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Liquido cefalorachidiano

Che cos'è il liquido cefalorachidiano?

Il liquido cefalorachidiano (noto anche come liquor, liquido cerebrospinale o liquido rachido-spinale) è un liquido di aspetto limpido, incolore, contenuto negli spazi leptomeningei (compresi fra la pia madre e l'aracnoide) e nei quattro ventricoli cerebrali.

Contiene fondamentalmente le stesse sostanze che si trovano disciolte nel sangue, ma in proporzioni diverse, e poche cellule, in prevalenza linfociti. Presenta un lento deflusso, formandosi a livello di capillari cerebrali; infine si riversa nel torrente sanguigno.

Esplica una funzione nutritizia del tessuto nervoso, di cui elimina anche i prodotti del catabolismo. Esercita infine una protezione meccanica sugli organi nervosi endocranici.

L'esame del liquido cefalorachidiano, che viene ricavato generalmente mediante la puntura lombare, fornisce degli elementi che acquistano una grande importanza per la diagnosi di molte malattie dell'encefalo e del midollo spinale. Esso ha una reazione alcalina; contiene fino a cinque linfociti per millimetro cubo.

I cristalloidi nel liquido cefalorachidiano si trovano a una concentrazione non molto diversa rispetto a quella del plasma ma con qualche ben definita differenza, mentre i costituenti proteici risultano pressoché assenti.

Nell'uomo la quantità totale del liquido cerebrospinale è di circa 100-150 cm3. La sede di formazione del liquido cerebrospinale è rappresentata dai plessi corioidei, specialmente quelli presenti nei ventricoli laterali.

Il liquido passa poi dai ventricoli laterali al terzo ventricolo attraverso il foro di Monro e percorrendo l'acquedotto di Silvio giunge al quarto ventricolo. Da qui attraverso i fori di Magendie e di Luschka arriva agli spazi subaracnoidei.

Processo di formazione del liquido cefalorachidiano

Per la formazione del liquido cefalorachidiano non sembra si possa invocare un semplice processo di ultrafiltrazione, come nel caso del liquido interstiziale.

Infatti perché avvenga il processo di ultrafiltrazione a livello dei capillari dei plessi corioidei sarebbe necessaria una pressione intracapillare più elevata che di solito: oltre alla pressione colloidosmotica delle proteine plasmatiche è qui presente anche un ben definito valore pressorio negli spazi occupati dal liquido cerebrospinale (5-10 mmHg invece che zero come negli spazi interstiziali).

Inoltre è anche dimostrata una certa selettività nella permeabilità dei plessi corioidei che fa presumere un intervento attivo delle cellule ependimali (vedi: ependima) dei plessi corioidei stessi con un meccanismo di secrezione.

Il riassorbimento avviene attraverso i villi aracnoidei: il processo dipende esclusivamente da condizioni fisiche, quali la pressione del liquido cerebrospinale, superiore alla pressione del sangue nei seni venosi, e la pressione colloidosmotica delle proteine plasmatiche.

Funzioni del liquido cefalorachidiano

Al liquido cefalorachidiano vengono attribuite le seguenti funzioni:

1) di regolatore del contenuto cranico, per cui, se il volume del cervello o del sangue aumenta, quello del liquido diminuisce; nel caso opposto, un maggior volume di liquido è trattenuto;

2) di mezzo nutritivo per gli scambi di sostanze col sistema nervoso; è però da tenere presente che il tessuto nervoso attua i propri scambi metabolici soprattutto col circolo ematico;

3) di liquido dotato di proprietà regolatrice per il mantenimento della costanza della reazione;

4) di ridurre enormemente la "massa effettiva" del cervello, per cui questo è molto meno soggetto a subire l'azione di forze meccaniche, quali quella di gravità o altre di qualsiasi genere.

È soprattutto quest'ultima la funzione principale del liquido cefalorachidiano: il peso effettivo del cervello in situ viene per questo ridotto a circa 1/26 del peso del cervello stesso estratto dall'organismo.

Per questo meccanismo il cervello, che estratto dall'organismo pesa circa 1300 grammi, in vivo grava sulla base del cranio per soli 50 grammi circa: tutto ciò è straordinariamente importante, data la particolare fragile consistenza del tessuto cerebrale, la irregolarità della base del cranio, le delicate strutture vascolari e nervose che qui si trovano e la necessità che particolarmente le strutture vascolari non vengano compresse.

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