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Saprofiti

Che cosa sono i saprofiti?

Il termine “Saprofita” identifica quegli organismi che utilizzano, come fonte di nutrimento, sostanza organica non vivente, proveniente delle carcasse di organismi morti o materia organica in decomposizione. Poiché utilizzano come fonte di nutrimento materia organica e non sono in grado di sintetizzarne di nuova, i saprofiti appartengono al gruppo trofico superiore degli organismi eterotrofi.

La loro presenza è diffusa in ogni tipo di ambiente e svolgono un gran numero di funzioni fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, contribuendo ai processi di mineralizzazione e umificazione.

I saprofiti inoltre sono spesso alla base di importanti reti trofiche, essendo fonte di nutrimento per organismi superiori e possono rappresentare, in quanto organismi simbionti, una risorsa importante di vie metaboliche per organismi incapaci di svolgere specifiche funzioni, come ad esempio la digestione di molecole complesse come la cellulosa.

Piptoporus betulinus, fungo saprofita o sapro-parassita

Figura 1: Piptoporus betulinus, fungo saprofita o sapro-parassita.

Tipi differenti di saprofiti

I saprofiti possono essere distinti in tre grandi categorie:

  • decompositori,
  • detritivori,
  • coprofagi.

I decompositori utilizzano come fonte di alimento il prodotto della autolisi delle cellule morte. Dopo la morte, infatti le cellule si disgregano autonomamente rilasciando nell’ambiente i contenuti citoplasmatici cioè zuccheri, amminoacidi, grassi e tutte le altre macromolecole organiche, che rappresentano la fonte di nutrimento dei decompositori.

In genere i vari tipi di sostanza organica sono consumati in sequenza, partendo dagli zuccheri semplici, poi quelli complessi, gli amminoacidi e così via fino a sostanze più difficili da scomporre come cellulosa, lignina e composti chitinosi. I vari passaggi sono operati da organismi differenti e il risultato finale è la mineralizzazione della materia organica.

I detritivori sono invece organismi che utilizzano sostanza organica morta trasformandola in sostanza organica più semplice. Questa categoria è rappresentata in genere da organismi quali insetti o altri invertebrati. La catena del detrito rappresenta un importantissimo livello nella rete trofica degli ecosistemi.

Infine, i coprofagi sono quei saprofiti che si nutrono di feci di altri animali. Tra gli invertebrati, lo scarabeo stercorario è il rappresentante più famoso di questa categoria.

Fungo saprofita

Figura 2: Fungo saprofita si nutre dei tessuti di un albero morto.

I principali organismi decompositori

Tra i gruppi di viventi che ospitano organismi saprofiti, i principali sono i Batteri e i Funghi.

I batteri vivono in ogni tipo di ambiente e sono la forma di vita più diffusa sulla terra. Tra di essi troviamo rappresentati tutti i tipi di schema trofico, dagli autotrofi (batteri fotosintetici e chemiosintetici) ai parassiti. Molti batteri sono saprofiti, e rappresentano una risorsa fondamentale per il riciclo della materia organica.

Talvolta batteri saprofiti vivono in simbiosi nei tessuti di organismi superiori e sono necessari alla loro sopravvivenza. E’ il caso di molti batteri che vivono nell’intestino dei vertebrati e permettono, ad esempio, agli erbivori di digerire la cellulosa o sintetizzano vitamine che i propri ospiti non sono capaci di sintetizzare. In cambio, i batteri saprofiti ottengono materia organica parzialmente decomposta di cui potersi nutrire.

I funghi, sia microscopici che macroscopici, sono un altro gruppo di organismi che annovera al suo interno una grande varietà di specie saprofite. Essendo incapaci di sintetizzare materia organica, i funghi possono nutrirsi esclusivamente parassitando specie viventi o decomponendo materia organica morta. Molte specie sono in grado di comportarsi alternativamente in entrambi i modi, passando da una via trofica all’altra.

Anche alcuni organismi vegetali possono nutrirsi occasionalmente di materia organica in decomposizione, comportandosi quindi come saprofiti. E’ il caso di alcune alghe che, pur essendo capaci di effettuare la fotosintesi, crescono in maniera ottimale in presenza di risorse nutritive di tipo organico.

Ruolo ecologica dei saprofiti

Figura 3: Ruolo ecologica dei saprofiti: i saprofiti rimettono in circolo le sostanze contenute nella materia organica morta, rendendola disponibile per i produttori primari.

Differenza tra saprofiti e parassiti

La differenza tra i saprofiti e un altro gruppo di organismi che si nutrono di sostanza organica, i parassiti, è talvolta piuttosto labile.

In linea generale, a differenza dei saprofiti, i parassiti si nutrono di sostanza organica a danno di organismi vivi. Non è raro però che i medesimi organismi possano passare da una strategie saprofita ad una parassitica e viceversa, a seconda delle condizioni ambientali. Si distinguono pertanto saprofiti/parassiti obbligati o facoltativi.

Alcuni funghi, poi, sono in grado di parassitare altri organismi e condurli, così, alla morte. Una volta che l’ospite è deceduto, continuano a nutrirsi della sostanza organica contenuta nel suo corpo attuando una strategia alimentare di tipo saprofitico.

Funghi saprofiti: classificazione

In micologia, vengono distinti i funghi saprofiti in base alla natura della risorsa da cui proviene la materia organica:

  • i funghi lignicoli utilizzano il legno, degradando quindi la lignina ed i suoi derivati;
  • i coprofili crescono sulle feci degli animali superiori;
  • i necrofili sono specializzati nel proliferare su carcasse di organismi;
  • gli umicoli proliferano nutrendosi delle sostanze che formano l’humus;
  • i fungicoli sono capaci di consumare i tessuti in decomposizione provenienti da altri funghi.

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