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Ramatura

Che cos'è la ramatura?

In galvanotecnica la ramatura è un processo mediante il quale un oggetto metallico viene ricoperto, per via galvanica, da uno strato di rame.

Il rame però non costituisce di per sé un rivestimento protettivo del materiale ferroso, ma è largamente usato per ottenere rivestimenti intermedi prima della nichelatura e cromatura; i depositi rame-nichel e rame-nichel-cromo sono infatti di alto valore protettivo.

Il comportamento del rame elettrodeposto sul ferro è catodico; nella pila che si costituisce nei punti di contatto fra rame e ferro eventualmente esposti in corrispondenza dei pori è il ferro a essere corroso. È essenziale perciò che lo strato di rame elettrodeposto sia compatto e relativamente spesso.

La ramatura viene effettuata anche su alluminio e sue leghe, su zinco e sue leghe e sulle leghe con alte percentuali di piombo per ottenere rivestimenti intermedi che permettono maggiore aderenza e migliori risultati nelle successive nichelature, argentature, o dorature.

In metallurgia la ramatura viene invece impiegata per ricoprire parti della superficie di pezzi in acciaio che non si vogliono indurire nel trattamento di cementazione; il pezzo intero può essere ramato e il rame viene tolto dalle zone che devono essere cementate.

Si può anche ricoprire con vernice isolante le zone da cementare e ramare la restante superficie.

Bagni di ramatura

L'elettrolita dei bagni di ramatura può contenere il rame sia allo stato bivalente (soluzioni rameiche) come solfato, sia allo stato monovalente (soluzioni rameose) come cianuro.

Ciò che determina la scelta del bagno è la natura del metallo base e il tipo di rivestimento che si vuole ottenere.

I bagni al solfato sono più economici, contengono solfato di rame e acido solforico; hanno un basso potere penetrante per cui nei pezzi di forma più elaborata il rivestimento può risultare non uniforme e bisogna effettuare deposizioni di strati più spessi, in modo che anche nelle zone di minore densità di corrente lo spessore minimo necessario sia raggiunto.

Il ferro e lo zinco non possono essere ramati direttamente nei bagni al solfato perché il deposito risulta spugnoso; infatti in questi casi il rame si deposita sul metallo base già per semplice immersione. Per ottenere un deposito aderente si effettua - in questi casi - la deposizione da un bagno al cianuro.

I bagni al cianuro contengono cuprocianuri - esempio: Na3Cu(CN)4 - cioè sali complessi che si formano aggiungendo cianuro di potassio o cianuro di sodio a soluzioni di cianuro rameoso.

Rispetto ai bagni al solfato i bagni al cianuro hanno un maggiore potere penetrante e danno depositi più aderenti e con grano più fine, ma in genere hanno un rendimento minore e una minore stabilità chimica.

Uno svantaggio è costituito naturalmente dal fatto che i cianuri sono estremamente velenosi e che il loro trattamento richiede molte cautele. Inoltre i cianuri impongono gravi problemi per la depurazione delle acque di scarico.

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