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Doppia deidroalogenazione dei dialogenuri alchilici

Formazione di un triplo legame per deidroalogenazione degli 1,2-dialogenoalcani

In modo analogo alla preparazione degli alcheni per deidroalogenazione di alogenuri alchilici, è possibile ottenere gli alchini eseguendo una doppia deidroalogenazione di un dialogenuro alchilico.

A seconda della posizione in cui i due alogeni sono legati, i dialogenuri alchilici possono essere:

  • dialogenuri geminali, in cui i due alogeni sono legati allo stesso atomo di carbonio;
  • dialogenuri vicinali, in cui i due alogeni sono legati ad atomi di carbonio adiacenti.

dialogenuri geminali vicinali

Quindi, è possibile ottenere gli alchini per eliminazione di due moli di acido alogenidrico dagli 1,1-dialogenuri (dialogenuri geminali) o dagli 1,2-dialogenuri (dialogenuri vicinali).

E' possibile ottenere gli alchini anche per deidroalogenazione di un alogenuro vinilico.

Tali reazioni richiedono condizioni piuttosto drastiche che prevedono il trattamento del reagente con soluzioni molto concentrate di idrossido di potassio in etanolo a caldo o trattamento con sodioammide NaNH2 (ottenuta per reazione tra sodio metallico e ammoniaca).

doppia deidroalogenazione

Il triplo legame, analogamente al doppio legame, è termodinamicamente più stabile in posizione 2,3 che in posizione 1,2.

Se quindi trattiamo un composto come il 2,2-diclorobutano con lo ione idrossido o alcossido, otteniamo come prodotto prevalente il 2-butino.

D'altra parte, la sodioammide è una base sufficientemente forte da reagire con l'idrogeno acido dell'1-alchino per dare il corrispondente sale sodico.

Lo ione idrossido e lo ione alcossido non sono sufficientemente basici per fare la stessa cosa.

Quindi, trattando il 2,2-diclorobutano con sodioammide ottenaimo l'alchilacetiluro che, per successiva acidificazione, porta all'1-alchino.

sintesi 1-alchino

Il triplo legame di un acetilene può migrare in presenza di sodiammide. Così, in presenza di sodioammide, la maggior parte degli acetileni traspongono per portare ai sali sodici dei corrispondenti 1-alchini.

Il 3-esino fornisce così l'1-esino, per trattamento con sodioammide seguito da acidificazione.

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