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Valproato

Che cos'è il valproato?

Il valproato è un farmaco antiepilettico.

Chimicamente parlando è la base coniugata dell’acido valproico e quindi appartiene alla classe degli acidi carbossilici.

Viene somministrato come acido valproico oppure come valproato di sodio o di magnesio (nella forma salina).

Il nome IUPAC della forma acida è acido 2-propilpentanoico; presenta la seguente struttura chimica:

Struttura dell’acido valproico

Struttura dell’acido valproico.

Meccanismo d’azione del valproato

Il valproato è in grado di inibire i canali del sodio operati da voltaggio e di incrementare i livelli del neurotrasmettitore GABA nel sistema nervoso centrale.
Questo aumento della concentrazione di GABA è dovuto all’inibizione degli enzimi deputati alla degradazione del neurotrasmettitore.

In particolare, tale farmaco sembra inibire la GABA transaminasi e la succinato-semialdeide deidrogenasi; inibisce anche la ricaptazione del GABA.

Il valproato è in grado di ridurre l’ipereccitabilità dei neuroni interagendo con il canale Kv7.2 e AKAP5.

L’inibizione dell’enzima istone deacetilasi da parte del farmaco media diversi effetti neuroprotettivi indotti dal valproato.

Il valproato agisce anche a livello endocrino. Esso funge da antagonista dei recettori degli androgeni e del progesterone.

Inoltre, è in grado di inibire l’aromatasi e ridurre le concentrazioni di estogeni.

L’acido valproico determina, invece, un aumento delle concentrazioni di androgeni, stimolandone la sintesi.

Indicazioni terapeutiche del valproato

Il valproato, per la capacità di modulare le conduttanze di membrana e il sistema GABAergico, ha diverse applicazioni cliniche:

  • epilessia;
  • epilessia dell’assenza;
  • crisi tonico-cloniche;
  • crisi miocloniche;
  • epilessia parziale;
  • stato epilettico;
  • disturbo bipolare;
  • emicrania;
  • schizofrenia;
  • sintomi del morbo di Parkinson.

Farmacocinetica del valproato

Il valproato (che ha un’emivita variabile tra le 9 e le 16 ore) può essere assunto per via orale o intravenosa; in seguito a somministrazione orale, il valproato viene assorbito in maniera rapida e completa dal tratto gastrointestinale.

Il valproato si lega alle proteine plasmatiche per l’80-90% ed è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica.

Tale farmaco subisce un esteso metabolismo epatico. Esso viene prevalentemente coniugato con acido glucuronico.

Inoltre, subisce beta- e omega-ossidazione a livello mitocondriale.

I metaboliti derivanti dall’omega-ossidazione sono dannosi per il fegato. Una quota compresa tra il 30 e il 50% della dose somministrata viene escreta per via renale in forma coniugata.

Effetti collaterali del valproato

Il valproato può determinare diversi effetti collaterali. I principali effetti indesiderati causati dal valproato sono:

  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea;
  • dolore addominale;
  • dispepsia;
  • ipertensione;
  • mal di testa;
  • debolezza;
  • vertigini;
  • sonnolenza;
  • diplopia;
  • tinnito;
  • parestesia;
  • sanguinamento;
  • trombocitopenia;
  • riduzione della temperatura corporea;
  • danni epatici;
  • pancreatite;
  • tremori;
  • sedazione;
  • ansia;
  • confusione;
  • allucinazioni;
  • perdita di capelli;
  • cambiamenti di umore;
  • pensieri di suicidio;
  • perdita di memoria;
  • aumento ponderale;
  • dilatazione delle pupille;
  • atassia;
  • rash cutanei;
  • alterazioni del ciclo mestruale.

Il suo utilizzo in caso di gravidanza è sconsigliato, visto il suo effetto teratogeno, che può determinare malformazioni nel feto.

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