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Adrenalina

Proprietà dell'adrenalina

La adrenalina nota anche con il nome di epinefrina è un ormone di natura catecolaminica secreto principalmente dalle ghiandole surrenali.

Il suo nome IUAPC è: 4-(1R-idrossi-2-(N-metilammino)etil)benzen-1,2-diolo.

Insieme alla noradrenalina e alla dopamina, l'adrenalina fa parte delle catecolamine, una serie di sostanze a elevata attività biologica caratterizzate dalla presenza di un gruppo amminico e di un anello fenolico 1,2-diidrossibenzene (tipico del catecolo).

Presenta la seguente struttura:

adrenalina

Formula di struttura della adrenalina.

L'adrenalina ha formula bruta C9H13NO3, massa molare di 183,20 g/mol, temperatura di fusione di 212°C e densità pari a 1,16 g/cm3.

Si presenta sotto forma di cristalli incolori poco solubili in acqua e solubili in soluzione acida acquosa.

L'adrenalina ha un atomo di carbonio chirale: il composto naturale è l'isomero R.

Dove viene prodotta l'adrenalina?

Come detto, l'adrenalina è un ormone secreto principalmente dalle ghiandole surrenali.

Insieme alla noradrenalina (precursore privo del metile CH3) è prodotta anche dai neuroni del sistema nervoso centrale (mesencefalo e diencefalo) e vegetativo (gangli simpatici), che la utilizzano per trasmettere gli impulsi in corrispondenza delle sinapsi.

Quali sono le funzioni della adrenalina?

Attivando recettori specifici in diversi organi, l'adrenalina predispone l'organismo a reazioni di fuga o di combattimento.

Quali sono gli effetti della adrenalina?

Gli effetti della adrenalina sono i seguenti:

  • provoca la vasocostrizione delle arterie viscerali;
  • dilata i bronchi e le pupille;
  • migliora la funzione respiratoria e quella visiva;
  • aumenta la pressione arteriosa;
  • stimola il metabolismo;
  • accelera il ritmo e aumenta la gettata cardiaca;
  • dilata le arterie muscolari e le coronarie;
  • inibisce le funzioni digestive.

Usi dell'adrenalina

In passato l'adrenalina è stata utilizzata in terapia nel trattamento dello shock e del collasso cardiaco.

Oggigiorno viene impiegata:

  • come simpaticotonico (ovvero come farmaco che provoca un aumento del tono del sistema nervoso simpatico);
  • nell'arresto cardiocircolatorio;
  • nell'anafilassi e nell'asma bronchiale grave.

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