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Carvedilolo

Proprietà della carvedilolo

Il carvedilolo è un farmaco cardiovascolareappartenente alla classe dei beta-bloccanti.

Il suo nome IUPAC è:

1-(9H-carbazol-4-ilossi)-3-[2-(2-metossifenossi)-etilammino]-propan-2-olo.

La sua molecola presenta la seguente struttura chimica:

Struttura del carvedilolo

Struttura del carvedilolo.

Meccanismo d’azione del carvedilolo

Il carvedilolo, essendo un farmaco beta-bloccante, ha azione simpaticolitica; esso infatti lega e inibisce i recettori β-adrenergici. I ligandi endogeni di tali recettori sono l’adrenalina e la noradrenalina.

I recettori β-adrenergici sono recettori metabotropici accoppiati a proteina Gs (stimolatoria). Quando vengono attivati portano a un aumento dell’attività dell’enzima adenilato ciclasi, che catalizza la produzione di AMP ciclico (cAMP), che attiva la protein chinasi A (PKA), che esplica diversi effetti biologici.

Inoltre, la stimolazione dei recettori β1 porta a un aumento della concentrazione intracellulare di calcio, facilitando l’apertura dei canali al calcio di tipo L.

Il carvedilolo interagisce sia con i recettori β1 che con i recettori β2. L’inibizione dei recettori β da parte del carvedilolo causa i seguenti effetti:

  • effetto cronotropo (frequenza cardiaca) negativo;
  • effetto inotropo (forza di contrazione del cuore) negativo;
  • effetto dromotropo (velocità di conduzione del cuore) negativo;
  • effetto batmotropo (eccitabilità cardiaca) negativo;
  • riduzione della secrezione di renina, l’enzima che produce l’angiotensina, riducendo anche l’entità della vasocostrizione dovuta all’ormone.

Il carvedilolo è inoltre in grado di inibire i recettori α1, esplicando un ulteriore effetto vasodilatante. Precisamente, l’enantiomero S del carvedilolo determina l’effetto beta-bloccante. L’attività alfa-bloccante, invece, è dovuta sia all’enantiomero R che all’enantiomero S.

Complessivamente il carvedilolo riduce la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.

Indicazioni terapeutiche del carvedilolo

Le applicazioni cliniche del carvedilolo rientrano in quelle della maggior parte degli altri beta-bloccanti. Esso viene impiegato solamente in cardiologia in caso di:

  • ipertensione;
  • angina pectoris;
  • infarto del miocardio;
  • ipertensione portale;
  • insufficienza cardiaca;
  • disfunzione ventricolare sinistra.

Farmacocinetica del carvedilolo

Il carvedilolo viene solitamente assunto per via orale ma il suo assorbimento - che è rallentato dall’assunzione di cibo - non è completo; la sua biodisponibilità orale è infatti compresa tra il 25 e il 35%. Questo è dovuto all’effetto di primo passaggio epatico.

Il legame del carvedilolo alle proteine plasmatiche è pari al 98%; il farmaco si lega soprattutto all’albumina.

Il carvedilolo subisce un esteso metabolismo epatico. I principali enzimi coinvolti nella sua biotrasformazione sono le isoforme CYP2D6 e CYP2D9 del citocromo P450.

Le principali reazioni metaboliche comprendono ossidazione dell’anello aromatico, glucuronazione e solfatazione.

Il carvedilolo viene eliminato sia tramite le urine che tramite le feci; la sua emivita media è di 7-10 ore.

Effetti collaterali del carvedilolo

Il carvedilolo, come gli altri beta-bloccanti, può causare diversi effetti collaterali; i più comuni sono:

  • nausea;
  • diarrea;
  • vomito;
  • dispepsia;
  • dolore addominale;
  • sonnolenza;
  • vertigini;
  • capogiri;
  • mal di testa;
  • debolezza;
  • affaticamento;
  • astenia;
  • aumento del peso;
  • secchezza degli occhi;
  • depressione del miocardio;
  • scompenso cardiaco;
  • ipotensione;
  • bradicardia;
  • edema;
  • ipervolemia;
  • broncospasmo;
  • dispnea;
  • ipercolesterolemia;
  • depressione;
  • porpora;
  • rash;
  • alopecia;
  • disfunzioni sessuali.

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