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Polimorfismo

Che cos'è il polimorfismo?

Per polimorfismo si intende l'esistenza di due o più forme di una specie in proporzioni tali che la più rara di queste non possa essere mantenuta da mutazioni ricorrenti.

I caratteri per i quali differiscono le forme possono essere di tipo morfologico (per esempio: colore, disegno, numero e forma dei cromosomi), fisiologici (per esempio: tolleranza ai vari fattori ambientale, velocità di sviluppo larvale), biochimici (per esempio: gruppi sanguigni).

In base al meccanismo che lo contraddistingue, il polimorfismo viene diviso in genetico, caratterizzato da fattori ereditari, e non genetico (o fenotipico), dovuto a fattori ambientali.

Polimorfismo genetico

Il polimorfismo genetico viene a sua volta distinto in transitorio e bilanciato.

Nel polimorfismo transitorio, una delle forme è costantemente in vantaggio selettivo sulle altre; il loro rapporto numerico cambia, quindi, di generazione in generazione, finché la forma avvantaggiata raggiunge il 100% della popolazione (con conseguente scomparsa del polimorfismo); il caso meglio studiato è quello del melanismo industriale dei Lepidotteri.

Il polimorfismo bilanciato è caratterizzato, invece, da un equilibrio più o meno stabile delle varie forme e viene conservato da meccanismi genetici; esempi si hanno in vari Crostacei (per esempio: Tisbe reticulata), in molti Lepidotteri (nei quali il polimorfismo è spesso limitato al sesso femminile), in vari Molluschi Gasteropodi, in molti in molti pesci (per esempio: Pseudotrophoebus zebra).

Anche nell’uomo sono noti casi di polimorfismo bilanciato che riguardano vari caratteri, quali i gruppi sanguigni, alcune patologie ereditarie (per esempio: microcitemia, favismo).

Un caso particolare di polimorfismo genetico è il dimorfismo sessuale.

Polimorfismo fenotipico (o non genetico)

Esempi di polimorfismo non genetico sono il polimorfismo stagionale, sociale e coloniale.

Il polimorfismo stagionale consiste nel fatto che in certe specie gli individui nati in diverse stagioni dell’anno presentano caratteri diversi (per esempio: Lepidotteri Pionieris watsoni, Araschinia levona).

Nel polimorfismo sociale (o polifasia), proprio degli insetti sociali come api, formiche, termiti, le femmine o ambo i sessi comprendo due categorie (caste) di individui, i fecondi e gli sterili; questi ultimi si differenziano, spesso, in sottocaste con caratteri morfologici e istinti propri.

Il determinismo delle caste degli insetti sociali è trofico; è, cioè, caratterizzato dal tipo di regime alimentare cui sono sottoposte le larve all’inizio del loro sviluppo.

Nel polimorfismo coloniale individui che derivano da uno stesso genitore compiono funzioni diverse; il più alto grado di polimorfismo è raggiunto dagli Cnidari Sifonofori, nelle cui colonie si distinguono destinati alla locomozione, altri preposti alla nutrizione, altri che funzioni offensive e difensive, altri ancora cui è affidata la riproduzione.

Polimorfismo del DNA

Il polimorfismo del DNA riguarda la presenza di regioni di DNA che possono avere lunghezze diverse, su cromosomi omologhi diversi o individui diversi di una stessa popolazione.

Spesso in questi casi si parla di polimorfismi. I siti polimorfici sono sfruttati; in Biologia Molecolare, come marcatori di DNA nella mappatura del genoma e comprendono polimorfismi di lunghezza dei frammenti di restrizione (RFLP), brevi ripetizioni in tandem (STR) e polimorfismi di un singolo nucleotide (SNP).

Esempio di polimorfismi di nucleotidi singoli nell'uomo

Esempio di polimorfismi di nucleotidi singoli nell'uomo.

Tutti e tre si trovano all’interno dei geni oltre che nelle regioni intergeniche. In totale esistono diversi milioni di questi siti polimorfici nel genoma umano e gli SNP sono i più comuni.

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