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Addome

Che cos'è l'addome?

Nei Vertebrati l'addome è il settore del tronco interposto fra il torace e il bacino: vi è contenuta la più ampia delle cavità sierose del tronco delimitata dal peritoneo; il termine addome è poi usato per definire il segmento terminale del corpo di molti Invertebrati.

I limiti esterni dell'addome sono segnati in alto dal decorso dell'arcata costale estesa dallo sterno sino alla colonna lombare, in basso dal decorso della cresta iliaca prolungato sino al pube dalla piega inguinale.

Si distinguono quindi nelle pareti addominali un'ampia area anteriore, un'area posteriore lombare più ristretta e zone intermedie laterali.

Morfologia esterna dell'addome

La morfologia esterna dell'addome è assai variabile in rapporto a diversi fattori come lo sviluppo dei visceri, lo spessore dell'adipe sottocutaneo, lo stato di trofismo della muscolatura: si possono avere addomi sporgenti, voluminosi nei soggetti brachitipi adiposi, mentre nei longilinei magri l'addome è poco sporgente, talora rientrante rispetto all'arcata costale. Nei soggetti muscolosi possono trasparire i muscoli sottostanti, particolarmente i muscoli retti.

Lungo la linea mediana anteriore si ha in genere una leggera depressione che segna il limite fra i due muscoli retti: quasi al centro di essa si trova la cicatrice ombelicale.

La delimitazione esterna dell'addome dà un riferimento parziale sull'estensione della cavità peritoneale che si spinge in alto al di sotto dell'arcata costale, in basso nel bacino.

Nei Mammiferi si trovano pareti limite interne della cavità: in alto si trova infatti il muscolo diaframma cupoliforme, spinto quindi verso la cavità toracica che esso separa dalla cavità addominale; in basso la cavità addominale arriva fino al diaframma pelvico sito al fondo dello scavo del bacino; esso separa la cavità addominale dalle sottostanti formazioni del perineo.

Negli altri Vertebrati la delimitazione della cavità addominale da quella toracica può essere incompleta (come negli Uccelli) o mancare totalmente come avviene nei Pesci dove si trova un'unica cavità viscerale corporea.

L'addome ha la costruzione tipica dei segmenti del tronco: l'elemento costruttivo principale è il tratto lombare del rachide; a esso e ai segmenti ossei toracici e del bacino sono inserite estese lamine muscolari che formano la copertura posteriore, laterale o anteriore delle pareti addominali; di conseguenza queste ultime, non possedendo elementi scheletrici, sono molli e comprimibili.

Muscolatura delle pareti addominali

La muscolatura delle pareti addominali comprende la muscolatura paravertebrale rappresentata dal muscolo quadrato dei lombi rinforzato dalla parte lombare del muscolo psoas: viene a costituirsi così un pilastro longitudinale che fiancheggia la colonna.

Nei settori laterali e lateroanteriori sono stratificati tre muscoli larghi: andando dalla superficie in profondità si trovano il muscolo obliquo esterno, l'interno e il muscolo trasverso; essi s'inseriscono sul torace, sul bacino e sulla fascia lombodorsale e le loro fibre dirette in avanti e medialmente danno origine a estese aponevrosi di inserzione che, unendosi fra loro, formano due robuste guaine connettivali che fasciano due muscoli longitudinali ventrali pari e simmetrici, i muscoli retti addominali, affiancati sulla linea mediana con l'interposizione di un tratto fibroso detto linea alba addominale. I due muscoli formano un robusto pilastro longitudinale muscolare che, oltre alle attività proprie, serve da punto di ancoraggio e di inserzione per i muscoli larghi laterali.

Oltre che a livello della linea alba, si trovano in molti punti della parete addominale zone nelle quali la copertura è formata soltanto da lamine connettivali o da tratti muscolari sottili: la zona più tipica è quella inguinale. Tali zone sono denominate punti deboli dell'addome perché possono essere forzate dalla spinta interna dei visceri e permettere quindi la formazione di ernie.

I muscoli citati svolgono funzioni che interessano tanto la vita vegetativa quanto attività somatiche di movimento.

Circa le funzioni vegetative va ricordato che il tono dei muscoli addominali mantiene nell'addome una pressione che è valido mezzo di sostegno dei visceri; in secondo luogo la contrazione sinergica dei muscoli citati e dei diaframmi interni determina un aumento della pressione endoaddominale che tende a scaricarsi attraverso gli orifizi naturali: essa quindi diviene un mezzo valido per l'evacuazione, per lo svuotamento della vescica, nel meccanismo del parto, nel vomito: quest'attività sinergica è definita torchio addominale.

Circa le funzioni somatiche è evidente che le lamine muscolari, prendendo inserzione sullo scheletro toracico, possono agire sulla pelvi producendo spostamenti dei due arti inferiori; viceversa, prendendo punto fisso sul bacino, esercitano trazioni sul torace con spostamenti di tutto il tronco sulla colonna lombare: la muscolatura, quindi, è un valido mezzo di sussidio alle attività della muscolatura del rachide.

Suddivisione topografica dell'addome

Lo spazio addominale ha forma generale ovoidale con asse maggiore quasi verticale, base maggiore in alto formata dalla cupola del diaframma e piccola base in basso formata dal pavimento pelvico.

Nelle sezioni trasversali presenta quasi dappertutto forma a rene per la sporgenza posteriore della colonna lombare. Come indicato nel disegno seguente, per necessità pratiche mediche la cavità addominale viene divisa in diversi settori tramite piani trasversali e sagittali: si delimitano cosi tre scomparti superiori, che sono i due ipocondri destro e sinistro siti sotto l'arcata costale e lo scomparto impari mediano tra essi, detto epigastrio; la zona centrale comprende tre settori, il mesogastrio al centro e i due fianchi destro e sinistro.

suddivisione dell'addome

Suddivisione topografica dell'addome e sezioni trasversali di questo a due diversi livelli (x-x', y-y'). I numeri nelle due sezioni trasversali indicano rispettivamente: 1, stomaco; 2, anse intestinali; 3, pancreas; 4, duodeno; 5, cistifellea; 6, milza; 7, fegato; 8, rene; 9, colon discendente; 10, colon ascendente.

Il terzo settore caudale viene diviso nell'ipogastrio e nelle due fosse iliache destra e sinistra: l'ipogastrio si prolunga caudalmente nel cavo pelvico.

I citati scomparti non hanno limiti nell'interno della cavità e l'esame anatomico suggerisce un'altra divisione in base al dispositivo della sierosa peritoneale. Si distinguono così due spazi retroperitoneali siti a lato della colonna lombare, detti fosse lombari, e uno spazio peritoneale che viene suddiviso negli spazi sopramesocolico, sottomesocolico e pelvico.

Negli spazi laterali lombari retroperitoneali sono sistemati i reni e i loro canali escretori; lo spazio sopramesocolico contiene il fegato, lo stomaco e la milza e al suo limite inferiore decorre il tratto trasverso del colon; lo spazio sottomesocolico contiene le altre parti del colon e la matassa del tenue.

Nel cavo pelvico inoltre stanno il tratto terminale dell'intestino crasso, la vescica con gli ureteri, gli organi genitali femminili e nel maschio parti delle vie spermatiche.

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