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Come agiscono i ferormoni?

Che cosa sono e come agiscono i ferormoni?

Il termine ferormoni è utilizzato da alcuni autori come sinonimo di feromoni, sostanze esocrine in grado di condizionare il comportamento, la fisiologia o il differenziamento cellulare in altri individui, per sottolineare come l’azione di queste molecole richiami per certi versi i meccanismi d’azione dei composti ad azione endocrina (ormoni).

La presenza di sostanze di questo tipo è stata riscontrata a qualunque livello di complessità della vita, suggerendo che questa via di comunicazione chimica rappresenti una fattore molto importante per la sopravvivenza delle specie. Largamente diffusi tra i mammiferi, si ritiene che i ferormoni esistano anche nella specie umana, sebbene i dati a disposizione siano pochi e frammentati.

Ferormoni insetti

Figura 1: Alcuni prodotti utilizzano composti che simulano gli effetti dei ferormoni per attirar gli insetti in trappola.

Diffusione dei ferormoni tra i viventi

Ogni qualvolta la ricerca abbia provato a dimostrare l’esistenza di ferormoni che regolano le funzioni ed i comportamenti in specie tra loro molto dissimili, le evidenze hanno sempre portato a definire questi meccanismi come ubiquitariamente presenti in tutto il mondo vivente.

I batteri, ad esempio, producono sostanze che, diffuse nell’ambiente, spingono gli altri batteri a formare spore per affrontare eventuali fenomeni di sovrappopolazione; nelle piante è stato osservato come sostanze prodotte dalla linea parentale inibiscano le germinazione delle piante da esse discendenti. Nel mondo animale la diffusione e differenziazione dei ferormoni è enorme e stupefacente, condizionando praticamente ogni aspetto della vita.

Meccanismi d’azione

I ferormoni sono quindi sostanze che vengono prodotte da ghiandole esocrine, in grado cioè di rilasciare i propri secreti all’esterno dell’organismo, e che agiscono determinando una risposta che coinvolge un organismo diverso da quello che ha secreto la molecola. Tale risposta può avvenire attraverso la stimolazione di uno dei due canali di comunicazione negli animali: il sistema nervoso o il sistema endocrino.

I ferormoni che determinano una risposta del sistema nervoso sono detti “ferormoni di rilascio” e la loro risposta è in genere immediata e reversibile. Agiscono modificando o inducendo una risposta comportamentale che termina una volta terminato lo stimolo. Le molecole che invece agiscono sul sistema endocrino sono dette “ferormoni di consenso” e hanno l’effetto di indurre una risposta fisiologica, andando a modificare quindi processi come la produzione ormonale o il differenziamento cellulare.

Ferormoni di rilascio

A questa classe di feromoni appartengono le sostanze che, ad esempio, regolano i fenomeni quali la marcatura del territorio o il tracciamento della via per il ritorno al nido o alla tana.

Altri effetti possibili sono legati al richiamo sessuale e l’induzione di comportamenti riproduttivi, il riconoscimento madre/piccolo, i fattori che scatenano l’aggressività. Anche i cosiddetti “ferormoni alarm” appartengono a questa classe, e determinano un immediato aumento dello stato d’allerta e della vigilanza in risposta alla possibile presenza di un pericolo.

Esempi di ferormoni sessuali negli insetti

Figura 2: Alcuni esempi di ferormoni sessuali negli insetti.

Ferormoni di consenso

I ferormoni di consenso, detti anche “ferormoni primer”, condizionano una risposta di tipo fisiologico negli individui che ne sono esposti.

Negli insetti, ad esempio, accade che specifici ferormoni possano inibire o favorire lo sviluppo di determinate caratteristiche anatomiche che definiranno la casta sociale di appartenenza dell’individuo. Azioni di questo tipo sono irreversibili e i loro effetti vanno ben oltre la durata dell’esposizione all’agente che li ha generati.

Altri possibili esempi di ferormoni di questo tipo sono quelli che determinano lo sviluppo di caratteri sessuali in specie ermafrodite asincrone, come accade in molti pesci, la regolazione del ciclo mestruale, o processi legati alla gravidanza. Ad esempio, in alcune specie di mammiferi, la gravidanza può essere interrotta, andando incontro ad aborto spontaneo, in caso di stimolazione da parte di ferormoni primer provenienti da un maschio diverso da quello che ha indotto la gravidanza.
Nelle api, lo sviluppo degli organi riproduttivi delle operaie è inibito dall’azione di ferormoni prodotti dalla regina. Spesso questo tipo di ferormoni agisce condizionando risposte ormonali a cascata.

Gatto e cane

Figura 3: Il gesto di strofinare la faccia su oggetti e altri animali, da parte dei gatti, nasconde in realtà il rilascio di ferormoni che servono a marcare il territorio.

Ferormoni nell’Uomo

Data la enorme diffusione di queste molecole in tutta la classe dei mammiferi, è assai improbabile che nell’uomo non esistano meccanismi di questo tipo. La ricerca di testimonianze dell’efficacia di ferormoni nella nostra specie è però molto difficoltosa, soprattutto per quel che riguarda le possibili risposte comportamentali, in relazione all’elevato contributo culturale e cognitivo che accompagna i comportamenti degli esseri umani.

Evidenze di risposte di tipo fisiologico sono tuttavia state pubblicate da diversi gruppi di ricerca. In un lavoro pubblicato sulla rivista Respirology, ad esempio, è stato evidenziato come la stimolazione operata da molecole prodotte dalle secrezioni  maschili possano attivare il sistema limbico, inducendo una risposta che si concretizza nel rilascio di ormoni sessuali nelle femmine, in particolare l’ormone luteinizzante, dopo che si sia verificata una impennata nella concentrazione di cortisolo.

Un altro esempio è dato dalle cosiddette “ghiandole di Montgomery”, presenti nell’area dell’areola intorno al capezzolo delle donne, le cui secrezioni è stato dimostrato che inducano i neonati ad aprire la bocca e succhiare anche se esposti a tali sostanze durante il sonno.

Nonostante queste ed altre ricerche similari abbiano portato dei dati a supporto della tesi per la quale l’uomo non sarebbe immune dalla produzione di questo tipo di sostanze, la determinazione del livello di importanza che esse ricoprano nella nostra vita è ancora lontana dall’essere definita.

E’ probabile che, sebbene alcune risposte fisiologiche ancora risentano di questo tipo di meccanismo di comunicazione, nella maggior parte delle situazioni in cui è richiesta una risposta comportamentale questa sia mediata da fattori molto più complessi che vanno al di là della semplice risposta istintiva.

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