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Secretina

Che cos'è la secretina?

La secretina è un ormone composto da 27 amminoacidi. Riveste un'importanza fondamentale per il mondo scientifico, in quanto fu il primo ormone ad essere stato scoperto grazie al contributo degli studi di Bayliss e Starling nel 1902.

Produzione della secretina

Questo ormone viene prodotto dal duodeno (nonché primo tratto dell’intestino), in particolare dalle cellule S delle cripte duodenali.

Si ricordi che tali cripte si trovano in corrispondenza dei solchi posti tra i villi del duodeno e sono formate da cellule che, in seguito a maturazione, potranno assolvere a compiti differenti: alcune saranno cellule assorbenti; altre saranno importanti per la produzione di muco; altre saranno preposte per sintetizzare proteine enzimatiche ed altre ancora per produrre ormoni endocrini e paracrini.

Struttura anatomica dell’intestino

Fig. 1 Struttura anatomica dell’intestino.

Fattori che inducono il rilascio di secretina

Il fattore più importante per il rilascio di tale ormone è il pH gastrico. Normalmente sappiamo che nel nostro stomaco il pH è molto acido, con valori compresi tr 1 e 2 (si ricordi che valori di pH < 7 sono da definire acidi, mentre valori di pH > 7 sono da definire basici). Il responsabile di questa forte acidità dello stomaco è l’acido cloridrico HCl.

Nel momento in cui il pH gastrico scende a valori molto bassi, quindi aumenta di acidità, si induce il rilascio della secretina a livello intestinale. Inoltre, il suo rilascio è stimolato dalla presenza di acidi grassi liberi e sali biliari.

Nel momento in cui l’ambiente interno del duodeno risulta essere vicino alla neutralità), il rilascio di tale ormone è inibito, in quanto non è necessaria la sua azione (quella di tamponare l’acidità).

Funzioni della secretina

Il compito assolto dalla secretina può essere pensato come a quello del pompiere: analogamente al professionista il cui compito è quello di spegnere eventuali incendi, salvaguardando la salute delle persone, quello della secretina ormone è di tamponare l’acidità gastrica.

Se così in fosse, l’eccessiva acidità prodotta dallo stomaco andrebbe letteralmente a “bruciare” la mucosa dell’intestino tenue (in particolare del primo tratto, il duodeno). Questo è possibile perché esiste un collegamento tra stomaco e intestino, tramite lo sfintere pilorico, pertanto un eventuale eccesso di acidità prodotto nello stomaco potrebbe facilmente essere trasportato nell’intestino.

Per arginare tale processo, la secretina agisce in primo luogo sul pancreas, stimolandolo la produzione di succo pancreatico. Tale succo è ricco di bicarbonato che, essendo basico, aiuta a tamponarne l’acidità dello stomaco e dunque del chimo gastrico.

Questo non è l’unico meccanismo di aiuto, infatti la secretina agisce su un altro organo, il fegato, stimolando la produzione della bile. Quest’ultima è un liquido dalla colorazione giallina-verdastra ed è basico, quindi utile anche lei per abbassare l’acidità gastrica.

Un altro meccanismo degno di nota, di cui sempre la secretina è responsabile, è quello di stimolare la secrezione ghiandolare del duodeno, in particolare agisce sulle ghiandole di Brunner. Tali ghiandole sono preposte alla produzione di muco, una sostanza basica alcalina, utile pertanto all’innalzamento del pH.

Infine, se da un lato la secretina tampona l’acidità gastrica stimolando il rilascio di sostanze basiche, dall’altro blocca direttamente l’acidità tramite la sua azione sulle cellule G dello stomaco: tali cellule sono preposte alla secrezione della gastrina, (ormone peptidico che se eccessivamente secreta in caso di ipergastrinemia abbassa il pH inducendo forte acidità) bloccandola e stimolando il pH gastrico.

Test di stimolo della secretina

Se si sospettano alcune patologie che coinvolgono gli organi deputati al rilascio della secretina, quali il pancreas o il fegato, è possibile effettuare dei test diagnostici per dosare l’ormone. Esiste infatti, in ambito laboratoriale, un test effettuato per scongiurare pancreatiti, fibrosi cistica, tumori al pancreas ecc.

Quando parliamo di fibrosi cistica, intendiamo una malattia di origine genetica che comporta un eccesso di muco nei polmoni e nel pancreas. Pertanto il muco può ostruire i dotti pancreatici e il fluido non defluisce nel duodeno. La pancreatite, invece, è una infiammazione del pancreas, pertanto se si verifica si hanno difficoltà nella produzione degli enzimi pancreatici e quindi nella digestione.

Il test consiste nella somministrazione endovenosa o endoluminale (tramite l'utilizzo di un sondino che arriva fino al duodeno) di secretina, la quale ha lo scopo di verificare un eventuale gastrinemia: se si aumenta il rilascio della gastrina, allora è possibile che il paziente abbia un gastrinoma (nel paziente sano, invece, la gastrina viene prodotta indipendentemente dalla secrezione della secretina).

Lo stesso test endovenoso può essere utile per analizzare i succhi pancreatici per scongiurare una insufficienza pancreatica. In questo caso particolare diventa utile dosare la chimotripsina nelle feci.

Tale chimotripsina è un enzima che viene sintetizzato in forma inattiva (poiché tossica) nel pancreas, mentre in forma attiva nell’intestino tenue. Agisce facilitando la rottura del legame peptidico servendosi di una reazione di idrolisi.

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