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Avvelenamento da arsenico

Sintomi dell'avvelenamento da arsenico

L'arsenico è un elemento chimico poco abbondante nella crosta terrestre; i suoi composti - noti fin dall'antichità - sono tossici per l'uomo e per tutti gli organismi viventi.

In particolare sono estremamente tossici i composti inorganici dell'arsenico, mentre i composti organici hanno di norma tossicità inferiore.

Sintomatologia dell'avvelenamento da arsenico

La sintomatologia dell'avvelenamento acuto da arsenico, frequente nel passato a scopo sia criminoso sia suicida, si sviluppa poche ore dopo l'ingestione del veleno.

Predominano in una prima fase i disturbi dell'apparato gastrointestinale con vomito, scariche diarroiche sanguinolente, dolori addominali.

In un secondo tempo compaiono i disturbi dell'apparato cardiocircolatorio e dei reni; il polso diviene frequente, piccolo e molle; la pressione si abbassa; il volume urinario si riduce e si ha albuminuria (perdita di albumina con le urine in quantità superiore a un limite fisiologico stabilito).

Se l'ammalato sfugge alla morte possono comparire nei giorni successivi alterazioni a carico della cute (eritemi, vescicole, pustole), del sistema nervoso e del fegato (ittero).

Un soccorso tempestivo può salvare l'ammalato: bisogna svuotare lo stomaco provocando il vomito o mediante lavanda gastrica e somministrare adsorbenti (ad esempio carbone vegetale).

In passato, in caso di avvelenamento da arsenico, si adoperava largamente l'idrossido di ferro; successivamente si è passati all'uso del BAL (dalle iniziali di British Anti-Lewisite; 2,3-dimercapto-1-propanolo, inizialmente studiato come antidoto per gli aggressivi chimici arsenicali). Oggigiorno si impiega una terapia chelante con dimercaprolo e penicillamina (farmaco derivante dalla penicillina).

Casi più o meno gravi di intossicazione (arsenicismo domestico) venivano registrati un tempo in ambienti tappezzati con carte a colori arsenicali; ciò era dovuto all'uso del verde di Scheele (CuHAsO3) e, per la crescita su essa di muffe, si potevano produrre piccole quantità di arsina e trimetilarsina, composti che potevano risultare letali.

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