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Losartan

Proprietà del losartan

Il losartan è un farmaco cardiovascolare; appartiene alla classe dei sartani o inibitori del recettore dell’angiotensina II.

Il suo nome IUPAC è 2-butil-4-cloro-1-(2'-(2H-tetrazol-5-il)-bifenil-4-il)-metil)-1H-imidazol-5-il)-metanolo.

La sua struttura chimica presenta un anello tetrazolico (a 4 atomi di azoto e uno di carbonio) e un gruppo imidazolico.

Struttura del losartan

Meccanismo d’azione del losartan

Come tutti i sartani, il losartan lega e inibisce il recettore dell’angiotensina II AT1.

L’angiotensina II è un ormone che esercita le sue funzioni legandosi a due tipi di recettore dell’angiotensina II.

In particolare, il recettore AT1 è responsabile dei meccanismi molecolari che causano l’aumento della pressione arteriosa.

Essendo un recettore accoppiato a proteina Gq, la sua attivazione, in seguito al legame con l’angiotensina II, stimola la fosfolipasi C, che catalizza l’idrolisi dei fosfoinositidi di membrana e porta alla formazione di IP3 e DAG.

Le principali funzioni svolte dall’angiotensina II sono:

  • aumento delle resistenze periferiche;
  • effetto inotropo positivo (aumento della forza di contrazione del cuore);
  • aumento della frequenza cardiaca (effetto cronotropo positivo);
  • aumento della produzione di aldosterone da parte della porzione corticale del surrene;
  • aumento della produzione di adrenalina da parte della porzione corticale del surrene;
  • aumento della secrezione di noradrenalina nel sistema nervoso periferico;
  • stimolazione del centro della sete nel sistema nervoso centrale;
  • aumento della secrezione di ormone antidiuretico (ADH o vasopressina) da parte dell’ipofisi.

Quindi, l’utilizzo del losartan, che inibisce gli effetti dell’angiotensina II, porta a ridurre la frequenza cardiaca e, soprattutto, la pressione arteriosa.

Indicazioni terapeutiche del losartan

Il losartan, come gli altri sartani, ha diverse indicazioni terapeutiche; viene utilizzato nel trattamento di:

  • ipertensione arteriosa (dose di 50-100 mg al giorno): in caso di valori pressori sopra la norma, il losartan viene utilizzato spesso, poiché antagonizza gli effetti dell’angiotensina II, responsabile di meccanismi che portano all’aumento pressorio. Per questa applicazione, viene impiegato spesso in luogo degli ACE-inibitori, che possono causare effetti collaterali come la tosse e l’angioedema;
  • insufficienza cardiaca (dose di 50 mg al giorno): in pazienti in cui l’attività del cuore è compromessa, l’inibizione della funzione dell’angiotensina II riduce la tensione parietale del miocardio;
  • nefropatia diabetica: come nel caso degli ACE-inibitori, il losartan e gli altri sartani vengono impiegati per questa condizione patologica, caratterizzata dal danneggiamento dei capillari del glomerulo renale; essi agiscono riducendo la pressione a livello del glomerulo renale.
  • dilatazione della radice aortica, che può portare all’aneurisma;
  • fibrosi di diversi organi (cuore, reni, fegato, polmoni);

Farmacocinetica

Il losartan ha un ottimo assorbimento; esso subisce effetto di primo passaggio epatico, formando un metabolita.

Circa il 14% del losartan somministrato viene trasformato, per mezzo dell’effetto di primo passaggio epatico, in un derivato carbossilico, il quale è un antagonista del recettore dell’angiotensina II AT1 più potente del losartan e con una durata d’azione maggiore.

Il losartan ha una biodisponibilità orale del 33%; ha anche un elevato legame alle proteine plasmatiche, pari al 99,7%.

Subisce metabolismo epatico. In particolare, esso viene biotrasformato principalmente dalle isoforme CYP2C9 e CYP3A4 del citocromo P450.

Il losartan ha un’emivita di circa 2 ore.

Viene escreto per via renale e biliare; il 50-60% della dose viene escreto per via biliare e il 13-25% viene escreto per via renale.

Effetti collaterali del losartan

Secondo alcuni studi recenti, l’utilizzo del losartan e degli altri sartani è collegato a un aumento del rischio di infarto del miocardio.

In particolare, la sovrastimolazione dei recettori dell’angiotensina II AT2 porterebbe a fibrosi e ipertrofia, aumentando l’infiammazione e la possibilità di sviluppare l’aterogenesi.

Questo stesso meccanismo d’azione porta anche a un’aumentata proliferazione cellulare, che è una causa di tumore. Infatti, attualmente vi sono studi contrastanti riguardo la possibilità che il losartan sia una sostanza dotata di attività carcinogena o meno.

Il losartan può indurre diversi effetti collaterali; i più comuni sono:

  • mal di testa;
  • capogiri;
  • iperkaliemia (concentrazione elevata di potassio nel sangue, che può portare a diversi disturbi; durante la somministrazione di sartani, è necessario tenere sotto controllo la potassiemia);
  • nausea;
  • diarrea;
  • vomito;
  • vertigini;
  • debolezza;
  • mialgia;
  • affaticamento;
  • crampi muscolari;
  • insonnia;
  • alterazioni della funzionalità del fegato;
  • alterazioni della funzionalità renale;
  • rush cutanei;
  • ipotensione;
  • anemia;
  • dispnea;
  • congestione nasale;
  • faringite;
  • angioedema;
  • riduzione dei livelli di emoglobina.

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