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Nomenclatura binomia

Che cos'è la nomenclatura binomia?

La nomenclatura binomia è il sistema utilizzato in ambito scientifico per identificare in modo chiaro e univoco ogni organismo.

La molteplicità di nomi comuni associati allo stesso organismo a livello locale e la diversità di appellativi utilizzati nelle varie lingue nazionali rendono infatti complicata la comunicazione su tra soggetti a scala geografica crescente.

Se a questo aspetto uniamo il carattere universale che contraddistingue il mondo accademico e scientifico in genere appare evidente quanto necessaria si una formulazione degli epiteti il più uniforme possibile.

Storia della nomenclatura binomia

A tale esigenza risponde, per l’appunto, la nomenclatura binomia, proposta per primo dal botanico Gaspard Bauhin ma resa celebre dall’operato scientifico dello svedese Carl von Linnè, meglio noto come Linneo.

Il grande naturalista, che ha contribuito alla classificazione di una enorme varietà di organismi animali e vegetali e a dare per primo una impronta moderna alla classificazione dei sistemi viventi, utilizzò la nomenclatura binomia nella sua opera più nota, Sistema Naturae, e da allora è divenuto il sistema di riferimento universale della nomenclatura scientifica del mondo organico.

Prima di Linneo i sistemi di riferimento utilizzati e diffusi erano ancora legati alla cultura classica, con i testi Aristotelici a rappresentare il riferimento per la classificazione zoologica e quelli di Teofrasto a dettare legge nel mondo botanico.

In questa tradizione la classificazione della natura non trovava alcun riscontro con le ragioni di tipo evolutivo e filogenetico, pertanto anche la nomenclatura era assolutamente arbitraria, con organismi il cui identificativo poteva avere la più disparata struttura, lunghezza e caratteristica e tendeva unicamente a dare delle indicazioni descrittive per quanto ciò fosse possibile.

L’introduzione del sistema di Linneo fu una rivoluzione, e rispose ad una spinta che veniva nascendo dalle scoperte che, anche in campo naturalistco, venivano a diffondersi dopo l’approdo di Colombo nelle Americhe.

Un sistema di classificazione razionale che richiedeva uno strumento lessicale adeguato ad esso, pensato per essere veicolo di questo nuovo modo di intendere l’approccio alla descrizione e alla conoscenza dei sistemi viventi che rispondesse non solo alla domanda “cosa” ma anche alla domanda “perchè”.

Il sistema della nomenclatura binomia si adatta a questo scopo ed è per questo che a distanza di secoli è ancora ritenuto il sistema maggiormente rispondente al progredire della conoscenza scientifica.

Regole generali della nomenclatura binomiale

In realtà la nomenclatura binomia, che identifica gli organismi assegnando loro due nomi, rispecchia l’ultimo grado della classificazione tassonomica degli organismi, che parte dal raggruppamento più ampio ossia il Regno, ed arriva a quello ritenuto di rango più fine, ossia la specie.

Nel mezzo vi sono alcuni livelli intermedi imprescindibili quali il Phylum, la Classe, la Famiglia l’Ordine e il Genere e talvolta dei sottolivelli non sempre presenti, che rappresentano delle estensioni dei livelli già citati, quali ad esempio la sottofamiglia o il superordine.

classificazione tassonomica degli organismi

Classificazione tassonomica degli organismi.

I due nomi che compongono il nome di un organismo nella sua nomenclatura binomia rappresentano, rispettivamente, il genere e la specie.

Qualora esistessero più sottospecie di una stessa specie, ognuna di esse andrebbe indicata con una nomenclatura trinomiale in cui il primo nome è quello del genere, il secondo quello della specie e il terzo quello identificativo della sottospecie, ad esempio il cane domestico ed il dingo, essendo due sottospecie appartenenti alla specie Canis lupus, verranno indicate come Canis lupus familiaris e Canis lupus dingo.

Dal punto di visto grafico generalmente il nome nella nomenclatura binomiale viene indicato utilizzando caratteri corsivi e il genere va indicato con la lettera maiuscola mentre la specie con la lettera minuscola.

Nomenclatua binomia

Nome scientifico del cane utilizzando la nomenclatura binomia.

Qualora si sia già utilizzato nel testo il nome di una specie o di un suo co-genere, oppure si ritiene ragionevolmente di non poter dare adito ad errori, è possibile abbreviare il genere alla sola iniziale puntata.

E’ bene fare attenzione in tal senso poiché è non infrequente che lo stesso nome specifico vada ad indicare specie differenti, distinguibili grazie al nome del genere.

Infine ricordiamo che spesso si utilizzano parole latine o latinizzate per assegnare i nomi nella nomenclatura binomia, più raramente si utilizzano termini di origine greca.

Spesso si usano appellativi che rispecchino delle caratteristiche tipiche dell’organismo in esame, la zona geografica di primo rinvenimento oppure il richiamo al nome dello scopritore.

Origine e evoluzione dei nomi nella nomenclatura binomia

Poiché i nomi scientifici fanno riferimento alla classificazione tassonomica delle specie, capita spesso che questi cambino nel tempo per effetto di una rivisitazione complessiva del sistema di classificazione di un gruppo di animali.

Ciò può accadere in seguito alla scoperta di particolari non rilevati prima o di nuove specie viventi o fossili dal cui esame si è portati a riconsiderare la vicinanza filogenetica delle specie e quindi la loro classificazione.

Nell’epoca contemporanea la spinta maggiore alla rivisitazione del sistema di classificazione proviene dalle scoperte in ambito biomolecolare, con la messa a punto di protocolli e macchinari che hanno reso estremamente rapido il sequenziamento genico degli individui permettendo di confrontare la somiglianza del genoma tra le diverse specie.

Dal confronto dei genomi si ricavano particolari diagrammi, definiti cladogrammi, che evidenziano la distanza esistente tra specie a livello evolutivo.

Questa tecnica sta contribuendo alla riscrittura della storia evolutiva delle specie, fino ad oggi basata unicamente su evidenze morfologiche, contribuendo pertanto alla modifica dei nomi di molte specie conosciute.

Per questa ragione è sempre bene indicare non solo il nome secondo la nomenclatura binomia ma anche il nome dell’autore che ha descritto quell’organismo utilizzando quella terminologia, in modo da essere sicuri di non dar luogo ad equivoci.

Determinati strumenti informatici, poi, sono a disposizione per verificare in tempo reale la correttezza e l’aggiornamento di una nomenclatura.

Tra questi il sito www.marinespecies.org mette a disposizione il registro WORMS, World Register Marine Species, dove controllare la validità del nome per tutti gli invertebrati marini.

Lo strumento, oltre a confermare o smentire la validità di un nome, evidenzia i sinonimi accettati e gli eventuali nomi non più considerati corretti.

Per gli scienziati che si occupano di identificazione di specie per i fini più disparati, quali ad esempio il monitoraggio ambientale o la ricerca scientifica, rappresenta uno strumento di assoluta utilità.

Come in ogni settore in cui l’operato degli addetti ai lavori debba far riferimento a degli standard ben precisi, anche per l’organizzazione della nomenclatura biologica esistono delle referenze ufficiali, suddivise per categorie.

Per citarne le più importanti ricordiamo l’ICBN che è il riferimento per il regno vegetale, e l’ICZN per quello animale.

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