la sindrome di Klinefelter?

La sindrome di Klinefelter colpisce gli uomini ed è una delle più comuni aneuploidie dei cromosomi sessuali.

Si manifesta con una frequenza di 1 su 500/1000 nati vivi ed è responsabile del 3-4% dei casi di infertilità e del 10-12% dei casi di azoospermia negli uomini.

Nell’80-90% dei casi la sindrome di Klinefelter deriva dalla trisomia XXY (47,XXY), il restante 10-20% è dovuto ad aneuploidie di grado maggiore (48,XXXY, 48,XXYY, 49,XXXXY) o si manifesta in condizioni di mosaicismo dove alcune cellule hanno un normale cariotipo 46,XY e altre assetto 47,XXY.

cariotipo 47,XXY

Esempio di cariotipo 47,XXY.

Caratteristiche cliniche e fenotipiche della sindrome di Klinefelter

Nella sindrome di Klinefelter la presenza di un cromosoma X in più determina caratteristiche fenotipiche come statura più alta della media, seno ingrossato, fianchi larghi, testicoli piccoli e scarsa produzione di testosterone (ipogonadismo), ridotta peluria in viso e nel corpo, infertilità.

Caratterialmente, i bambini affetti da sindrome di Klinefelter sono spesso descritti come timidi e introversi e mostrano difficoltà di apprendimento e di articolazione del linguaggio.

In presenza di più copie del cromosoma X, il rischio di disabilità mentale, le anomalie nella struttura dello scheletro, i difetti di coordinamento dei movimenti e le difficoltà linguistiche si presentano in forma più accentuata e grave.

Parallelamente al fenotipo tipicamente descritto, esistono molti casi (circa 26%) di sindrome di Klinefelter con manifestazioni cliniche meno gravi o che compaiono in tempi diversi e non contemporaneamente, diagnosticati in ritardo o, secondo molti studiosi, non diagnosticati affatto.

In tutti i casi si osserva un progressivo peggioramento con l’avanzare dell’età, dovuto alla sempre più bassa produzione di testosterone e all’insorgenza di diverse malattie metaboliche e del diabete.

È inoltre più alto rispetto agli uomini sani il rischio di comparsa di tumore al seno e di malattie infiammatorie come il lupus eritematoso sistemico.

Quando è diagnosticata in tempo, la sindrome di Klinefelter viene trattata con una terapia sostitutiva a base di testosterone, per rallentare gli effetti dell’ipogonadismo.

Cause genetiche della sindrome di Klinefelter

La trisomia XXY origina da fenomeni di non-disgiunzione realizzatisi nelle divisioni mitotiche o meiotiche dei processi di spermatogenesi o ovogenesi.

Un’età avanzata della madre predispone alla non disgiunzione e alla nascita di bambini affetti da sindrome di Klinefelter.

Nel 3% dei casi la non disgiunzione si realizza durante le prime divisioni cellulari dello zigote, circostanza responsabile della condizione a mosaico, caratterizzata da sintomi meno evidenti.

La non-disgiunzione meiotica durante l’ovogenesi può avvenire indifferentemente in meiosi I o II, mentre nel corso della spermatogenesi può realizzarsi solo in meiosi I.

Una non disgiunzione nella meiosi II della spermatogenesi darebbe infatti luogo a gameti XX o YY e quindi a zigoti XXX o XYY.

L’esito della non disgiunzione durante la gametogenesi maschile e femminile sono gameti rispettivamente XY e XX.

La trisomia XXY insorge quindi a seguito dall’incontro tra spermatozoi XY e cellule uovo X o tra cellule uovo XX e spermatozoi Y.

La non disgiunzione dei cromosomi omologhi in meiosi I o dei cromatidi fratelli in meiosi II. La non disgiunzione in mitosi è paragonabile a quella in meiosi II. I gameti n+1 sono cellule uovo XX o spermatozoi XY. La trisomia XXY origina dalla fecondazione tra una cellula uovo XX e uno spermatozoo Y o tra una cellula uovo X e uno spermatozoo XY.

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