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Nebivololo

Che cos'è il nebivololo?

Il nebivololo è un farmaco cardiovascolare appartenente alla classe dei beta-bloccanti.

Il suo nome IUPAC è:

1-(6-fluoro-3,4-diidro-2H-1-benzopiran-2-il)-2-{[2-(6-fluoro-3,4-diidro-2H-1-benzopiran-2-il)-2-idrossietil]-ammino}-etan-1-olo.

Presenta la seguente struttura chimica:

Struttura del nebivololo

Struttura del nebivololo.

Meccanismo d’azione del nebivololo

Il nebivololo ha azione simpaticolitica come tutti i beta-bloccanti; ha la capacità di legare e inibire i recettori β-adrenergici.

Adrenalina e noradrenalina sono i ligandi endogeni che attivano i recettori β-adrenergici. Questi, essendo accoppiati a proteina Gs (stimolatoria), in seguito ad attivazione, sono in grado di determinare un aumento dell’attività enzimatica dell’adenilato ciclasi, che catalizza la produzione di AMP ciclico (cAMP), che stimola la protein chinasi A (PKA), che fosforila diverse proteine-bersaglio ed esplica diversi effetti biologici.

Nel caso dei recettori β1, inoltre, la proteina Gs può facilitare l’apertura dei canali al calcio di tipo L. Il nebivololo è selettivo nei confronti del recettore β1.

L’inibizione dei recettori β1 da parte del nebivololo causa i seguenti effetti:

  • effetto cronotropo (frequenza cardiaca) negativo;
  • effetto inotropo (forza di contrazione del cuore) negativo;
  • effetto dromotropo (velocità di conduzione del cuore) negativo;
  • effetto batmotropo (eccitabilità cardiaca) negativo;
  • riduzione della secrezione di renina, l’enzima che produce l’angiotensina, riducendo anche l’entità della vasocostrizione indotta dall’ormone.

Il nebivololo, quindi, porta a un abbassamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Oltre alle proprietà determinate dal blocco dei recettori β1, il farmaco ha un ulteriore effetto vasodilatatorio a livello delle arterie.

Indicazioni terapeutiche del nebivololo

Il nebivololo ha poche indicazioni terapeutiche e viene impiegato soltanto in cardiologia. Le sue principali applicazioni cliniche sono:

  • ipertensione;
  • scompenso cardiaco;
  • insufficienza ventricolare sinistra;
  • angina pectoris;
  • aritmie.

Farmacocinetica del nebivololo

Il nebivololo (che ha un’emivita di circa 10 ore) è presente sotto forma di miscela racemica.

Viene assunto prevalentemente per via orale e il suo assorbimento (che non è influenzato dalla presenza di cibo nello stomaco) è rapido.

La sua biodisponibilità orale è molto variabile in base al metabolismo.

Subisce un esteso metabolismo epatico; in particolare, le reazioni a carico della molecola prevedono idrossilazione, N-dealchilazione e glucuronazione. Alcuni dei metaboliti che si formano sono attivi farmacologicamente.

L’isoforma CYP2D6 del citocromo P450 è il principale enzima deputato alla biotrasformazione del farmaco.

Il nebivololo viene eliminato per via renale e fecale.

Effetti collaterali del nebivololo

Il nebivololo può causare diversi effetti avversi; i più comuni sono:

  • nausea;
  • diarrea;
  • vomito;
  • stipsi;
  • flatulenza;
  • dispepsia;
  • broncospasmo;
  • edema;
  • stanchezza;
  • prurito;
  • ipotensione;
  • bradicardia;
  • insufficienza cardiaca;
  • blocco atrioventricolare;
  • depressione del miocardio;
  • cefalea;
  • capogiri;
  • parestesia;
  • svenimento;
  • sincope;
  • disturbi della visione;
  • depressione;
  • incubi;
  • allucinazioni;
  • secchezza degli occhi;
  • sindrome di Raynaud;
  • psicosi;
  • confusione;
  • freddo alle estremità;
  • sonnolenza;
  • alopecia;
  • porpora;
  • rash;
  • irritazione;
  • problemi epatici.

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