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Anchilostomiasi

Che cos'è la anchilostomiasi?

Le anchilostomiasi sono infestazioni dell'uomo o degli animali da Nematodi della famiglia Ancylostomatidae.

Due specie hanno grande importanza in patologia umana:

1) Ancylostoma duodenale, della sottofamiglia Ancylostomatinae, diffuso originariamente nell'emisfero settentrionale (bacino del Mediterraneo, Medio Oriente, nord dell'India e della Cina, Giappone);

2) Necator americanus, della sottofamiglia Uncinariinae, diffuso originariamente nell'Africa tropicale, nel sud dell'India e in Asia sud-orientale e trasportato in America al tempo della tratta degli schiavi.

Esistono però altri parassiti dell'uomo: così in America le larve strongiloidi di Ancylostoma ceylanicum e Ancylostoma braziliense, specie parassite dei cani, penetrano nella pelle umana e vi migrano per mesi, provocando la cosiddetta dermatite serpiginosa: una certa percentuale delle larve della prima specie, poi, può completare la migrazione polmonare e maturare nell'intestino umano.

Per quanto riguarda gli animali, sono da segnalare: l'anchilostomiasi canina, di notevole importanza veterinaria e l'anchilostomiasi dei gatti.

Anchilostomiasi umana

In Italia l'agente eziologico dell'anchilostomiasi umana è Ancylostoma duodenale.

I maschi di questo nematode sono lunghi 8-10 mm e sono dotati di una borsa caudale di natura cuticolare e di due spicole che servono per l'accoppiamento.

Le femmine, presenti in numero superiore ai maschi, circa il 66% del totale, misurano 10-14 mm di lunghezza.

La capsula buccale, rivolta in senso dorsale, ha quattro denti chitinosi ventrali e due dorso-laterali, mediante i quali i vermi incidono le arteriole della mucosa intestinale, specialmente del tratto duodenale.

Il sangue fluisce a lungo dalle ferite grazie all'iniezione, a livello del punto di attacco della capsula buccale, di un enzima anticoagulante prodotto dal verme e viene aspirato dal parassita, che è munito allo scopo di un esofago muscolare.

Ogni parassita può causare la perdita di circa 0,1 cm3 di sangue al giorno, ma tale quantità diminuisce con l'aumentare del numero di vermi nell'intestino.

Non tutto il sangue viene utilizzato a scopo nutritivo: gli anchilostomi sottraggono al sangue arterioso l'ossigeno ed eliminano dall'apertura anale gocciole di sangue ridotto.

Ciclo biologico

Le femmine giovani di Ancylostoma duodenale, che vivono nella prima parte del tenue, depongono dr. 20000 uova al giorno: in infestazioni gravi, con presenza di numerosissimi parassiti, la produzione è minore.

Le uova del parassita, di 40 x 60 µm, incolori e trasparenti, contenenti due o più blastomeri, vengono espulse con le feci.

Per lo sviluppo dell'embrione sono necessari un certo grado di umidità, ombra, aerazione e una temperatura tra i 14 e i 34 °C.

In condizioni favorevoli dopo circa 24 ore dall'uovo esce una larva caratterizzata da un esofago inghiottitore (larva rabditoide) che cresce nutrendosi principalmente di batteri.

Essa muta due volte in una settimana trasformandosi alla fine in una larva, detta larva strongiloide, lunga 500 µm, protetta da una guaina, in grado di resistere per settimane o mesi nel terreno e di penetrare attivamente nella pelle dell'uomo con cui entri in contatto.

Trasportate ai polmoni dalla corrente sanguigna, le larve penetrano per effrazione negli alveoli; di qui, attraverso la trachea, il retrobocca e l'esofago, esse raggiungono il duodeno, alle cui pareti si fissano, maturando dopo due ulteriori mute.

Le femmine iniziano l'ovoposizione dopo 5-6 settimane dall'intestazione; la vita massima degli anchilostomi è di 8-10 anni.

All'autopsia, i vermi sono accoppiati talvolta a forma di Y.

Ciclo biologico dell'Ancylostoma duodenale

Ciclo biologico dell'Ancylostoma duodenale: 1) uovo fecondato già suddiviso in due blastomeri; 2) stadio a quattro blastomeri; 3) uovo con larva; 4) larva rabditoide che esce dall'involucro dell'uovo; 5) muta della larva rabditoide; 6) larva filariforme capace di penetrare nella cute dell'uomo; 7) parassiti accoppiati a forma di Y nell'intestino. Le frecce indicano il percorso del parassita nell'uomo: pelle, sangue, cuore, polmoni, trachea, esofago, stomaco, intestino. a = vena; b = cuore; c = polmone; d = faringe; e = stomaco.

Il ciclo di Necator americanus è del tutto simile: le sue femmine, più piccole di quelle di Ancylostoma duodenale, depongono ogni giorno circa 9000 uova, praticamente indistinguibili da quelle dell'altra specie.

Patologia

L'anchilostomiasi ha una gravità proporzionale al numero dei vermi presenti nell'intestino del paziente e al suo stato e tipo di nutrizione: individui denutriti con scarse riserve di ferro nell'organismo e donne in gravidanza possono già risentire della presenza di 25 Ancylostoma duodenale o 50 Necator americanus.

Sintomatologia dell'Anchilostomiasi

I sintomi dell'infestazione da Ancylostoma duodenale sono essenzialmente legati alla penetrazione delle larve attraverso la pelle, alla loro migrazione nel polmone e infine alla fase definitiva di parassitismo intestinale.

Le prime fasi di penetrazione cutanea e di migrazione polmonare possono essere asintomatiche o quasi, a eccezione di tosse ed escreto sanguinolento nella seconda quando il numero delle larve sia ingente.

Maggiore importanza ed evidenza presentano i sintomi generali a carico dell'apparato digerente e del sangue: importanti sono il vomito, i dolori epigastrici, i borborigmi, la diarrea e la presenza, dopo un certo tempo, di feci esclusivamente liquide contenenti sangue digerito.

Anche per Ancylostoma duodenale risulta che il danno all'ospite e quindi anche la sintomatologia clinica sono proporzionali al numero di parassiti che penetrano e maturano nell'ospite.

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