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Progesterone

Che cos'è il progesterone?

Il progesterone è un ormone appartenente alla casse molecolare degli ormoni steroidei. E’ prodotto a partire dal colesterolo ed è un precursore di altri ormoni steroidei come gli ormoni androgeni e gli ormoni della corteccia surrenale.

Dal punto di vista della sua funzione endocrina rientra nei cosiddetti ormoni progestinici, ossia ormoni il cui ruolo è intimamente connesso con l’avvio ed il corretto mantenimento della gravidanza. Sotto l’azione del progesterone, il corpo femminile va incontro a tutte le successive modificazioni necessarie a permettere l’impianto dell’embrione nell’utero e lo sviluppo dei sistemi di comunicazione ematica tra l’embrione e la madre.

Oltre a ciò, l’ormone progesterone è responsabile del mantenimento del corretto svolgimento delle fasi del ciclo mestruale nelle donne. Durante la gravidanza è inizialmente controllato dall’azione di altri ormoni provenienti dall’asse ipotalamo-ipofisi.

Molecola del progesterone

Figura 1: la molecola del progesterone.

Dove viene prodotto il progesterone?

Il progesterone è prodotto in diversi distretti corporei in relazioni alle varie fasi fisiologiche associate all’ovulazione e alla gravidanza. Durante il normale ciclo ovarico è prodotto dalla corteccia surrenale.

Il suo aumento (insieme agli altri estrogeni) immediatamente prima dell’ovulazione è responsabile di un meccanismo a feedback positivo che determina un aumento dell’ormone luteinizzante prodotto dall’ipofisi (LH) e il rilascio dell’ovulo. Dopo l’ovulazione è prodotto dal corpo luteo sotto stimolazione dell’ormone LH. In caso di gravidanza,dopo la degenerazione del corpo luteo, la produzione di progesterone è mantenuta dalla placenta.

La fase luteinica

Sia il ciclo endometriale (l’insieme dei processi che portano al progressivo ispessimento della parete uterina con formazione dell’endometrio e alla sua regressione con generazione del flusso emorragico mestruale) che il ciclo ovarico (durante il quale si ha la maturazione dei follicoli e il rilascio dell’ovulo) prevedono una cosiddetta fase luteinica, sotto il controllo dell’ormone progesterone.

Nel ciclo endometriale durante tale fase il progesterone contribuisce all’ispessimento della parete della mucosa uterina ed al mantenimento della sua corretta trofia, al fine di consentire l’annidamento dell’embrione in caso di fecondazione, che avviene nelle tube di Fallopio. Questa fase inizia due giorni dopo l’ovulazione e continua fino allo sfaldamento della mucosa, caratterizzando quindi la seconda fase del ciclo dal 15esimo al 28esimo giorno.

Nel ciclo ovarico la fase luteinica, che temporalmente coincide con la fase luteinica del ciclo endometriale, è quella fase in cui il follicolo che, maturando, ha rilasciato l’ovulo, si trasforma in un ammasso di cellule con funzione ghiandolare detto corpo luteo. Sarà il corpo luteo, in questa fase e fine alla (eventuale) formazione della placenta, a secernere il progesterone necessario a sostenere le prime fasi della gravidanza.

Durante questa fase gli elevati livelli di progesterone circolante agiscono con un meccanismo a feedback negativo sull’asse ipotalamo-ipofisi bloccando la produzione dell’ ormone ipofisario FSH e impedendo che questo stimoli la maturazione di un secondo follicolo. Nel caso in cui non vi sia fecondazione, i livelli di progesterone calano (fase luteinica tardiva) permettendo l’avvio di un nuovo ciclo grazie al ripristino di elevati livelli di FSH.

Picco della concentrazione di progesterone

Figura 2: Durante la fase luteinica del ciclo ovarico, che inizia dopo l'ovulazione, si ha il picco della concentrazione di progesterone che cala dopo 14 giorni in assenza di fecondazione permettendo una nuova ovulazione.

Progesterone durante la gravidanza

In caso di gravidanza, i livelli di progesterone rimangono elevati per tutta la durata della gestazione, sostenuti dal corpo luteo prima e dalla placenta poi.

Il mantenimento di elevati livelli di questo ormone consentono, oltre ad evitare la maturazione di ulteriori follicoli e quindi la possibilità di ulteriori gravidanze contemporanee, anche l’accrescimento delle ghiandole mammarie per preparare la futura madre alla lattazione.

Oltre a questo, la presenza di progesterone in concentrazioni elevate determina anche l’inibizione di contrazioni miometriali e della risposta immunitaria da parte del corpo della madre, che potrebbe attaccare il feto percependolo come un corpo estraneo. Appare evidente, quindi, come il ruolo svolto dal progesterone sia a tutti gli effetti un ruolo indispensabile al corretto svolgimento della gravidanza.

Curva del progesterone e monitoraggio del ciclo mestruale

Durante il ciclo mestruale la concentrazione di progesterone segue un andamento ben preciso che può essere descritto con una curva i cui picchi corrispondono alla fase secretiva immediatamente successiva all’ovulazione.

In caso di donne dal ciclo mestruale irregolare, il monitoraggio della curva del progesterone può dare delle indicazioni utili per verificare che la fase luteinica sia sufficientemente ampia. Questo tipo di monitoraggio si effettua sfruttando una caratteristica fisiologica del progesterone: alti livelli di questo ormone infatti determinano l’aumento della temperatura basale di diversi decimi di grado. Seguendo l’andamento della temperatura, misurata per via rettale o vaginale, si può osservare l’andamento della curva del progesterone e definire la durata della fase luteinica.

L’aumento della temperatura basale in corrispondenza del picco di progesterone è utilizzato come metodo di valutazione dello stato di fertilità in sistemi contraccettivi di tipo non invasivo, la cui efficacia è però decisamente insoddisfacente.

Progesterone come farmaco

In caso di gravidanza a rischio di parto pre-termine in cui il rischio derivi da precedenti gravidanze incomplete o da presenza di accorciamento dell’utero o della cervice, la somministrazione di progesterone per via vaginale si è rivelata una pratica efficace di profilassi in caso di gravidanze singole, mentre in caso di gravidanze gemellari gli studi clinici non hanno ravvisato alcuna riduzione del rischio di parto pre-termine, mentre fattori benefici si sono osservati nella riduzione di necessità di ricorso a parto cesario.

Ormoni progestinici sintetici

I progestinici sintetici sono molecole prodotte in laboratorio le cui caratteristiche chimiche sono tali da renderli in grado di interagire con il sistema endocrino allo stesso modo del progesterone. Sono utilizzati in farmacologia anche a scopo contraccettivo, sfruttando la capacità del progesterone di inibire l’ovulazione.

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