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Zooplancton

Che cos'è lo Zooplancton?

Il nome plancton deriva dal greco πλαγκτόν, “errante, vagabondo”, e sta ad indicare il gruppo eterogeneo di organismi acquatici che galleggiano nella colonna d’acqua, non essendo dotati di capacità di movimento.

In base a gruppi funzionali, il plancton può essere così classificato:

1) fitoplancton (organismi vegetali);

2) zooplancton (organismi animali);

3) batterioplancton (batteri ed archea);

4) micoplancton (funghi).

In questa lezione vedremo che cos'è lo zooplancton.

Che cos'è lo zooplancton?

Lo zooplancton è quella parte del plancton marino e di acqua dolce formato da Protozoi e Metazoi che vivono in sospensione nelle acque e che, in generale, non sono dotati di organi di locomozione tali da permettere loro di contrastare in modo efficiente e continuo l'azione delle correnti.

Alcune specie zooplanctoniche dei laghi alpini

Alcune specie zooplanctoniche dei laghi alpini.

La classificazione degli organismi planctonici può essere fatta secondo criteri diversi tenendo conto del gruppo sistematico di appartenenza, delle dimensioni, o anche della loro distribuzione.

Per ciò che si riferisce alle dimensioni, queste permettono di distinguere lo zooplancton in diversi gruppi:

  • mesozooplancton (0,2 mm-2 cm; appartengono a questa categoria, ad esempio, i crostacei plactonici);
  • macrozooplancton (2–20 cm; appartengono a questa categoria, ad esempio, i chetognati e le salpe);
  • megaplancton (20–200 cm; appartengono a questa categoria, ad esempio, le meduse).

Medusa

La medusa è uno degli organismi del megaplancton.

Un altro metodo utilizzato per classificare lo zooplancton è in base al loro ciclo vitale; pertanto abbiamo:

  • l'oloplancton, che compie tutto il suo ciclo vitale in sospensione nelle acque come plancton;
  • meroplancton, che vive allo stato planctonico solo per una parte della sua esistenza; è composto da uova di pesci e da forme larvali di organismi che da adulti o vivono sul fondo (benthos) o fanno parte del necton.

Particolarmente abbondante è il meroplancton nella regione costiera al di sopra della piattaforma continentale dove costituisce la parte più considerevole del plancton neritico, cioè di quel complesso di organismi planctonici che vivono in vicinanza delle coste.

topografia del fondale marino

Morfologia tipica di un fondale marino in cui è evidenziato la zona della piattaforma continentale.

Il plancton oceanico o plancton d'altura invece è formato da animali che stanno abitualmente al largo, in acque generalmente più limpide di quelle costiere e che presentano minori variazioni della temperatura e della salinità. Ovviamente però, proprio per la caratteristica più saliente degli organismi planctonici che è quella di essere sempre più o meno passivi nei confronti dell'azione di trasporto dovuta alle correnti, organismi del plancton d'altura possono essere trascinati nella regione costiera mentre organismi costieri possono anche trovarsi al largo e in entrambi i gruppi ve ne possono essere che presentano un grado di adattamento più o meno rilevante nei confronti delle nuove e diverse condizioni ambientali.

Il maggior numero di specie si trova in acque superficiali o vicino alla superficie dove è più abbondante il nutrimento rappresentato dal fitoplancton. Organismi planctonici esistono però anche in acque profonde e persino nella regione abissale dove il fitoplancton manca o è assai scarso; in questo caso ovviamente si tratta di organismi predatori o detriticoli (= che si nutrono di materiale morto).

Variazioni notevoli nella composizione dello zooplancton di una data località si osservano nel corso delle stagioni e sono dovute in parte ai fenomeni migratori ma soprattutto ai cicli riproduttivi sia dell'oloplancton sia del meroplancton. Il plancton neritico, infatti, ha una composizione assai variata a seconda dei periodi riproduttivi degli animali bentonici della piattaforma continentale.

Migrazioni verticali dello zooplancton

Lo zooplancton è caratterizzato dalla possibilità di compiere migrazioni verticali anche di una certa ampiezza; vi sono infatti organismi i cui spostamenti sono limitati a pochi metri, altri invece si spostano per qualche centinaio di metri cosicché la distribuzione verticale dello zooplancton può cambiare in modo considerevole nel corso delle 24 ore.

Numerose sono le ipotesi che sono state avanzate per spiegare gli spostamenti verticali; è evidente che le cause delle migrazioni devono essere diverse e interagenti fra loro.

Per gli organismi che vivono più vicini alla superficie la luce ha certamente un'importanza notevole come fattore che scatena il movimento verso l'alto o verso le regioni più profonde, ma anche fenomeni competitivi fra le singole specie e i ritmi biologici devono sicuramente avere un notevole valore nel regolare i fenomeni migratori degli organismi pelagici.

Un altro fattore che non va trascurato è il fattore alimentare. Gli organismi che si trovano nella zona più illuminata si spostano per ricercare le Alghe di cui si nutrono e i loro spostamenti oltre che dalla luce possono essere influenzati dai ritmi interni, legati allo stato di riempimento del loro apparato digerente.

Caratteri morfologici degli organismi zooplanctonici

Tutti gli organismi zooplanctonici marini o d'acqua dolce presentano caratteri morfologici che si traducono in adattamenti particolari atti a facilitare il loro modo di vita. Queste caratteristiche sono più accentuate negli animali marini, tuttavia possono essere rilevate anche in molte forme d'acqua dolce.

In generale si nota una spiccata tendenza alla diminuzione del peso specifico ottenuta attraverso una forte idratazione dei tessuti. In talune meduse l'acqua contenuta nel corpo può rappresentare più del 95% del peso totale. Non sono infrequenti poi le forme globose, a ombrello o a nastro che facilitano il sostentamento nell'acqua.

Si nota spesso un grandissimo sviluppo delle appendici che aumentano la superficie portante. In altri casi sono cavità ripiene di gas, per esempio in Velella, o goccioline oleose, a facilitare la sospensione nell'acqua. Negli organismi più piccoli si nota un aumento del valore del rapporto superficie/volume, che tende a rallentare la caduta verso il fondo.

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