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Benzedrina

Che cos'è la benzedrina?

La benzedrina, nota anche con il nome di ß-fenilisopropilammina o anche di amfetamina, è un liquido di formula chimica C6H5CH2CH(CH3)NH2, che - alla pressione di 7 mmHg - bolle a 64°C.

Appartiene alla categoria dei farmaci nota con il nome di amfetamine.

Ha carattere basico ed è poco solubile in acqua a differenza dei sali che forma con gli acidi.

Presenta la seguente struttura chimica:

Struttura della benzedrina

Struttura della benzedrina.

Meccanismi d'azione della benzedrina

Dal punto di vista farmacologico la benzedrina agisce come stimolante del sistema nervoso sia periferico sia centrale (in particolare a livello della corteccia cerebrale).

I meccanismi d'azione della benzedrina non sono ancora del tutto chiari, ma è appurato che l'attività della sostanza si esplichi mediante l'intervento di uno o più neurormoni, soprattutto la noradrenalina, che stimolerebbe il recettore nervoso.

La benzedrina provoca ipertensione, vasocostrizione periferica, rilasciamento della muscolatura intestinale e midriasi; la risposta psichica è condizionata da molteplici fattori soggettivi (stato mentale, personalità, carattere).

La somministrazione del farmaco induce nell'individuo una spiccata capacità di iniziativa, stato di eccitazione, esaltazione; scompare qualsiasi sensazione di fatica con conseguente aumento dell'attività motoria e logorrea; si fortifica mentalmente il soggetto senza che però si potenzi il rendimento personale.

La dose tossica varia individualmente da 15 a 120 mg assorbiti per via orale entro un breve periodo di tempo; alcuni soggetti, in casi eccezionali, hanno ben tollerato dosi anche superiori a 500 mg.

Indicazioni terapeutiche

L'uso terapeutico della benzedrina è rivolto soprattutto alle forme di depressione, di parkinsonismo, alle intossicazioni da barbiturici e ad alcune forme di alcolismo acuto.

Su bambini con disordini mentali ed elettroencefalogrammi anormali l'impiego della sostanza può indurre notevoli miglioramenti sullo stato comportamentale, con correzioni della disritmia cerebrale; viene anche facilitata la trasmissione monosinaptica e polisinaptica nel midollo spinale.

Controindicazioni della benzedrina

Alcune controindicazioni all'uso della sostanza sono presentate da forme di arteriosclerosi, disturbi coronarici, stati ansiosi, forme di ipertiroidismo, insonnie, instabilità vasomotoria, tendenze omicide e suicide, anoressia.

Farmacocinetica

La sostanza viene bene assorbita dal tratto gastrointestinale e, nell'uomo, la maggior parte della benzedrina viene escreta nelle urine in forma immodificata; solo una piccola quantità viene metabolizzata in sede epatica. Inoltre l'escrezione urinaria dipende dal pH, nel senso che aumenta in urine acide e diminuisce in urine basiche.

La temperatura ambientale è di fondamentale importanza per aumentare o diminuire la tossicità di questa ammina; a elevate temperature (30°C) tutti i fenomeni tossici vengono enormemente potenziati e la percentuale di mortalità osservata negli animali di laboratorio alle stesse dosi di sostanza somministrata è del 50% superiore a quella degli stessi mantenuti a una temperatura di 4°C.

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