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Anabolizzanti

Che cosa sono gli anabolizzanti?

Si definiscono anabolizzanti tutte quelle sostanze che abbiano, come caratteristica principale della loro azione terapeutica, quella di facilitare la biosintesi delle proteine e di rallentarne la degradazione.

Gli anabolizzanti favoriscono quindi, nell'organismo, l'insieme dei processi costruttivi che portano alla formazione di nuovi tessuti. In senso meno elettivo si potrebbero considerare anabolizzanti anche le sostanze capaci di favorire la sintesi di carboidrati complessi e di lipidi (grassi).

Numerose sono le sostanze che sono dotate di azioni sul tipo di quelle accennate. Si possono ricordare, tra esse, l'ormone della crescita, l'insulina e la cobalamina (vitamina B12).

In questi principi però, e soprattutto nel caso dell'insulina e della vitamina B12, l'azione di tipo anabolico può in certo senso ritenersi soltanto collaterale, in quanto essi presentano altre azioni biologiche caratteristiche da ritenersi di importanza prevalente.

Sono note invece diverse molecole in cui domina un'attività anabolizzante elettiva: esse appartengono alla famiglia degli steroidi e derivano la loro struttura fondamentale da quella del testosterone, ormone che, accanto alla caratteristica attività androgena, possiede una notevole azione di risparmio sul metabolismo proteico.

Le ricerche sono state indirizzate a cercare di scindere l'effetto anabolizzante da quello androgeno (la cui presenza ovviamente costituirebbe una grossa limitazione nella pratica terapeutica) e ottenere cioè preparati che, a lato di una spiccata proprietà sulle biosintesi azotate, avessero solo una scarsa azione virilizzante residua.

Va però ricordato che, nonostante i grandi progressi fatti in questo campo, non si è ancora riusciti ad ottenere lo steroide anabolizzante perfetto, che sia cioè del tutto privo dell'attività di tipo androgeno.

Indicazioni terapeutiche degli anabolizzanti

Numerose sono le indicazioni terapeutiche nelle quali trovano impiego i farmaci anabolizzanti.

Essi sono praticamente indicati in tutte quelle forme morbose in cui si renda necessario ripristinare il patrimonio proteico, favorire la ripresa del peso corporeo, accelerare i processi di guarigione e stimolare i meccanismi di difesa dell'organismo.

In particolare essi vengono somministrati nelle convalescenze conseguenti a malattie infettive o a interventi chirurgici; nei ritardi di accrescimento e nelle distrofie infantili; nel decorso di malattie depauperanti; in molte malattie renali, in cui viene anche sfruttato il cosiddetto effetto renotropo di molti di questi farmaci; nei prolungati trattamenti con steroidi che abbiano un effetto catabolico indesiderato (cortisone e suoi derivati, estrogeni); infine nella cura dell'ipertiroidismo.

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