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Emostatici

Che cosa sono i farmaci emostatici?

Vuoi sapere che cosa sono i farmaci emostatici?

Vuoi sapere in quali casi vengono impiegati i farmaci emostatici?

Se si continua con la lettura dell'articolo. In questa pagina del sito vedremo infatti che cosa sono i farmaci emostatici e in quali casi vengono impiegati.

Per arrestare un'emorragia occorre porre riparo alla lesione vasale arrestando o rallentando il flusso sanguigno (con mezzi meccanici, fisici o chimici) e far sì che in corrispondenza di essa avvenga la coagulazione del sangue (eventualmente sollecitandola mediante opportune sostanze) con formazione del trombo emostatico.

Il mezzo terapeutico da adottarsi dipende dalle cause responsabili dell'emorragia e del suo perdurare, oltre che dalla sede della stessa.

Le sostanze che posseggono azione emostatica sono chimicamente eterogenee e possono essere raggruppate secondo la fase dell'emostasi fisiologica nella quale prevalentemente agiscono.

Sostanze attive sulla prima fase, o fase parietale, dell'emostasi

Rientrano in questo gruppo i farmaci che sono capaci di provocare vasocostrizione e i farmaci che agiscono sulla permeabilità capillare.

Occorre tenere presente che i farmaci vasocostrittori inducono, somministrati per via generale, un aumento più o meno spiccato, se pure solitamente fugace, della pressione arteriosa generale, il che può costituire un limite al loro impiego in talune circostanze.

Sostanze attive sulla fase finale dell'emostasi o coagulazione del sangue

A tali sostanze appartengono prodotti di sintesi ma soprattutto alcuni costituenti normali del sangue, fra cui ioni di calcio e numerosi fattori enzimatici che portano, in ultima analisi, alla trasformazione del fibrinogeno in fibrina: questa, aderendo alla parete vasale a livello del trombo bianco piastrinico e intrappolando nelle sue maglie gli elementi figurati del sangue e il plasma, viene a costituire il coagulo solido (trombo rosso) che garantisce un'emostasi definitiva.

Tali sostanze possono venire utilizzate per via generale, quando si verifichino emorragie in sedi difficilmente raggiungibili oppure esistano difetti della coagulazione del sangue, per cui alla prima fase dell'emostasi non segue la formazione del trombo rosso.

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