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Prolattina

Che cos'è la prolattina?

La prolattina (PRL) o luteotropina è un ormone coinvolto in diverse funzioni metaboliche; essa è nota, in particolare, per la capacità di produrre e secernere latte (lattazione).

Biosintesi della prolattina

La prolattina è una proteina con massa molare di circa 23000 g/mol. Essa è costituita da 199 amminoacidi.

Il gene che codifica per la prolattina si trova nel cromosoma 6.

La prolattina è sintetizzata nell’adenoipofisi (la porzione anteriore dell’ipofisi), precisamente dalle cellule lattotrope, che rappresentano circa il 20% delle cellule che costituiscono l’adenoipofisi.

In quantità minori, essa può essere prodotta anche da cellule dell’utero, della mammella, della placenta e del sistema immunitario (linfociti).

Inizialmente viene sintetizzato un preormone della prolattina, che possiede una sequenza segnale all’estremità N-terminale. Tale sequenza segnale della proteina è necessaria per il trasporto all’interno del citoplasma. Essa subisce un taglio proteolitico e viene glicosilata.

Nell’apparato di Golgi, la proteina glicosilata subisce la rimozione dello zucchero e viene immagazzinata in granuli, dai quali la prolattina potrà essere secreta in caso di necessità.

La prolattina viene degradata prevalentemente dal fegato e ha un’emivita di circa 50 minuti.

Funzioni della prolattina

La prolattina, come già detto, svolge numerose funzioni all’interno dell’organismo:

  • promuove la lattogenesi (produzione di latte);
  • favorisce la trascrizione di geni che codificano per le proteine del latte caseina, lattoalbumina e β-lattoalbumina;
  • aumenta la sintesi di enzimi deputati alla sintesi del lattosio, tra cui galattosiltrasferasi e N-acetilattosamina sintetasi;
  • promuove la maturazione della ghiandola mammaria durante la fase dello sviluppo, la gravidanza e l’allattamento;
  • inibisce la sintesi dell’ormone GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine), il quale favorisce la sintesi delle gonadotropine (ormone follicolo-stimolante, ormone luteinizzante e gonadotropina corionica), che hanno un effetto stimolante sulle gonadi;
  • regola il ciclo mestruale;
  • nei maschi (nei quali la prolattina viene prodotta in piccole quantità) riduce la produzione di testosterone e la libido;
  • stimola la crescita e la funzionalità dei linfociti NK (natural killer) e T, svolgendo, quindi, un importante ruolo nell’immunità;
  • inibisce l’apoptosi (morte cellulare programmata) dei globuli bianchi;
  • può inibire i linfociti NK (ad alte concentrazioni);
  • stimola la captazione di alcuni amminoacidi;
  • aumenta la sintesi degli acidi grassi;
  • aumenta la sintesi dei fosfolipidi.

Meccanismo d’azione della prolattina

  • La prolattina lega il proprio recettore, un recettore transmembrana.
  • Le regioni extracellulari di due recettori legano la prolattina.
  • I recettori dimerizzano e attivano la proteina JAK, che fosforila i dimeri stessi, permettendone l’interazione con ulteriori proteine.
  • Le proteine STAT interagiscono coi dimeri fosforilati e vengono anch’esse fosforilate da JAK.
  • In seguito, le proteine STAT dimerizzano ed entrano nel nucleo, dove regolano la trascrizione di diversi geni.
  • I recettori della prolattina sono coinvolti in altri pathway molecolari, tra cui quelli associati a JAK-RUSH, Ras-Raf-MAPK e PI3K/AKT/mTOR.

Regolazione della prolattina

Le concentrazioni di prolattina sono controllate  a diversi livelli.

La secrezione di prolattina è inibita da:

  • dopamina;
  • alti livelli di prolattina stessa (meccanismo di feedback negativo);
  • GAP (peptide associato al GnRH);
  • GABA (acido gamma-amminobutirrico).

La secrezione di prolattina è stimolata da:

  • VIP (peptide intestinale vasoattivo);
  • serotonina;
  • estrogeni;
  • gravidanza;
  • allattamento.

La produzione di prolattina è aumentata durante il sonno.

Alterazioni dei livelli di prolattina

La concentrazione di prolattina nel sangue è chiamata prolattinemia. In alcune condizioni particolari, però, la prolattinemia può essere eccessivamente elevata o bassa.

Quando la prolattina è presente a livelli superiori alla norma, si parla di iperprolattinemia.

L’iperprolattinemia è fisiologica in caso di gravidanza, ma può avere anche altre cause:

  • ipotiroidismo;
  • tumore dell’ipofisi (la ghiandola che produce l’ormone);
  • uso di farmaci antagonisti della dopamina (che inibisce la produzione dell’ormone).

Essa è caratterizzata da cefalea e, nella donna, da alterazioni del ciclo mestruale (amenorrea, cioè assenza del ciclo mestruale, o ritardi nel ciclo) e galattorrea (produzione di latte anche in mancanza di allattamento).

Nell’uomo, l’iperprolattinemia causa una riduzione nella produzione di spermatozoi e, raramente, ginecomastia (sviluppo del seno) e galattorrea.

L’ipoprolattinemia, invece, è una condizione rara, causata da deficit dell’ipofisi e caratterizzata da minore lattazione e ridotta funzionalità del sistema immunitario.

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