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Propranololo

Che cos'è il propranololo?

Il propranololo è un farmaco cardiovascolare; esso appartiene alla classe dei beta-bloccanti.

Il suo nome IUPAC è:

1-(naftalen-1-ilossi)-3-(propan-2-ilammino)-propan-2-olo.

Presenta la seguente struttura chimica:

Struttura del propranololo

Struttura del propranololo.

Meccanismo d’azione del propranololo

Il propranololo, essendo un beta-bloccante, è un farmaco simpaticolitico.

Esso lega e inibisce i recettori β-adrenergici. Il propranololo è un antagonista non selettivo dei recettori β-adrenergici, quindi si lega sia ai recettori β1 che ai β2.

I recettori β, in condizioni fisiologiche, legano adrenalina e noradrenalina. In seguito all’interazione col ligando, essi vengono attivati.

Essendo recettori accoppiati a proteina Gs (stimolatoria), la loro attivazione stimola l’enzima adenilato ciclasi a produrre l’AMP ciclico (cAMP), che attiva la protein chinasi A (PKA), che fosforila diverse proteine, causando diversi effetti biologici.

Nel caso dei recettori β1, inoltre, la proteina Gs può facilitare l’apertura dei canali al calcio di tipo L.

L’attivazione dei recettori β-adrenergici ha molti effetti sull’organismo, in particolare a livello cardiovascolare.

L’attivazione dei recettori β1, che sono presenti prevalentemente nel cuore e nei reni, determina:

  • effetto cronotropo (frequenza cardiaca) positivo;
  • effetto inotropo (forza di contrazione del cuore) positivo;
  • effetto dromotropo (velocità di conduzione del cuore) positivo;
  • effetto batmotropo (eccitabilità cardiaca) positivo;
  • aumento della secrezione di renina, l’enzima che produce l’angiotensina, determinando vasocostrizione e sintesi di aldosterone.

Quindi, l’utilizzo del propranololo, come degli altri farmaci beta-bloccanti, che inibiscono queste azioni di adrenalina e noradrenalina, porta a ridurre la frequenza cardiaca e, soprattutto, la pressione arteriosa.

I beta-bloccanti non selettivi, come il propranololo, possiedono anche un’azione di anestetico locale, in quanto vanno ad interferire con alcune conduttanze di membrana.

I farmaci non selettivi hanno una maggiore azione depressiva sull’attività cardiaca rispetto ai selettivi.

Indicazioni terapeutiche del propranololo

Il propranololo, come le altre molecole della classe dei beta-bloccanti ha numerose indicazioni terapeutiche. Esso è usato nel trattamento di:

  • ipertensione arteriosa (in caso di valori pressori sopra la norma, i beta-bloccanti vengono utilizzati spesso per il loro effetto inotropo negativo);
  • cardiopatia ischemica (l’angina pectoris, il sintomo principale della cardiopatia è una sindrome dovuta a episodi di ischemia transitoria. L’ischemia miocardica è causata dallo sbilanciamento tra offerta e richiesta di ossigeno da parte del muscolo cardiaco. Questo sbilanciamento può scaturire da un’eccessiva domanda (aumento della frequenza cardiaca, contrattilità ventricolare, tensione parete ventricolare) o da una ridotta offerta (correlata principalmente al flusso sanguigno coronario) di ossigeno, oppure da entrambe le condizioni. Agendo con un beta-bloccante non selettivo, come il propranololo, vista la sua potente azione deprimente sull’attività cardiaca, si determinerà  un minore consumo di ossigeno);
  • infarto del miocardio;
  • alcune forme di aritmie (tachiaritmie, extrasistole, ecc.);
  • tireotossicosi (una sindrome caratterizzata da un eccesso in circolo di ormoni tiroidei, che comporta un’aumentata espressione dei recettori β, che determina diversi sintomi, quali aumento della temperatura corporea, sudorazione, nervosismo, ansia, tachicardia, aumento pressorio. La terapia della tireotossicosi prevede, oltre all’utilizzo di farmaci specifici per l’ipertiroidismo, l’utilizzo di un beta-bloccante non selettivo per alleviare i sintomi);
  • feocromocitoma;
  • emicrania;
  • tremori;
  • glaucoma.

Farmacocinetica del propranololo

Il propranololo viene somministrato per via orale; l’assorbimento del farmaco è rapido e completo. Tuttavia, la sua biodisponibilità è del 25-30%. Questo è dovuto al cosiddetto effetto di primo passaggio: il farmaco viene metabolizzato dal fegato prima della sua distribuzione nell’organismo, riducendo la quota di farmaco disponibile.

Il legame alle proteine plasmatiche è del 90%.

Essendo una molecola molto lipofila, il propranololo attraversa la barriera ematoencefalica e penetra nel sistema nervoso centrale.

Ha un’emivita di 3-4 ore. Il metabolita del propranololo presente in maggiore quantità è il 4-idrossipropanololo, che ha un’emivita di 5-7 ore.

Il propranololo viene escreto con le urine.

Effetti collaterali del propranololo

Interagendo con recettori localizzati in diversi organi, il propranololo può causare diversi effetti collaterali:

  • scompenso cardiaco;
  • bradicardia (ridotta frequenza cardiaca);
  • blocco atrioventricolare;
  • vasocostrizione periferica;
  • depressione;
  • insonnia;
  • freddo alle estremità;
  • astenia muscolare;
  • cefalea;
  • trombocitopenia;
  • broncocostrizione;
  • dispnea;
  • nausea;
  • ipoglicemia;
  • alterazione del metabolismo dei grassi.

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