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Osso sfenoide

Che cos'è l'osso sfenoide?

Nell'architettura della scatola cranica, l'osso sfenoide riveste un ruolo molto importante anche se, esternamente, non risalta immediatamente all'occhio.

La sua posizione mediana, infatti, lo mette in connessione con quasi tutte le ossa del cranio e ospita alcuni processi e forami di grande importanza per il passaggio di vasi e nervi e per l'inserzione di muscoli di grande rilevanza.

La sua posizione fa sì che questo osso partecipi alla formazione di tutte le strutture di cui è composto il cranio: la volta, la base e le cavità orbitarie.

Dal punto di vista della forma, risulta complesso e irregolare così da essere più legittimamente considerato un osso irregolare di quanto non sia appropriato classificarlo come osso piatto.

Per descrivere la struttura dell'osso sfenoide, data la sua complessità, è utile suddividerlo in porzioni: un blocco centrale più compatto, che prende il nome di corpo, da cui si dipartono lateralmente due coppie di strutture piatte, dette ali (grandi ali e piccole ali), mentre in posizione ventrale si estendono, in senso ortogonale all'asse maggiore del corpo, due strutture chiamate processi pterigoidei.

Osso sfenoide

Osso sfenoide: posizione nel cranio e visione completa.

Corpo dell'osso sfenoide

Il corpo dell'osso sfenoide è un elemento compatto che si sviluppa centralmente e assume la forma di un parallelepipedo irregolare sul quale è possibile descrivere la faccia superiore, quella inferiore e quella anteriore e quella posteriore.

La faccia superiore del corpo dell'osso sfenoide è caratterizzata, nella sua porzione arretrata, dalla presenza di un incavo molto pronunciato che prende il nome di sella Turcica, nella quale è ospitata la ghiandola pituitaria.

L'estremità posteriore è piatta e si prolunga in due processi, detti processi clinoidei posteriori, che sono elementi appuntiti che si dipartono dalla estremità posteriore della sella.

Anteriormente alla sella, invece, si osservano altri due processi, definiti processi clinoidei anteriori, che rappresentano la parte iniziale delle strutture che formeranno le piccole ali.

Procedendo ancora in senso anteriore si distende una ampia porzione dell'osso sfenoide che riempe lo spazio di divisione tra le ali, che prende il nome di giogo sfenoidale.

Corpo dello sfenoide

Corpo dello sfenoide (cerchiato). sella turcica (d); processi pterigoidei anteriori (a,c) e posteriori (e); gioco sfenoidale (b).

La faccia anteriore è breve, dalla forma vagamente quadrangolare e divisa in due da una lamina di osso che si estende ortogonalmente alla superficie della faccia, detta rostro.

Ai lati del rostro si aprono, sulla faccia anteriore dell'osso sfenoide, due fori simmetrici detti aperture dei seni sfenoidali che si aprono appunto su alcune delle cavità interne di questo osso. I seni sfenoidali fanno parte dei seni paranasali, sono in connessione con le aperture nasali e contribuiscono alla fonazione e al riscaldamento dell'aria inalata, oltre ad alleggerire le strutture ossee del cranio.

La faccia inferiore del corpo dell'osso sfenoide, invece, si presenta concava formando come una ampia volta.

Infine, lungo i fianchi di questa componente strutturalmente centrale dell'osso sfenoide, si individuano due piccole scanalature che fanno da guida all'arteria carotide interna.

Visione posteriore dell'osso sfenoide

Visione posteriore dell'osso sfenoide. Rostro (a); Aperture dei seni sfenoidei (b).

Le piccole ali

Le piccole ali sono due porzioni piatte e simmetriche dell'osso sfenoide che si estendono ai lati della porzione anteriore del corpo dell'osso. Hanno una forma più o meno triangolare e si presentano dall'aspetto liscio.

Nella loro estremità posteriore formano una sorta di anello che avvolge lo spazio dei fori ottici, attraverso cui i nervi ottici passano dalla cavità orbitaria al volume interno della scatola cranica.

Il margine esterno è invece libero per gran parte della sua estensione e forma un profilo a S che rispecchia fedelmente il profilo dei margini complementari delle grandi ali.

I margini delle piccole e grandi ali non si uniscono ma viaggiano paralleli lasciando tra di essi uno spazio, detto fessura orbitaria superiore.

La fessura orbitaria superiore rappresenta lo spazio attraverso cui passano i nervi oculari deputati al movimento degli occhi, ossia i nervi oculomotori.

grande ala e piccola ala

a) fessura orbitaria superiore; b) fori ottici; c) grande ala; d) piccola ala.

Le grandi ali

Le grandi ali si sviluppano dai margini esterni del corpo dell'osso sfenoide e sono costituite da due grandi lamine ossee dalla forma di quadrilatero irregolare.

I margini interni, come abbiamo detto, delimitano una delle due rive della fessura orbitaria superiore mentre i margini esterni articolano con l'osso frontale e l'osso temporale.

Nella porzione inferiore delle grandi ali si sviluppano due processi spinosi, detti spine sfenoidee, che offrono superficie d'attacco alla muscolatura masticatoria.

Lungo la superficie delle grandi ali, infine, si nota la presenza di tre forami su ciascuna ala, distinguibili per la differente forma e che servono al passaggio di nervi e vasi. Un primo foro, detto foro rotondo, rappresenta il passaggio del nervo mascellare, un secondo foro, detto foro ovale, serve l'inserimento del nervo mandibolare ed infine un terzo foro, dall'aspetto differente e chiamato foro spinoso, consente al nervo trigemino e all'arteria meningea media di attraversare il muro della scatola cranica per raggiungere gli organi da essi interessati.

Processi pterigoidei

Dalla porzione ventrale del corpo dell'osso sfenoide si dipartono, simmetricamente dai due angoli anteriori, due processi che si sviluppano ortogonalmente all'asse maggiore del corpo. Questi due processi sono a loro volta formati da due porzioni, che originano entrambe dalla medesima base in congiunzione col corpo ma si dividono ben presto.

Questa architettura particolare spinge alcuni autori a considerare come distinti i due rami di ogni processo, cosicché secondo questa interpretazione i processi pterigoidei sarebbero da considerare effettivamente quattro.

Per ogni coppia, si distingue quindi un  processo laterale, rappresentato da una lamina d'osso di forma concava la cui concavità è rivolta verso l'interno, e un processo mediale, dall'aspetto conico ma dall'apice ricurvo a formare un uncino.

Processi pterigoidei

Processi pterigoidei.

Anche questi processi sono coinvolti nella masticazione perché fanno da punto di inserzione per altri muscoli masticatori.

Alla base, nel punto in cui i due rami del processo si dividono, è distinguibile un foro di uscita connesso ad un lungo canale, la cui altra estremità è collocata all'interno del corpo dell'osso. Questo canale è definito canale pterigoideo (detto anche canale vidiano) e permette il passaggio nel nervo e dei vasi vidiani.

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