chimica-online.it

Allergia

Che cosa è e a cosa è dovuta una allergia?

Allergia è un termine introdotto nel 1906 da C. von Pirquet nel linguaggio immunitario e significa letteralmente "alterata reattività".

L'allergia consiste nella tendenza dell'organismo di un individuo a reagire a sostanze praticamente indifferenti per le persone normali, oppure a reagire in maniera esagerata a stimoli di natura antigenica (cioè in grado di essere riconosciute dal sistema immunitario), che provocano nei soggetti normali solo modeste reazioni.

allergia

Classificazione delle allergie

Le reazioni allergiche possono essere divise in due categorie:

  • quelle di tipo immediato, legate alla presenza di anticorpi circolanti nel sangue;
  • quelle di tipo ritardato, che mancano invece di anticorpi circolanti nel sangue.

Nelle prime la presenza di anticorpi nel sangue rende possibile il loro trasferimento passivo dal soggetto allergico a un soggetto normale: sono compatibili solo nei tessuti riccamente vascolarizzati e la loro manifestazione è in dipendenza da alterazioni dei vasi sanguigni, della muscolatura liscia e del connettivo.

Nelle seconde la trasmissione passiva mediante il siero non è possibile ed è invece realizzabile mediante trasferimento di particolari cellule; in queste il sistema vasale e la muscolatura liscia non sono implicati o lo sono modestamente, tanto che il processo è dimostrabile anche in tessuti privi di vasi.

Si può aggiungere che le reazioni di tipo immediato sono provocate da antigeni introdotti per le vie abituali (respiratoria, intestinale), mentre quelle di tipo ritardato richiedono l'esistenza di una infezione, l'eventuale presenza di sostanze a tipo adiuvante o vie particolari di introduzione.

Le reazioni del primo tipo non sono dimostrabili nelle cellule in colture, mentre lo sono quelle del secondo.

Infine si può aggiungere che nelle allergie di tipo ritardato l'intervallo di tempo fra il contatto con l'antigene e la comparsa dei sintomi è di parecchie ore e che il massimo della reazione viene raggiunto a distanza di 72 ore, mentre la reazione allergica può perdurare per molti giorni. Questo tempo è necessario perchè linfociti immunologicamente già condizionati da una precedente infezione, cioè vettori di anticorpi sessili, possano penetrare nel luogo di inoculazione dell'antigene dando inizio a una reazione di tipo infiammatorio.

Bisogna tuttavia tener presente che i due tipi di reazione possono coesistere, e che la medesima sostanza può provocare un tipo o l'altro di reazione a seconda delle modalità con le quali viene a contatto dell'organismo.

Prototipo delle reazioni del primo tipo è l'anafilassi, del secondo tipo l'allergia tubercolare.

Atopie

Va ricordato che nella letteratura anglosassone le allergie di tipo immediato, esclusa l'anafilassi, vengono indicate anche col nome di atopie, intendendo con questo termine una anormale sensibilità dovuta a una particolare costituzione ereditaria (o diatesi) che si accompagna alla produzione di anticorpi particolari detti reagine; queste sono anticorpi diversi dagli anticorpi precipitanti che si formano nell'anafilassi.

Cosicché "atopia" si potrebbe definire anche la tendenza a reagire verso un determinato antigene (o allergene) con la produzione di reagine, invece che con la produzione di anticorpi di tipo abituale, come sono quelli che si formano nei comuni processi immunitari e nella stessa anafilassi.

Le reagine non sono dimostrabili in vitro (non danno precipitazioni né fissano il complemento), sono più termolabili delle altre immunoglobuline e sono instabili per piccole variazioni di pH. Sensibilizzano la pelle umana anche in dosi minime e tendono a restare fissate alle cellule alle quali si sono precedentemente fissate.

I principali recettori delle reagine sono le cellule epidermiche, le ghiandole sebacee e sudoripare, i leucociti (specialmente i basofili), le mucose delle vie respiratorie e intestinali, ecc.

Meccanismo patogenetico delle allergie

Il meccanismo patogenetico delle manifestazioni allergiche è molto simile a quello dell'anafilassi.

L'unione dell'allergene con la reagina a livello dei tessuti provoca liberazione di istamina e prodotti simili, i quali sono responsabili della vasodilatazione, della permeabilizzazione delle pareti dei capillari e del conseguente edema, del prurito, della eventuale contrazione della muscolatura liscia.

L'istamina, abitualmente assente nelle urine, può essere abbondante in quelle dei soggetti con asma allergico; si trova anche nei secreti mucosi e in altri liquidi organici.

Trattamento delle allergie

Data la natura dei processi allergici, è evidente che un trattamento terapeutico puramente sintomatico potrà essere eseguito somministrando farmaci antistaminici, sostanze che riducono la permeabilità vasale, ecc.

Un trattamento causale consisterà nell'allontanamento dell'allergene (cosa non sempre possibile), oppure nell'indurre una condizione immunitaria tale da impedire o ridurre fortemente la reazione fra l'allergene e la rispettiva reagina.

Ciò a volte riesce con la cosiddetta desensibilizzazione: accertata, per mezzo di cutireazioni, la natura precisa dell'allergene, questo viene introdotto nell'organismo per via diversa da quella spontanea, tale da indurre la formazione di anticorpi di tipo neutralizzante, in modo da bloccare l'allergene al suo ingresso nell'organismo riducendo la sua possibilità di entrare in reazione con le reagine.

Ti lasciamo infine alcuni link che ti potrebbero interessare:

Che cos'è la colpocitologia?

Quali sono i sintomi dovuti a infezione da ossiuri?

Vuoi sapere quanto dura la varicella?

Vuoi sapere quanto tempo dura una tendinite?

Studia con noi