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Alabastro

Alabastro calcareo e alabastro gessoso

Alabastro (nome che deriva dalla città egizia di Alabastron, celebre anticamente per la fabbricazione di vasetti e di anfore destinati alla conservazione dei profumi) è un termine generico con il quale vengono indicati due tipi di rocce: l'alabastro calcareo (carbonato di calcio) e l'alabastro gessoso (solfato di calcio idrato).

L'alabastro si forma in seguito al deposito sedimentario di acque con formazione di incrostazioni.

Alabastro calcareo

L'alabastro calcareo è formato da calcite, CaCO3, concrezionata, a struttura fibroso-raggiata o zonato-concentrica, di tinta variabile dal bianco al giallo-bruno, spesso variegata in toni diversi.

alabastro calcareo

Alabastro calcareo.

Si forma per deposizione da soluzioni calcarifere, spesso termali, in ambiente subaereo (sotto forma di grandi masse) o in cavità sotterranee (stalattiti, stalagmiti e altre svariate forme di riempimento).

Come materiale ornamentale ha avuto largo impiego fin dall'antichità: famosi gli alabastri dell'Africa settentrionale.

Le più belle varietà di alabastro calcareo, con marcata struttura zonata, vengono chiamate alabastro onice; modesti ammassi di quest'ultimo si trovano nel Bergamasco, in Valtellina, a Busca nel Cuneese e in Basilicata.

Alabastro gessoso

L'alabastro gessoso è un aggregato cristallino saccaroide, con grana molto fine; ha formula chimica CaSO4·2H2O.

E' bianco, traslucido, talvolta debolmente rosato, spesso elegantemente zonato.

Urna in alabastro gessoso

Urna in alabastro gessoso.

Si forma in bacini lagunari o lacustri per evaporazione di acqua e, come tale, è geneticamente legato ai termini della serie evaporitica.

Le varietà più compatte sono facilmente scolpibili e molto meno pregiate dell'alabastro calcareo a causa della bassa durezza (3-4 sulla scala di Mohs) e della scarsa resistenza agli agenti atmosferici.

Numerose cave di alabastro gessoso si trovano in Toscana nella zona di Volterra e Castellina Marittima.

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