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Paracetamolo

Proprietà del paracetamolo

Il paracetamolo è un farmaco ad azione analgesica e antipiretica.

Struttura del paracetamolo.

E' noto anche come acetaminofene o N-acetil-para-amminofenolo; il suo nome IUPAC è N-(4-idrossifenil)-acetammide.

E' stato sintetizzato nel 1878 ma venne impiegato come farmaco solo a partire dal 1949.

Meccanismo d’azione del paracetamolo

Il meccanismo d’azione del paracetamolo non è stato ancora compreso completamente.Il paracetamolo inibisce selettivamente la ciclossigenasi nel cervello.

La ciclossigenasi (COX) o prostaglandina-endoperossido sintasi è un enzima che catalizza la conversione dell’acido arachidonico in prostaglandina H2, la quale è il precursore delle altre prostaglandine (mediatori dell’infiammazione, esse sono coinvolte anche nella regolazione della funzione renale, gastrica, epatica e cardiovascolare), della prostaciclina o prostaglandina I2 (che inibisce l’aggregazione piastrinica e determina vasodilatazione).

In particolare, il paracetamolo ha la capacità di inibire la COX-3, l’ultima delle forme di COX identificata. La COX-3 è una variante della COX-1.

Queste isoforme sono codificate dallo stesso gene, ma l’mRNA subisce uno splicing alternativo per dare origine, col processo di traduzione, alla COX-3.

Al contrario dei FANS, il paracetamolo non agisce a livello periferico, ma soltanto nel sistema nervoso centrale. Per questo motivo non fa parte dei FANS, dal momento che, non agendo perifericamente, non ha azione antinfiammatoria.

L’azione della COX-3 viene inibita riducendo l’enzima, che necessita di essere ossidato per diventare attivo.

Inoltre, recentemente si è scoperto che il paracetamolo modula il sistema cannabinoide endogeno a livello cerebrale. Questa azione viene esplicata per mezzo del metabolita del paracetamolo denominato AM404.

AM404 inibisce la ricaptazione da parte dei neuroni del cannabinoide endogeno anandamide, rendendolo maggiormente disponibile per svolgere la sua funzione antidolorifica.

Inoltre, AM404 attiva direttamente il recettore TRPV1 (transient receptor potential cation channel subfamily V member 1 o recettore vanilloide 1), che inibisce la trasmissione dello stimolo doloroso nel cervello.

Indicazioni terapeutiche del paracetamolo

Il paracetamolo ha diverse applicazioni:

  • riduzione della febbre (per i bambini, è raccomandato l’uso solamente quando la temperatura supera i 38,5 °C);
  • dolore lieve;
  • dolore moderato;
  • osteoartrite;
  • mal di testa;
  • mal di schiena;
  • dolore post-operatorio;
  • dolore ai denti;
  • pervietà del dotto arterioso (condizione patologica dei neonati, in cui un dotto arterioso del cuore non si chiude);

Farmacocinetica del paracetamolo

Il paracetamolo viene somministrato, in genere, per via orale o rettale; meno frequentemente, esso è somministrato per via endovenosa.

Quando viene somministrato per via orale, viene rapidamente assorbito lungo il tratto gastrointestinale (prevalentemente nell’intestino); esso ha una biodisponibilità orale che varia dal 70 al 90%.

L’entità dell’assorbimento per via rettale è circa il 50% di quella per via orale.

Il paracetamolo subisce effetto di primo passaggio epatico, che tende a ridurne la concentrazione disponibile.

Per raggiungere il picco plasmatico, dopo somministrazione orale, sono necessari dai 30 ai 60 minuti.

Il paracetamolo ha uno scarso legame alle proteine plasmatiche e ha un volume di distribuzione di circa 50 L, mentre il volume di distribuzione apparente è di 0,9 L/kg; quindi questo farmaco si distribuisce diffusamente nell’organismo.

Esso attraversa la barriera placentare e viene secreto nel latte materno.

Il metabolismo è prevalentemente epatico. Nel fegato, il paracetamolo viene coniugato con acido glucuronico, cisteina e solfato. Inoltre, il citocromo P450 catalizza la formazione dell’N-acetil-para-benzochinoneimmina, un composto molto tossico.

N-acetil-para-benzochinoneimmina

N-acetil-para-benzochinoneimmina.

Il paracetamolo ha un’emivita variabile da 1 a 3 ore e viene eliminato con le urine prevalentemente nella forma coniugata.

Effetti collaterali del paracetamolo

Il paracetamolo presenta diversi effetti collaterali, di entità minore rispetto a quelli causati dai FANS. Tra i suoi principali effetti collaterali vi sono:

  • danni al fegato;
  • aumento delle transaminasi;
  • insufficienza epatica acuta;
  • danni ai reni;
  • diarrea;
  • neutropenia;
  • leucopenia;
  • trombocitopenia;
  • reazione allergiche;

In genere, gli effetti avversi più gravi non si verificano se non si supera il dosaggio di 4 g giornalieri. In caso di avvelenamento da paracetamolo, l’antidoto è costituito dall’N-acetilcisteina o dal glutatione.

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