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Anastomosi

Anastomosi arteriose, venose e arterovenose

Il termine anastomosi viene impiegato per indicare tronchicini vascolari (venosi o arteriosi) che fanno comunicare due arterie o due vene vicine.

Tale termine viene adottato anche per altri dispositivi anatomici: sono così definiti anastomosi nervose gli scambi di fascetti tra due nervi.

Il termine anastomosi è infine utilizzato anche per definire i risultati di particolari procedimenti chirurgici praticati per ottenere una comunicazione artificiale fra organi cavitari (o vascolari) normalmente non comunicanti direttamente fra loro.

Anastomosi arteriose

Le anastomosi arteriose sono rare a livello delle grosse arterie dell'adulto e la loro presenza è in genere un'anomalia: sono invece presenti nel feto fra grossi vasi arteriosi, come caratteristica peculiare del dispositivo circolatorio fetale.

Le anastomosi arteriose diventano invece frequentissime a livello delle arteriole, in quasi tutti i distretti corporei a eccezione di quelli provvisti di arterie terminali.

anastomosi arteriose

Vari tipi di dispositivi anastomotici tra arterie.

Anastomosi venose

Fra le vene, le anastomosi (anastomosi venose) sono frequenti anche a livello di vasi voluminosi: per esempio, le vene satelliti delle arterie negli arti sono congiunte da molteplici anastomosi.

Le anastomosi, sia arteriose che venose, servono a conguagliare le pressioni di vasi vicini e diretti a un medesimo settore corporeo: il caso più noto è quello del circolo arterioso anastomotico che si trova alla base dell'encefalo (circolo arterioso di Willis), il quale mette in comunicazione (e quindi ne conguaglia le diverse pressioni) il sistema delle arterie vertebrali con quello delle carotidi comuni. Questi vasi arteriosi, avendo calibro molto diverso tra loro, contengono sangue a pressione differente.

Circolo cerebrale di Willis: le due arterie cerebrali posteriori, che originano dal tronco dell'arteria basilare, si anastomizzano tramite la loro arteria comunicante posteriore (ramo anastomotico nella figura) con le carotidi interne dello stesso lato, che a loro volta danno origine alle arterie cerebrali medie e anteriori; queste ultime si anastomizzano anteriormente tra loro tramite l'arteria comunicante anteriore.

Nelle anastomosi il sangue può decorrere in una direzione o nell'altra a seconda che si modifichi la pressione differenziale tra i due vasi.

I dispositivi anastomotici a livello dei piccoli vasi sono la base anatomica per la formazione dei cosiddetti circoli collaterali, nel caso che la corrente sanguigna in uno dei due vasi venga ostacolata. Quando, ad esempio, un'arteria anche voluminosa viene chiusa, le sue arteriole a valle possono essere forzate dal sangue proveniente dall'arteria vicina (e con essa in anastomosi) e permettere quindi l'afflusso sanguigno nel territorio dell'arteria occlusa.

Se la pressione è sufficientemente alta, il sangue, forzate le anastomosi, può risalire sino al punto di occlusione e compensare quindi completamente la funzione dell'arteria ostruita: in questo caso si parla di circoli collaterali funzionalmente sufficienti.

In molti casi, però, pur esistendo anastomosi fra due vasi, esse non sono sufficienti a permettere un circolo collaterale efficiente e sono inadatte quindi a compensare l'irrorazione di tutto il territorio dell'arteria occlusa: si parla allora di circoli collaterali anatomici, ma non funzionali. Per esempio, i rami delle arterie coronarie del cuore sono fra loro uniti da piccole anastomosi, le quali però non sono sufficienti, il più delle volte, a ristabilire rapidamente il circolo in caso di occlusione di uno dei due rami: tale condizione è uno dei fattori in gioco nella genesi degli infarti del miocardio.

I circoli collaterali venosi e linfatici si stabiliscono in genere con facilità, data l'esistenza di molteplici anastomosi a tutti i livelli del sistema venoso e linfatico.

Anastomosi arterovenose

Sempre nel campo dell'apparato circolatorio, si possono trovare comunicazioni anastomotiche tra arterie e vene, dette anastomosi arterovenose.

Esse permettono il passaggio diretto del sangue da un'arteriola a una venula senza il passaggio per il distretto capillare: assicurano praticamente il ritorno del sangue dalla periferia al centro quando, per ragioni funzionali, il distretto capillare viene escluso dalla circolazione.

Le anastomosi arterovenose sono quindi considerate quali shunt periferici fra arterie e vene e cioè una via più breve di ritorno che salta il distretto capillare.

Possono essere formate da semplici vasellini che mettono in comunicazione i due vasi, ma in molti casi le anastomosi arterovenose hanno invece struttura più complessa, potendo essere formate da un vasellino a decorso sinuoso o arrotolato a glomo, con dispositivi di blocco all'origine e alla terminazione.

anastomasi arterovenosa

Anastomosi arterovenosa. Vi sono, tra il vaso arterioso (rosso) e quello venoso (blu) vasellini a decorso sinuoso, arrotolati a glomo, che originano dall'arteria e dalla vena: essi, dopo un decorso più o meno breve, si anastomizzano tra loro.

Taluni di essi sono corpuscoli al limite della visione macroscopica e vengono chiamati corpuscoli di Hoyer-Grosser: essi sono stati riscontrati in particolar modo nella pelle a livello della rete vascolare profonda e nel dispositivo vascolare dei corpi cavernosi.

In questi casi la loro funzione è ovvia: nella pelle permettono il ritorno del sangue nelle vene quando il dispositivo capillare sito nelle papille dermiche viene chiuso per le necessità dei meccanismi termoregolatori; nei corpi cavernosi, le anastomosi fanno passare il sangue direttamente nelle vene nella fase flaccida degli organi erettili e sono invece chiuse quando il sangue deve essere spinto nelle lacune dei corpi cavernosi per ottenerne l'erezione.

Anastomosi arterovenose sono state descritte da molti autori nel dispositivo circolatorio di numerosi organi, tanto che si credette, per un certo tempo, che esse fossero praticamente costanti per tutti i distretti arteriolari. Oggi, invece, si ritiene che vere anastomosi arterovenose si trovino soltanto in certi organi, dove esiste un'effettiva necessità di un circolo breve, attraverso il quale sia possibile, in seguito a richieste funzionali, evitare il circolo capillare. Le anastomosi mancano certamente nel cervello, nel fegato, nella milza.

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