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Tettonica

Di cosa si occupa la tettonica?

La tettonica è quella branca della geologia che studia e descrive le deformazioni e le dislocazioni subite dalla litosfera e i meccanismi attraverso i quali hanno avuto origine; essa ha perciò lo scopo di rivelare l'architettura della crosta terrestre e la sua successiva evoluzione nel tempo.

L'attuale giacitura delle masse rocciose, cioè la loro forma e i rapporti con le masse adiacenti, è la risultante di tutta una serie di movimenti ai quali la crosta terrestre andò soggetta attraverso i lunghissimi tempi geologici, movimenti dovuti sia al lento sollevarsi o deprimersi della litosfera in ondulazioni a vasto raggio, sia al suo corrugarsi in catene montuose e all'abbassarsi o innalzarsi in blocco in corrispondenza a zone di frattura, sia infine a fenomeni eruttivi.

Scontro tra due placche oceaniche

Scontro tra due placche oceaniche.

Sotto l'influenza di queste forze le rocce hanno assunto una giacitura secondaria, diversa da quella che avevano all'epoca dalla loro formazione. Se si eccettuano le formazioni rocciose più recenti o attuali, si può affermare che tutti i terreni della litosfera sono stati, più o meno intensamente, soggetti a dislocazioni cioè a spostamenti dalla loro posizione originaria, e conseguentemente a deformazioni, giacché non vi può essere dislocazione, per quanto modesta, che non sia accompagnata da deformazione.

La dislocazione e la deformazione delle rocce possono avvenire mediante flessione e ripiegamento o mediante fratture; generalmente ambedue i fenomeni sono associati.

Il comportamento delle rocce di fronte alle forze di deformazione, oltre che dalla loro intensità e dal variare delle condizioni ambientali, definite dai fattori di pressione di carico, pressione orientata e temperatura, è condizionato dalla natura dei materiali, per cui le rocce sedimentarie a fitta stratificazione e le rocce scistoso-metamorfiche presentano un grado di plasticità molto superiore a quello delle rocce compatte, quali le eruttive e le sedimentarie non stratificate, come certi calcari e le dolomie.

In una stessa zona e sotto l'azione delle stesse forze orogeniche, i terreni finemente stratificati o scistosi daranno luogo a un fitto ripiegamento, mentre i materiali compatti e massicci verranno interessati da fratture o tutt'al più formeranno delle pieghe ad amplissima curvatura. Anche i materiali più rigidi però possono diventare plastici in determinate condizioni d'ambiente.

Allorché delle masse rocciose vengono portate a grande profondità, sotto forte pressione e a temperatura relativamente alta, le deformazioni sono accompagnate da processi di laminazione e ricristallizzazione, ossia dal metamorfismo di dislocazione o di carico.

Queste condizioni ambientali, raggiunte durante ogni fase orogenetica, promuovono fenomeni di ricristallizzazione metamorfica estesi su scala regionale. In conseguenza di ciò le sollecitazioni orogeniche possono tradursi in deformazioni su materiali allo stato plastico, sì da permettere anche alle rocce più rigide di ripiegarsi nei modi più complicati: non altrimenti si potrebbe spiegare la formazione di enormi pieghe coricate, in gran parte costituite da rigidi materiali gneissici, quali quelle della zona pennidica delle Alpi.

È da aggiungere anche l'importanza che hanno la durata e l'intensità degli sforzi orogenici nella modalità dei fenomeni tettonici, giacché la maggior parte delle rocce può essere deformata in pieghe, senza che si abbiano rotture apprezzabili, se la forza è applicata lentamente, mentre una deformazione brusca si traduce quasi sempre in una fratturazione.

Strutture diapiriche e strutture vulcaniche

Accanto alle pieghe e alle faglie, più comuni strutture tettoniche, sono ancora da ricordare le strutture diapiriche e quelle vulcaniche. I diapiri traggono, almeno in parte, origine da spinte di tipo idrostatico che determinano l'ascesa verso l'alto di masse profonde formate, nel caso più tipico, da salgemma.

I fenomeni eruttivi d'altronde possono costituire anch'essi una causa di deformazioni. Una massa fusa, proveniente da bacini magmatici profondi allorché sale verso l'alto e consolida all'interno della litosfera o trabocca in superficie, dà infatti origine a dei solidi strutturali, la cui forma e i cui rapporti con le formazioni incassanti rientrano nel campo d'indagine della tettonica.

Se la messa in posto di un corpo eruttivo può modificare le strutture tettoniche di una zona (vulcanotettonica) è altrettanto vero però che il meccanismo dell'intrusione, le condizioni di giacitura e la forma stessa dell'apparato eruttivo dipendono in genere dalle condizioni tettoniche in cui si verifica la presa di posizione.

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