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Pregabalin

Che cos'è il pregabalin?

Il pregabalin, noto anche come isobutil-GABA è un farmaco antiepilettico e anticonvulsivante.

Il suo nome IUPAC è:

acido (S)-3-(amminometil)-5-metilesanoico.

Chimicamente, rientra tra gli acidi carbossilici; presenta la seguente struttura chimica:

Struttura del pregabalin

Struttura del pregabalin.

Meccanismo d’azione del pregabalin

Il pregabalin agisce in maniera simile al gabapentin.

Tale farmaco è strutturalmente molto simile al GABA, il neurotrasmettitore inibitorio; tuttavia, esso non lega in maniera diretta i recettori GABAergici anche se è in grado di intervenire sul sistema GABAergico aumentando le concentrazioni di GABA a livello sinaptico. Esso aumenta infatti l’espressione dell’enzima glutammato decarbossilasi, che catalizza la reazione di sintesi del neurotrasmettitore. Questo determina un aumento dei livelli sinaptici di GABA.

Il pregabalin aumenta anche la densità dei trasportatori del GABA, aumentando la velocità di trasporto funzionale del neurotrasmettitore e inoltre lega e inibisce i canali al calcio voltaggio-dipendenti, riducendo così le concentrazioni di importanti neurotrasmettitori, tra cui il glutammato, la noradrenalina e la sostanza P.

In alcuni studi negli animali, il pregabalin, rispetto al gabapentin, è risultato essere più potente come anticonvulsivante e analgesico.

Indicazioni terapeutiche del pregabalin

Il pregabalin, per le sue proprietà modulanti le conduttanze di membrana e il sistema GABAergico, ha diverse applicazioni cliniche:

  • epilessia parziale;
  • dolore neuropatico;
  • neuropatia diabetica;
  • nevralgia post-erpetica;
  • fibromialgia;
  • disturbo d’ansia generalizzato;
  • disturbo d’ansia sociale;
  • sindrome delle gambe senza riposo;
  • prevenzione dell’emicrania;
  • trattamento dell’alcolismo.

Farmacocinetica del pregabalin

In genere, il pregabalin (che ha un’emivita variabile tra le 6 e le 11 ore) è assunto per via orale. In seguito a somministrazione orale, il pregabalin è assorbito rapidamente dal tratto gastrointestinale, ma la contemporanea presenza di cibo nello stomaco può ritardarne l’assorbimento.

La biodisponibilità del pregabalin è del 90% circa; l’entità della biodisponibilità è indipendente dalla dose.

Il metabolismo del pregabalin è trascurabile, infatti esso viene eliminato per via renale prevalentemente in forma immodificata (98%); il metabolita principale è comunque l’N-metilpregabalin.

Esso è capace di attraversare la barriera ematoencefalica e la placenta e inoltre viene escreto nel latte materno.

Effetti collaterali del pregabalin

Il pregabalin può causare diversi effetti collaterali. I principali effetti indesiderati indotti dal pregabalin sono:

  • sonnolenza;
  • capogiri;
  • sogni vividi;
  • vista offuscata;
  • diplopia;
  • euforia;
  • confusione;
  • atassia;
  • aumento del rischio di suicidio;
  • irritabilità;
  • tremori;
  • disartria;
  • astenia;
  • edema periferico;
  • vomito;
  • disfagia;
  • flatulenza;
  • aumento di appetito;
  • aumento ponderale;
  • depressione;
  • agitazione;
  • ipoglicemia;
  • rash cutanei;
  • allucinazioni;
  • disuria;
  • calcoli renali;
  • incontinenza;
  • alterazione della coordinazione;
  • crampi;
  • dolori muscolari;
  • rabdomiolisi;
  • pancreatite;
  • tachicardia;
  • alterazioni della pressione;
  • trombocitopenia;
  • neutropenia.

Il suo utilizzo in caso di gravidanza è sconsigliato, così come in caso di allattamento.

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