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Eparina

Che cos'è l'eparina?

L'eparina è una sostanza fisiologicamente presente nell'organismo soprattutto nei polmoni, nel fegato e in genere in tutti quegli organi dove abbondano i mastociti in cui è contenuta.

Fu individuata nel 1916 da uno studente che lavorava alla Hopkins University, famosa università degli Stati Uniti; egli, facendo estratti di sostanze tromboplastiche dal fegato, vide che questi avevano una potente attività anticoagulante.

Solo successivamente fu ottenuta in forma pura da poter essere somministrata a pazienti mentre veniva anche individuata la sua struttura chimica (1937).

L'eparina è un mucopolisaccaride formato da glucosammina e acido glicuronico nella struttura seguente:

eparina

dove i legami glicosidici sono tra il carbonio 4 della glucosammina e l'acido glicuronico; inoltre vi è un legame solfamminico tipico di questa sostanza.

La presenza di tali gruppi solforici, in parte liberi e in parte esterificati con l'ammina, che fanno dell'eparina il più forte acido presente nell'organismo, sembra che sia strettamente correlata alla sua attività; infatti se questi gruppi vengono eliminati si ha una perdita dell'effetto anticoagulante.

Impiego dell'eparina

L'eparina viene usata nella terapia dell'infarto miocardico, dell'angina pectoris, nella trombosi e nelle malattie vascolari specialmente cerebrali.

Il suo effetto è rapido ma non molto prolungato a differenza degli anticoagulanti orali che agiscono lentamente ma hanno un'azione più duratura.

Dopo iniezione di eparina si ha una rapida chiarificazione del plasma lipemico postprandiale per attivazione della lipasi lipoproteica.

Questo effetto dell'eparina ha suggerito il suo utilizzo nel trattamento dell'arteriosclerosi, che è frequentemente accompagnata da iperlipemia.

L'eparina non è efficace per via orale ed è assorbita bene per via intramuscolare e sottocutanea con un'azione abbastanza rapida specie in confronto agli anticoagulanti attivi per via orale.

Per aumentare la durata dell'azione esistono dei preparati che, diminuendo la velocità di assorbimento, ne prolungano l'effetto.

La sua tossicità è molto bassa ed è in genere priva di effetti collaterali. A dosi opportune e controllate non presenta rischi di emorragie, ma nel caso di lesioni interne insospettate è possibile riportare a valori normali il tempo di coagulazione mediante somministrazione di antagonisti.

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