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Antidiuretici

Che cosa sono gli antidiuretici?

Gli antidiuretici sono sostanze che producono una ritenzione idrica a livello del rene e di altri tessuti.

Possono avere un'azione diretta sulle cellule dei tubuli renali (ormone antidiuretico), oppure sui nuclei nervosi a livello centrale come l'acetilcolina, l'adrenalina, la noradrenalina, gli steroidi e sostanze varie.

Vasopressina: sostanza di notevole interesse per la sua spiccata azione antidiuretica

La vasopressina, ormone ipofisario secreto dal lobo posteriore dell'ipofisi (neuroipofisi), è una sostanza di notevole interesse per la sua spiccata azione antidiuretica; impiegata soprattutto per frenare la diuresi in soggetti affetti da diabete insipido e lesioni ipofisarie.

Strutturalmente è un polipeptide con una sequenza di otto amminoacidi che viene elaborato da alcune formazioni centrali appartenenti al nucleo sopraottico e all'ipotalamo; la sostanza viene poi trasportata nell'ipofisi dove rimane concentrata, pronta a esplicare la sua azione.

Sono in realtà note due vasopressine, entrambe antidiuretiche: dalle pituitarie dei bovini fu inizialmente isolata la vasopressina propriamente detta, o pitressina, o vasopressina-8-arginina, mentre da quelle dei maiali fu isolata la vasopressina-8-lisina, o lipressina. Quest'ultima ha la seguente struttura:

struttura della  lipressina

Struttura della lipressina. Nella pitressina l'ultimo amminoacido in basso (lisina) è sostituito dall'arginina.

In seguito all'azione della vasopressina soltanto la diuresi acquosa viene riassorbita attivamente dalle cellule del tubulo renale distale e dei tubuli collettori, mentre la concentrazione dei sali e di altre sostanze presenti nelle urine rimane immodificata.

L'azione dell'ormone antidiuretico è dovuto a un aumento del diametro dei pori e dei canali che sono responsabili del flusso dell'acqua per aumento o diminuzione della pressione osmotica.

La carenza di vasopressina provoca poliuria e la sete intensa spinge il soggetto, affetto da diabete insipido, ad assorbire sino a venti litri di acqua al giorno. La terapia, in tali individui, è efficace ma temporanea.

Numerosi sono gli effetti collaterali che compaiono: insorgenza di crampi addominali, nausee, pallori, spasmi coronarici e intossicazioni da acqua.

L'ormone ha un effetto stimolante sulla muscolatura liscia dell'utero, dei vasi, dell'intestino; azione muscolotropica diretta non mediata attraverso neuroormoni è un effetto indesiderato e indica, in generale, un superdosaggio.

Normalmente la vasopressina viene somministrata per via intramuscolare in sospensione acquosa od oleosa (vasopressina tannato) a più lento assorbimento e quindi a effetto più prolungato.

Altre sostanze ad azione antidiuretica

Numerose altre sono le sostanze che possiedono azione antidiuretica, agendo però sempre sul meccanismo di liberazione dell'ormone.

Iniezioni di acetilcolina nei nuclei sopraottici determinano, nell'animale da esperimento, liberazione di ormone antidiuretico.

Anche la nicotina possiede nell'uomo azione antidiuretica unitamente ad altre sostanze (morfina, istamina, barbiturici), probabilmente perché attiva nel regolare il meccanismo di liberazione della vasopressina.

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