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Litantrace

Caratteristiche e proprietà del litantrace

Dato il suo vasto impiego, il litantrace è considerato il più importante tra tutti i carboni fossili; la sua formazione appartiene al Carbonifero o al Carbonifero-Permiano.

Esistono diverse varietà di litantrace che si differenziano per l'aspetto, la composizione ed il comportamento alla combustione. In generale queste varietà si presentano in masse nerastre più o meno compatte, opache o lucenti.

Il contenuto in zolfo di un buon litantrace non supera l'1%, le ceneri sono intorno al 2-4%. Un litantrace con un contenuto in ceneri dell'8-10% viene considerato mediocre. L'umidità varia dal 3 al 5%.

Il litantrace è poco conduttore del calore e dell'elettricità.

A contatto dell'aria assorbe l'ossigeno e subisce un lento processo d'ossidazione con formazione di ossido di carbonio, anidride carbonica e acqua; pertanto si dice che il litantrace "respira". Come conseguenza si ha una diminuzione di peso ed una variazione della composizione chimica.

Quando l'ossidazione avviene in modo più rapido essa porta all'accensione. Per evitare questa autoaccensione, il litantrace viene ammucchiato all'aperto in strati dell'altezza di 0,5-2 m, a seconda della pezzatura.

La polvere è soggetta più facilmente all'autoaccensione ed è bene, durante la stagione calda, conservarla bagnata (non umida). L'autossidazione del carbone viene favorita dalla presenza di catalizzatori metallici, specialmente dalla pirite.

litantrace

Litantrace

Litantrace e coke

Con il riscaldamento fuori del contatto dell'aria il litantrace prima rammollisce rigonfiandosi e sopra 350-400°C comincia a sviluppare gas e vapori; il processo continua a temperature superiori finchè non resta una massa compatta, più o meno spugnosa, detta coke.

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