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Abscissione

Che cos'è l'abscissione di una pianta?

Per abscissione si intende il processo mediante il quale parti diverse di una pianta (foglie, fiori, semi, frutti, ecc.) si distaccano dal corpo della pianta stessa.

Certe specie vegetali possono perdere praticamente ogni parte, dalle piccolissime gemme alle brattee, a rami aventi parecchi centimetri di diametro; altre specie, tra cui molte piante erbacee, presentano invece solo raramente o addirittura mai il fenomeno dell'abscissione.

Questa è importante per parecchi aspetti: può fungere da autopotatura, per togliere parti lese, ammalate e senescenti; può permettere la dispersione di semi e di altre strutture riproduttive; può adempiere una funzione escretoria, eliminando parti in cui siano stati accumulati prodotti di rifiuto.

Nella maggior parte dei casi, il processo di abscissione è limitato a una zona situata alla base dell'organo che si stacca: la separazione avviene per disintegrazione delle pareti di uno speciale strato di cellule.

L'intero processo si compie in meno di un'ora per i petali di alcuni fiori, mentre in quasi tutta la pianta richiede parecchi giorni.

La superficie di distacco che rimane sulla pianta si ricopre in genere di uno strato protettivo suberificato, continuo con quello che ricopre il fusto.

Si può considerare in molti casi l'abscissione come un fenomeno correlato ad altri che si svolgono in parti diverse della pianta: per esempio, la caduta dei petali fiorali ha luogo subito dopo l'impollinazione e la fecondazione; nell'avocado, nella quercia da sughero, nell'albero della canfora e in altre latifoglie sempreverdi la caduta delle foglie si verifica soprattutto in primavera subito dopo la comparsa di nuove gemme e nuove foglie.

L'abscissione è un tipico processo fisiologico che richiede condizioni adatte di temperatura, di ossigenazione e di produzione di energia.

Questa serve per la sintesi di enzimi idrolitici i quali agiscono sulle pectine e su altri costituenti della parete delle cellule facendole perdere la sua rigidità.

A un certo momento, quando nelle cellule della zona di abscissione le pareti sono sufficientemente indebolite, l'organo che deve staccarsi cade per effetto del proprio peso.

La regolazione del processo di abscissione in agricoltura

La regolazione del processo di abscissione mediante sostanze chimiche è una pratica che ha assunto oggi un notevole interesse.

Regolatori chimici della crescita come l'acido naftilacetico sono usati per ritardare il processo di distacco delle foglie, dei frutti e di altre parti della pianta: è della massima importanza l'aspersione con essi di interi meleti per impedire la prematura caduta dei frutti, o l'immersione in essi di piante quali l'agrifoglio, durante il trasporto, per impedire la caduta di bacche o di foglie.

Diverse sostanze chimiche sono anche usate per accelerare l'abscissione: la defoliazione chimica delle piante di cotone è largamente in uso negli USA per facilitante la raccolta con mezzi meccanici; la defoliazione di giovani pianticelle viene talvolta effettuata nei vivai per facilitare un più precoce trapianto.

Sostanze affini alle precedenti sono anche utilizzate per rendere più sottile la buccia di alcuni frutti come ad esempio mele o pesche oppure per togliere da certe piante ornamentali frutti che non interessano.

Fattori che influenzano l'abscissione

Esistono sia fattori ambientali sia fattori interni: l'abscissione può essere innescata e accelerata dal gelo; da un grado estremo di umidità o di aridità; dalla mancanza nel suolo di elementi quali l'azoto, il calcio, il magnesio, il potassio e lo zinco; dal fotoperiodo più breve che si osserva in autunno; da concentrazioni di ossigeno al di sopra del 20%, dalla presenza di idrocarburi non saturi, come l'etilene e l'acetilene, e di sostanze chimiche moderatamente tossiche.

L'abscissione può per contro essere ritardata o inibita da un eccesso di azoto nel terreno; da elevati livelli di concentrazione di carboidrati nella pianta; da concentrazioni di ossigeno al di sotto del 20%, e dall'applicazione di sostanze chimiche del tipo dell'auxina.

Ormoni

Un certo numero di cambiamenti chimici all'interno della pianta precede l'abscissione di un organo, ma solo pochi risultano direttamente correlati a essa.

Tra questi sembra avere la massima importanza una diminuzione nella concentrazione dell'auxina.

Quest'ultima, applicata sperimentalmente alla zona distale della zona di abscissione (cioè a quella parte della pianta che si distacca), ritarda il fenomeno mentre, se viene applicata alla porzione prossimale (cioè al corpo della pianta), lo accelera.

Da questo fatto e da altre prove si deduce che il gradiente dell'auxina attraverso la zona di abscissione è il più importante fattore interno che controlla il fenomeno.

Sembra che molti altri fattori agiscano indirettamente attraverso questo gradiente.

Altri ormoni di crescita, le gibberelline, influenzano pure l'abscissione.

Applicate a giovani frutti o a foglie, tendono a promuoverne la crescita, a ritardarne la maturazione e quindi indirettamente a impedire o a ritardare l'abscissione.

L'acido abscissico è invece un ormone diverso che ha la proprietà sia di promuovere l'abscissione e la senescenza, sia di ritardare la crescita. Alla stessa stregua dell'auxina, viene prodotto nei frutti e nelle foglie.

Ha la capacità di controbilanciare la maggior parte degli effetti degli ormoni che promuovono lo sviluppo (auxine, gibberelline e citocinine).

Piccole quantità di etilene hanno sulle piante una funzione ormonale e agiscono profondamente sulla crescita, deviandola e riducendola, infine promuovendo la senescenza e l'abscissione.

Il processo di abscissione è pertanto intensamente influenzato dall'interazione di parecchi ormoni vegetali.

Queste interazioni sono ulteriormente influenzate da molti fattori ambientali o comunque esterni, come quelli menzionati sopra: cosi, a seconda delle circostanze, uno o l'altro di essi può diventare il fattore chiave che controlla l'intero processo.

Nella pratica agraria, il ritardo dell'abscissione si ottiene sia con l'uso dei regolatori di crescita sopra menzionati, sia con metodi colturali che mantengono un elevato gradiente di auxina nelle zone di abscissione; l'accelerazione si ottiene invece sia con sostanze tossiche, sia con etilene, sia infine usando metodi colturali che abbassino la concentrazione di auxina nei punti di distacco.

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