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Pilocarpina

Proprietà della pilocarpina

La pilocarpina è un farmaco parasimpaticomimetico.

Essa è una molecola di origine naturale, un alcaloide derivato dalla pianta Pilocarpus jaborandi.

La pilocarpina venne isolata per la prima volta nel 1874.

E' un composto eterociclico; come è possibile vedere nella immagine seguente, essa presenta un nucleo imidazolico nella sua struttura.

pilocarpina

Struttura della pilocarpina.

Meccanismo d’azione della pilocarpina

La pilocarpina è un agonista dei recettori muscarinici, sui quali agisce allo stesso modo dell’acetilcolina.

Esplica le sue funzioni legando i recettori muscarinici M1, M2 ed M3; i recettori muscarinici sono recettori metabotropici (accoppiati a proteina G).

I recettori M1 ed M3 sono accoppiati a proteina Gq, quindi, in seguito al legame dell’agonista (pilocarpina), attivano la fosfolipasi C.

Si verifica un aumento della concentrazione di inositolo trifosfato (IP3) e diacilglicerolo (DAG).

Questo determina l’apertura dei canali al calcio e l’attivazione della proteina chinasi C (PKC), che porta a depolarizzazione e stimolazione dell’eccitazione neuronale.

I recettori M1 sono localizzati prevalentemente nel sistema nervoso centrale, nei gangli autonomi e a livello ghiandolare.

I recettori M3, oltre che nel sistema nervoso centrale, si trovano nei muscoli, in alcune ghiandole e nella mucosa bronchiale.

I recettori muscarinici M2, invece, sono accoppiati a proteina Gi.

Essi, in seguito al legame con l’agonista, portano all’inibizione dell’adenilato ciclasi.

Così, si ha una riduzione della concentrazione di cAMP, un aumento delle correnti al potassio e riduzione delle correnti al calcio.

Questi eventi portano a iperpolarizzazione e, quindi, riduzione dell’eccitazione neuronale.

Questi recettori sono presenti prevalentemente nel sistema nervoso centrale, nei muscoli lisci e nel cuore.

Effetti e indicazioni terapeutiche della pilocarpina

La pilocarpina, come altri agonisti muscarinici, può esplicare diversi effetti:

  • stimola la secrezione delle ghiandole dell’apparato digerente;
  • aumenta la motilità del sistema gastrointestinale, facilitando la digestione;
  • determina broncocostrizione;
  • aumenta le secrezioni tracheobronchiali;
  • aumenta la sudorazione (diaforesi), anche in maniera marcata;
  • stimola la produzione di lacrime;
  • provoca risposte cardiovascolari anomale;
  • porta a miosi (restringimento della pupilla);
  • stimola la salivazione.

In particolare, queste ultime due azioni sono quelle che rendono la pilocarpina utile in qualità di farmaco.

La pilocarpina viene utilizzata per poche applicazioni terapeutiche:

  • glaucoma ad angolo acuto e ad angolo aperto: grazie alla miosi, viene facilitato il deflusso di umor acqueo, portando alla riduzione della pressione oculare, che è una delle caratteristiche principali di tale gruppo di patologie. Per questa applicazione, la pilocarpina viene somministrata sotto forma di collirio;
  • per invertire la midriasi indotta da sostanze quali l’atropina (antagonista dei recettori muscarinici);
  • xerostomia (secchezza delle fauci): la stimolazione delle ghiandole salivari riduce la xerostomia, una condizione che può verificarsi in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, in seguito a trattamenti radioterapici e come segno clinico di alcune patologie, quali il diabete mellito e la sindrome di Sjögren.  

Farmacocinetica della pilocarpina

Ci sono poche informazioni sulla cinetica della pilocarpina.

La pilocarpina, somministrata per via orale, ha un assorbimento molto rapido.

Essa viene assorbita entro 30 minuti nel duodeno e nell’intestino tenue.

L’assorbimento, però, è rallentato dall’assunzione di pasti con elevato contenuto di grassi.

L’entità dell’assorbimento è di poco inferiore al 100% della dose somministrata.

La pilocarpina è presente nel latte in concentrazioni elevate, simili a quelle riscontrate a livello plasmatico.

Invece, l’assorbimento attraverso la placenta è scarso.

Ha un’emivita di circa un’ora; essa ha, quindi, una breve durata d’azione, che rende necessarie diverse somministrazioni giornaliere del farmaco.

Essa viene metabolizzata a livello epatico e nel sangue.

Per quanto riguarda l’eliminazione della pilocarpina, questa molecola viene escreta principalmente per via renale.

L’80% della dose di pilocarpina somministrata è presente nelle urine entro 6 ore dalla somministrazione.

Effetti collaterali della pilocarpina

La pilocarpina determina diversi effetti collaterali, vista l’estesa diffusione dei recettori muscarinici nell’organismo.

I più comuni effetti collaterali indotti dalla pilocarpina sono:

  • diarrea;
  • nausea;
  • vomito;
  • ipersudorazione;
  • eccesso di salivazione;
  • lacrimazione;
  • mal di testa;
  • rossore;
  • vampate;
  • crampi addominali.

L’utilizzo di pilocarpina è controindicato se il paziente è affetto da:

  • problemi cardiovascolari;
  • asma;
  • malattia peptica;
  • ipotiroidismo.

Non bisogna assumere la pilocarpina contemporaneamente a farmaci, quali gli inibitori della colinesterasi, che, seppur con un differente meccanismo d’azione, determinano anch’essi un aumento del tono parasimpatico.

Infatti, in caso di avvelenamento da pilocarpina o di effetto sinergico tra pilocarpina e anticolinesterasici, si utilizzano molecole parasimpaticolitiche, come l’atropina.

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